DESIGN

EUROLUCE 2017

Ago 08, 2017 admin

LA LUCE SI MIMETIZZA NEL VERDE

I cambiamenti nel design avvengono all’improvviso o progressivamente. Per il design della luce negli ultimi anni, si può parlare addirittura di mutazione genetica. Grazie alla tecnologia, prima di tutte quella Led ma non solo. All’ultima edizione di Euroluce era evidente che la nuova passione per il vivere in&out si è tradotta in lampade (dovremmo forse dire sistemi di illuminazione) che addirittura si mimetizzano con foglie, tronchi e steli. A differenza del genere ‘lampade da esterno di design’ che ha dominato per anni, dall’aspetto tecno-rigido, le nuove proposte punteggiano di luce cespugli, bordi di terrazze, specchi d’acqua e addirittura l’aperta campagna. Come maxi lucciole o lanterne tradizionali. L’effetto scenografico è assicurato.

L’ordine delle foto segue il nome delle lampade citate nel testo seguente.

Enzo Catellani, per Catellani & Smith, esordisce nell’illuminazione outdoor con una collezione di ‘pepite’ di luce in vetro industriale modellato a mano: Medouse che spente sono verdi e si confondono tra il fogliame; More su steli dorati e oscillanti che sembrano spuntare dalla terra; Syphasera, fonti di luce da terra, da vaso e perfino da acqua (nate da un progetto di Biolago Piscine & Natura, sviluppato da Guido Parenzan e Maurizio Quargnale con la consulenza dell’agronomo Maurizio Vegini).

Anche Giunco, design Albera e Monti per Antonangeli, gioca a nascondersi nel verde emanando luce d’atmosfera dal vetro satinato montato sul suo ‘gambo’ in rame.

Flos Outdoor è il nome della collezione che Flos dedica alla tendenza in crescita di abitare (anche) all’aperto. All’ultima Euroluce nello stand-giardino, progettato da Calvi Brambilla, A-Round design Piero Lissoni illuminava dal basso fili d’erba e sottili tronchi ad effetto scenografico.

Sembra invece un’operazione di land art quella possibile con la famiglia di lampade Walking, design Carlotta de Bevilacqua per Artemide. Infatti non solo queste lampade segnano il passo e punteggiano di luci l’esterno, ma danno emozione essendo state studiate secondo criteri percettivi e psicologici.

Passiamo invece in un ambito romantico-giocoso con i bianchi attrezzi da giardinaggio, in scala reale, trasformati in lampade da esterno dal designer Matteo Ugolini per Karman, ovvero la collezione Tobia che con la sua garbata ironia sta benissimo anche in interni country e urban-country.

La tecnologia in forme classiche e contemporanee è la proposta della collezione di lampade solari wireless La Lampe di Maiori. Mentre Slide punta agli effetti speciali con i suoi arredi luminosi e la lampada galleggiante Acquaglobo.

Antesignana di tutte queste lampade è stata Pod Lens, firmata nel 1998 nel da Ross Lovegrove per Luceplan. Come una transizione tra il design della luce dalla linea definita e quello recente camaleontico con le forme della natura. Pod Lens pendeva e pende tuttora come una liana dal frutto luminoso e colorato, e da quasi vent’anni continua a sorprendere.