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DOMANI, CHIAMERANNO DOMANI

Mag 15, 2017 admin

IL ROMANZO ESORDIO DI ANDREA SALONIA, PUBBLICATO NELLA COLLANA LE MADELEINES DI MONDADORI ELECTA

“Ciao Andrea.
Ho appena finito il tuo bellissimo romanzo. E’ da ritenersi davvero un capolavoro. C’è il meravigliosamente complesso cervello umano sezionato con cura, amore e disperazione. Mi hanno molto commosso le parti scritte idealmente da Graziella e in generale ogni passaggio è originale, curioso, geniale, sorprendente, profondo, struggente e importante. L’uomo che riesce a guardare e a guardarsi dentro rende ogni centimetro del vivere un universo. Davvero complimenti e spero a presto. Un abbraccio”

Ed è con questa recensione che Design Diffusion World vuole consigliarvi la lettura di “Domani, chiameranno domani”, romanzo scritto dal noto medico Andrea Salonia, in cui lo stile e il ritmo emotivo giocano un ruolo importante. Il protagonista del racconto è il direttore della fabbrica di acciaio più grande d’Italia, ora agli arresti domiciliari…

Salonia mette da parte il suo camice bianco per dar spazio e voce all’’ingegnere Augusto C., uomo metodico, rigoroso, arido di parole, e pugliese di Manduria, cittadina famosa per il suo vino rosso. Augusto C. è stato il direttore della fabbrica di acciaio più grande d’Italia, che, accusato di una continuativa e consapevole forma di disastro ambientale da sversamento di sostanze nocive nell’aria, adesso è agli arresti domiciliari.

Così, chiuso nei molti ma claustrofobici centotrentasette metri quadrati della sua casa, stagione dopo stagione, oggetto dell’opinione pubblica, Augusto C. perde i suoi sensi; prima l’olfatto, il gusto, quindi il tatto, poi l’udito e infine la vista. Accanto a lui c’è sempre Graziella, moglie, in primo luogo, ma donna forte, amante della cucina di quella loro terra, dove arriva anche il salmastro del mare. E cucinare insieme li salva; salva Augusto, che imparando a preparare le pietanze racconta la sua vicenda di uomo, dal padre contadino e infermiere, libero nell’animo in sella alla sua Bianchi azzurro del cielo; racconta del periodo di lavoro in Giappone, dei suoi figli Lorenzo e Gaetano, di quanto fossero diversi, della madre e della sua faccia da radice; racconta dell’acciaio e della gente della fabbrica che per tanti anni era stata la sua vita intera. Ecco – dice un Augusto senza (il) senso – questi sono gli arresti domiciliari, rallegrarsi che il proprio padre sia già morto.

“Domani, chiameranno domani” NOI abbiamo deciso di leggerlo OGGI, e voi?!