NASCE LA PRIMA MINI CASA PORTATILE ITALIANA PER I FUTURI NOMADI URBANI.

Un po’ lontano dalla concezione di casa comune, quella che “se cascasse il mondo te la ritroveresti sempre li, nello stesso paese, nella stessa città e allo stesso numero civico”, aVoid è la prima mini casa mobile realizzata dall’architetto e ingegnere Leonardo Di Chiara e pensata appunto per tutte le moderne “tribù” di nomadi in continua crescita, che passano la loro vita a muoversi da un posto all’altro, sfidando il confine tra provvisorietà e permanenza, sataticità e mobilità.

Questa casa su ruote racchiude in soli 9 metri quadrati ogni tipo di comfort. Il suo nome in inglese significa “vuoto” (a void= un vuoto) e si presenta come una singola stanza grigia, sviluppata per il lungo, senza nessun arredo visibile. Di primo impatto può dare l’idea di essere priva, vuota appunto di ogni comodità, di essere tutto fuorché una casa dove poter trascorrere il proprio tempo e svolgere quelle tipiche azioni che fanno parte della vita quotidiana di un individuo: mangiare, dormire, lavarsi.

Attraverso specifici dispositivi a parete, però, lo spazio si evolve orizzontalmente, trasformandosi in una vera e propria dimora, piccola ma confortevole. Il letto reclinabile, oltre a svolgere la sua normale funzione, fa da divano per l’angolo studio e da panca se abbinato al tavolo pieghevole. La cucina, nascosta da una parete, è accessoriata con cappa aspirante, lavello a scomparsa, piano cottura e scaffali contenitivi. L’ampia porta finestra a tre ante permette sia l’illuminazione naturale dello spazio, sia l’apertura verso gli spazi esterni. Nel bagno, realizzato in okumè, il legno più idrorepellente in assoluto, sono presenti i servizi e la doccia, realizzati in modo da ridurre al minimo i consumi d’ acqua. Infine, attraverso una scala si accede alla terrazza, dalla quale si può ammirare il panorama sottostante e sentirsi a tutti gli effetti dei veri e propri cittadini del mondo. Sempre in viaggio e sempre pronti al divenire.

aVoid fa parte del Bauhaus Campus, un piccolo villaggio sperimentale, all’interno del Bauhaus-Archiv / Museum of Design di Berlino. Questo esperimento socio-culturale curato dall’architetto Van Bo Le-Mentzel e sviluppato in collaborazione con la Tinyhouse University, indaga sulla tipologia di casa futura possibile nei quartieri migratori cioè negli insediamenti temporanei delle tribù nomadi, dove le abitazioni su ruote possono facilmente spostarsi da una località all’altra.