Architecture

PANEUM, Asten

Nov 15, 2017 admin

Forme spigolose e curvilinee, legno e acciaio inox, luci e ombre: la Camera delle meraviglie di Wolf D. Prix è un gioco di contrasti

L’edificio che ospita il Paneum è a firma di COOPHIMMELBLAU, cooperativa di architetti con sede principale a Vienna e uffici in Europa e negli Stati Uniti che, da quasi 50’anni, sovverte regole e spazza preconcetti, presentando al pubblico opere provocatorie, pungenti, talvolta inquietanti, spesso capaci di stravolgere i più radicati canoni architettonici.

Il Paneum – il nuovo museo del pane del comune austriaco di Asten, nel distretto di Linz-Land, non è da meno.

Commissionato dal gigante locale di prodotti da forno Backaldrin, il museo del pane e centro eventi Paneum – Wunderkammer des Brotes, è un’architettura straordinaria composta da due elementi: un edificio-piedistallo a forma squadrata, che ospita l’ingresso e le sale eventi, e un edificio espositivo su due piani che ricorda un tornado che rotea in cielo, una nuvola imbizzarrita o forse – fuori da ogni metafora – un impasto ben lievitato.

Due elementi dalla forma contrastante, dunque – monolitico e squadrato il primo, sinuoso e fluttuante il secondo – come pure contrastanti sono i materiali che li compongono: cemento gettato in opera per l’edificio-piedistallo, e legno rivestito con tegole d’acciaio inossidabile per la sede museale.

Il concept da cui è partito Wolf D. Prix col suo team si basa sull’idea della Wunderkammer tedesca, ovvero la camera delle meraviglie cinquecentesca, il luogo dove i collezionisti conservavano i propri mirabilia. Concept che s’adatta alla perfezione a oggetti insoliti e di piccole dimensioni come quelli di un museo che narra di prodotti da forno e panificazione.

Il cuore della Wunderkammer des Brotes, l’edificio espositivo, è costituito da un atrio a forma circolare, abbracciato da una scala a spirale che permette ai visitatori di ammirare l’esposizione da varie prospettive. Attraverso di essa è possibile accedere a entrambi i piani museali, dove gli oggetti sono adagiati in teche o mensole integrate nell’architettura. L’atrio gode di illuminazione naturale proveniente dall’alto.

Dall’interno è ben visibile l’involucro auto-supportante che costituisce la zona museale, fatto di laminato di legno a liste circolari.

Per la costruzione del rivoluzionario edificio, lo studio austriaco si è avvalso delle tecnologie più avanzate, tra cui macchine a controllo numerico di ultima generazione capaci di ottimizzare i tempi di esecuzione.

Photo credit: Markus Pillhofer