Architecture

LE DRUGSTORE, PARIS

Lug 07, 2017 admin

IL TOM DIXON DESIGN RESEARCH STUDIO REIMMAGINA GLI INTERNI DELLO STORICO LE DRUGSTORE DI PARIGI

Un locale con oltre cinquant’anni di storia, luogo iconico voluto da Marcel Bleustein-Blanchet, fondatore dell’agenzia di advertising Publicis che ha rivoluzionato l’idea stessa di pubblicità, inventando i primi slogan, Le Drugstore occupa una posizione unica nella metropoli francese.

Situato al piano terra di un edificio all’inizio degli Champs-Elysées, su di una superficie di 350 metri quadri con affaccio privilegiato sull’arco di trionfo, il Publicis Drugstore nasce alla fine degli anni Cinquanta con l’intento di portare a Parigi un assaggio di cultura americana.

Aperto dalle 8 del mattino fino alle 2 di notte, la brasserie, fin dalla sua fondazione, offre ai suoi clienti haute cuisine (oggi affidata allo chef stellato Éric Frechon), e una vastissima gamma di prodotti, tra cui libri, raffinata pasticceria, bijoux, sigari e champagne.

Lo studio Tom Dixon, cui è stato affidato il progetto di restyling, ha optato per un intervento deciso, volto a semplificare, dunque valorizzare gli interni, esaltandone le pregevoli finiture e i materiali, pensati per durare e addirittura impreziosirsi nel tempo. E dunque le boiserie alle pareti e i banconi in marmo pregiato, esaltati da tessuti color vernaccia e finiture in ottone.

Racconta Tom Dixon: “Lo stile unico e autenticamente francese del Publicis Drugstore è sempre stato fonte di ispirazione per me. Una Francia moderna, che guarda al futuro”.

Il salottino nella zona libreria offre un’atmosfera intima, ed è perfetto per pranzi o cene riservati, delimitato da una libreria in ottone che rende labili i confini tra zona ristorante e negozio. Per gli arredi, lo studio londinese attinge creativamente dal catalogo interno, scegliendo la nuova Wingback chair con rivestimenti grigio antracite e giallo intenso, nonché una serie di elementi disegnati ad hoc, tra cui sgabelli di varie altezze, ispirati alla collezione disegnata dal franco-ungherese Mathieu Matégot negli anni ’50 proprio per il Drugstore Publicis.