Architecture

ESTONIAN NATIONAL MUSEUM

Apr 14, 2017 admin

L’ARCHITETTURA È ANCHE SPECCHIO DI CIÒ CHE HA VISSUTO UN PAESE E DI COME QUEST’ULTIMO CERCA DI TRASFORMARSI NEL SUO PIÚ PROSSIMO FUTURO. IL MUSEO NAZIONALE A TARTU, IN ESTONIA, NE È UNA PROVA

Non basta un solo sguardo per inquadrare l’Estonian National Museum dall’inizio alla fine. Architettura maestosa, scultorea, tagliente che si staglia nei verdi territori di Tartu, seconda città dell’Estonia in termini di popolazione, molto vicina al confine con la Russia. Il XIX secolo è stato per questo paese ‘l’età del risveglio’, un periodo di formazione dell’identità nazionale, dopo anni e anni di occupazioni e di guerre. Il 20 agosto 1991 l’Estonia dichiara la sua indipendenza dall’Unione Sovietica e nel 2014 entra a far parte dell’Unione Europea. Da allora si registra un’attenzione particolare alla letteratura in lingua estone, alla cultura, al teatro e alla musica, il tutto appoggiato da un rapido programma di riforme sociali ed economiche. Il concorso internazionale per la progettazione, l’esecuzione e la costruzione del museo, che occupa una superficie di 34.000 mq e che ospita una collezione di 140.000 oggetti a Tartu, è stato lanciato nel 2005 e vinto dallo studio DGT.

Lo studio di architettura con sede a Parigi ha sfidato il bando di concorso decidendo di progettare su una ex base aeronautica militare sovietica, che come struttura, anche se non realizzata sul sito proposto, si presta ugualmente all’idea di museo pensata. L’architetto Dan Dorrell spiega come il nuovo edificio sia la continuazione stessa della pista di aviazione in cemento, diventando così il simbolo dell’Estonia che decolla.

Dall’alto appare come una lunga piastra che si sviluppa su tre livelli (piano terra, piano interrato e mezzanino) con un andamento aerodinamico favorito dallo sbalzo del tetto di 40 metri, che come un imbuto, invoglia i visitatori a entrare nella profondità del museo.

Pur nella sua grandiosità, il museo mantiene eleganza e leggerezza grazie alla scelta dei materiali nelle facciate: un tamponamento in vetro triplo serigrafato e ‘pixelato’ con motivi floreali che permette di mantenere sempre un contatto visivo con l’esterno e fornisce isolamento termico oltre che protezione dal sole.

Il progetto pone grande attenzione alla temperatura interna sia per una considerazione di carattere energetico, con l’obbiettivo di ridurre i costi di manutenzione, sia perché gli oggetti etnografici conservati all’interno e negli archivi sono molto delicati (tessuti, carta…) e necessitano di una temperatura costante, senza sbalzi. I 140.000 oggetti conservati all’interno sono una preziosa testimonianza della cultura estone e delle sue origini Ugro Finniche. Si spazia da costumi tradizionali, a una collezione di manufatti tra cui originali boccali di birra in legno incisi e personalizzati, dalla bandiera ad alcune ricostruzioni di interni di fattorie. L’Estonian National Museum non è solo un museo, ma un vero centro culturale con biblioteche, aree per la ricerca, sale per concerti, ristoranti e bar: un vero e proprio luogo di incontro e di interazione per estoni e stranieri, entrambi attirati da un paese tanto in crescita.

Foto di Takuji Shimmura