Architecture

W PRIME TOWER, TEL AVIV

Nov 07, 2017 admin

Colore, composizione e percezione spaziale. Ecco come l’israeliana Michal Han ha immaginato l’atrio e le aree comuni della W Prime Tower

Nella definizione della nuova lobby della W Prime Tower di Tel Aviv, imperioso grattacielo a 46 piani a uso residenziale, l’interior designer Michal Han ha un obiettivo: creare uno spazio coinvolgente, luminoso e dalle cromie frizzanti, un luogo che, seppur di passaggio, sappia infondere senso di casa, traghettando il passante verso un mondo di possibilità infinite.

Elemento centrale dell’edificio è l’ampia parete di fronte all’atrio, opera dello studio Itai Bar-On, che ricorda una stoffa fluttuante. Movimento, dunque, e luminosità data dal colore bianco candido. La parete risalta per le dimensioni importanti (è alta quasi sei metri), ed è volutamente staccata dal soffitto, per permettere alla luce di fluire liberamente nello spazio. Di contrasto, le pareti esterne dell’atrio sono grigie, statiche.

La sensazione fluttuante, di movimento e tridimensionalità, è rinforzata dall’originale banco reception.

A sinistra una libreria color cioccolato alta sei metri invita ospiti e residenti a sfogliare uno dei numerosi libri d’arte esposti. L’atrio, per altro, è provvisto di diverse aree relax e lettura, organizzate con comodi imbottiti.

Ciascun elemento d’arredo è qui scelto con un preciso obiettivo estetico-funzionale. La panchetta grigia a forma di spirale, che pare rigida se vista da lontano, svela poi una seduta morbida e accogliente. Le sedie a forma conica e il divanetto ondulato rinforzano il senso di movimento.

Opposto alla libreria, un pianoforte a coda è un ulteriore escamotage di design che invita i passanti a fermarsi e a vivere realmente lo spazio.

La piccola sala d’attesa sulla sinistra è resa invitante dall’ampio e soffice divano, dall’illuminazione asimmetrica, e da una coloratissima lampada a terra.   

Il concept scelto per l’ingresso scandisce anche altri ambienti e spazi quali il vano ascensori, l’atrio dei diversi piani, e il parcheggio sotterraneo, come dimostrato dai pavimenti, dalle grafiche e dall’illuminazione in generale.

Superato l’ingresso, i visitatori sono traghettati verso la zona SPA, più intima e riservata, caratterizzata da linee sobrie ed eleganti e ampie vetrate che donano luminosità agli spazi. Un ambiente che è un arioso open space, da un lato, ma che mantiene allo stesso tempo un’atmosfera intima, di privacy. La relazione con l’ingresso è ancora una volta sancita dalle finiture sulle pareti, le medesime dell’ingresso, che contrastano piacevolmente con la pavimentazione scura.

Gli elementi in legno della SPA sono tutti opera di Hadar Han, marito della designer e abile artigiano.

Photo: AMIT GERON