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Design Diffusion News: i perché di un restyling

Mar 02, 2018 admin

DDN si rinnova nei contenuti e nell’immagine, al passo con l’evoluzione del design. La parola all’editore, al direttore e all’art director!

La rivista DDN, flagship magazine del nostro gruppo editoriale Design Diffusion World, dal n. 237 – marzo 2018, si presenta al pubblico internazionale con linee di contenuto e una grafica rinnovate, al passo con l’evoluzione continua del design. I cambiamenti sono in parte novità assolute, in parte assecondano temi già emersi nei numeri precedenti. Quindi è un rinnovarsi nella continuità, nel rispetto cioè dell’identità della testata che, da quasi 30 anni, è sulla scena del progetto. Il tutto con una duplice visione: la valorizzazione del Made in Italy, nell’arredamento e non solo; nonché la consapevolezza di essere un canale specializzato di comunicazione globale.

Chi meglio può raccontare la scelta di questo relooking, se non i suoi protagonisti: Carlo Russo, l’editore; Rosa Maria Rinaldi, il direttore; l’architetto Franco Mirenzi, art director.

Carlo Russo: “Pubblico DDn dal 1990 e la rivista oggi è distribuita in 52mila copie in tutto il mondo, integralmente tradotta in inglese. Periodicamente sentiamo l’esigenza di rinnovarla parzialmente, sempre partendo dal nostro presupposto di dialogare con i professionisti italiani ma soprattutto internazionali, orientati al design Made in Italy e al sistema Italia più in generale. Infatti abbiamo anche una diffusione mirata verso centinaia di designer e operatori del settore in Giappone, Cina, Stati Uniti e altre macro aree geografiche strategiche. Siamo fieri di questo patrimonio di relazioni ed evolvere è un po’ una nostra ‘malattia’, siamo da sempre alla ricerca del nuovo e possiamo dire che, con la nostra presenza alle fiere in tutto il mondo (attualmente copriamo una cinquantina di esposizioni, tra le quali 15 in Italia e Europa), DDn ha contribuito a sviluppare nel tempo l’attitudine delle aziende italiane del mobile a confrontarsi con l’estero e ad espandersi. Quest’ultimo restyling vede nuove sezioni ben delineate nella rivista, sempre  mantenendo un tratto distintivo, cioè il linguaggio di DDN basico, che punta a comunicare in modo chiaro i progetti; così pure non siamo interessati a esercizi di grafica fini a se stessi, ma a una pubblicazione rigorosa, bella e di alta qualità informativa”.

Rosamaria Rinaldi: “Abbiamo voluto sistematizzare delle aree di contenuto per renderle più riconoscibili, la grafica le evidenzia in modo immediato. Le sezioni, nuove e rinnovate, sono: ‘Young Talents’, un ampio spazio dedicato ai giovani talenti del design, di tutto il mondo, che non sono ancora collegati alle aziende di produzione ma che sono già in grado di ‘comunicare se stessi’, cioè di proporre i loro progetti e la loro immagine con qualità. ‘Design Stories’ invece celebra i compleanni storici delle icone, ma anche i personaggi e gli studi che hanno fatto la storia del design. ‘Italian living’ raccoglierà solo servizi su interni di case italiane, alla ricerca di quel quid che, assommando architettura, arredamento e lifestyle, può essere definito l’italianità dell’abitare.  infine‘Really Italian.it’ che compie la rivoluzionaria translazione del format da un sito web alla carta! Riunisce tante nostre eccellenze produttive, dagli yacht agli occhiali, questa volta ad esclusione dell’arredamento. Naturalmente, accanto alle sezioni, restano i reportages da Paesi stranieri abbinati, con gli agganci a fiere, show-room ed eventi del design, sempre nell’ottica di scambio con l’Italia. Oppure ‘Carte Blanche’ già esisteva che è esattamente la carta bianca data a un progettista per narrare e mostrare concettualmente il suo modo di operare.

Franco Mirenzi: “Ritengo che per un periodico che comunica design, costume e tendenze, il progetto grafico debba essere il più chiaro possibile. L’esigenza di restyling accompagna i sempre nuovi modi di guardare ai temi e interpretare le immagini. Ho scelto anche 3 caratteri tipografici di base proprio per fare riconoscere ai lettori immediatamente le nuove sezioni: il Courier per le interviste, perché ricorda i caratteri delle vecchie macchine da scrivere; il Frutiger, più moderno, per descrivere prodotti, progetti e attualità; il Times si inserisce trasversalmente in campi più limitati di testo, ma può comparire anche in un servizio di descrizione di una casa. Ho voluto evitare in ogni modo il caos nella leggibilità e anche la contaminazione con la grafica dei siti online, come si nota invece in tanti impaginati recenti: la carta stampata ha altre esigenze e prerogative.