Architecture

LAUREHURST MIDCENTURY, SEATTLE

Ott 30, 2017 admin

 

OVVERO, COME ADATTARE UN GIOIELLO DELL’ARCHITETTURA DEI PRIMI ANNI SESSANTA ALLE ESIGENZE DEL VIVERE MODERNO

Una giovane coppia con due figli acquista una splendida dimora a Seattle, nel quartiere residenziale di Laurehurst, zona chic distante poche miglia dal centro della città, nota per le ville di charm, il verde ben curato e la vista sul lago Washington e sulla catena dei monti Olympics.

Una casa, oltre che bella, piena di storia: fu costruita nel 1961 da Ibsen Nelsen, uno dei più noti architetti di Seattle di sempre, autore, tra le altre cose, del Museum of Flight e di alcune parti dell’Università di Bellingham. La storia e il fascino incarnati dalle architetture datate, non sempre, però, sono in linea con le esigenze del vivere moderno, soprattutto di una famiglia con bambini. Che, più di tutto, necessita di spazi aperti e tra loro fluttuanti, di luce, di calore.

Ecco dunque la sfida progettuale affrontata da mw architecture: preservare al massimo grado l’impianto originario di un edificio del XX secolo opera di un grande progettista, addirittura allungandogli la vita, rendendolo però a misura di una famiglia del XXI secolo.

In sede di brief, la coppia presenta allo studio la sua wishlist.

Numero uno: promuovere il dialogo tra esterni e interni – tra il soggiorno e il giardino in particolare – quest’ultimo elemento centrale del progetto di Nelsen. Lo studio opera in modo netto sulle aperture, sostituendo le finestre con ampie vetrate, rendendolo così gli esterni elemento pregnante non solo del soggiorno, ma della casa in tutto il suo perimetro.

Desiderio numero due: una cucina non solo vivibile, ma realmente vissuta nei diversi momenti della giornata, anch’essa direttamente connessa al patio e al giardino. E così, crollano i muri che la isolavano dal soggiorno e dalle zone outdoor, sostituiti da ampie vetrate scorrevoli.

La terza richiesta è la più sfidante: preservare il tetto a padiglione ma, al contempo, promuovere la verticalità dell’edificio, favorendo così la visuale sui suggestivi dintorni. I davanzali perimetrali vengono così abbassati; anche qui, ampie pareti vetrate prendono il posto delle comuni finestre previste all’origine.

Gli ultimi accorgimenti interessano l’efficienza energetica dell’edificio – elemento imprescindibile nel XXI secolo – con escamotage che aumentano sensibilmente l’isolamento termico, accompagnati da un impianto a pannelli radianti a pavimento che riduce drasticamente i consumi energetici. I pannelli solari sul tetto erano invece stati previsti già nel disegno originario.