Architecture

CREEK PARK HOTEL, PECHINO

Nov 10, 2017 admin

Prima isola, poi arcipelago, infine continente: la sapiente trasformazione di un resort semi-abbandonato all’interno di una suggestiva riserva naturale

A pochi kilometri dalla riserva naturale del lago Jinhai, nel distretto di Pinggu, non distante da Pechino, ha inaugurato da poco un hotel che, della riserva, pare parte integrante, quasi ne fosse la naturale continuazione.

Si tratta del ripristino, raffinato ammodernamento e ampliamento di una struttura ricettiva in stato di abbandono, che peccava per altro di mancanza di carattere e rilevanza concettuale, sulla base di un progetto dello studio pechinese SYN Architects.

Il Creek Park Hotel gode di una posizione privilegiata trovandosi a ridosso delle acque della penisola, e con affaccio su un suggestivo minareto. Tutt’intorno montagne, e un silenzioso specchio d’acqua. Ecco perché gli architetti hanno deciso di porre l’accento sul lato selvaggio, di natura incontaminata evocati dal luogo, creando un effetto panoramico a 360 gradi. Per estendere al massimo grado il campo visivo, sono state edificate terrazze a cielo aperto di forma rettangolare e dimensioni variabili, completate da strutture poste tra le pre-esistenze che donano al resort un layout del tutto nuovo.

Elemento chiave della struttura è il ristorante, ubicato a metà del pendio, che vanta un affaccio privilegiato sulla natura incontaminata. Esso convive in totale armonia con la vegetazione che lo circonda, e pare quasi innalzarsi, protendere verso il cielo. Il suo tetto, diverso dalle altre coperture sulla penisola, invita la luce a fluire liberamente nell’ambiente. Ripristinati i principali elementi architettonici, lo studio ha realizzato un nuovo piano di collegamento tra gli elementi. Linee curve e rette rincorrono, e infine afferrano, unità prima isolate, rendendole una cosa sola.

Per rendere più morbida la composizione spaziale, piuttosto lineare e squadrata, le passerelle seguono un disegno morbido e curvilineo, creando corridoi sinuosi che paiono nuvole nel cielo. Terrazze, piattaforme panoramiche e passerelle in legno si integrano così, creando un vero e proprio percorso e favorendo ulteriormente il dialogo tra spazio e paesaggio.

A livello di materiali, lo studio SYN asseconda senza incertezze il luogo: legno d’abete e ciottolato in pietra, capaci di evocare quei sentimenti antichi dei paesaggi cinesi. Materiali dai costi contenuti, che riflettono anche la “concordanza genetica” tra architettura e ambiente.  “Un edificio non ha elementi buoni o cattivi, ha elementi adatti o inadatti. Il Creek Park Hotel è adatto a questo luogo, e “nutre” i propri stessi edifici che come lui e insieme a lui continueranno a esistere, oppure scompariranno, quasi fossero una cosa sola.

Foto: Chen Yanming