A Milano, la mostra ‘La grammatica della linea. Mario Gottardi architetto e designer’ comprende tre arredi attualizzati ai giorni nostri

La mostra-omaggio all’opera e alla storia di Mario Gottardi (IDEA4MI, via Lanzone 23, dal 15 al 29 aprile 2018) comprende, oltre a foto, bozzetti e testimonianze d’epoca, anche tre complementi d’arredo che portano la sua firma, interpretati in chiave contemporanea. Architetto e interior designer prolifico, progettista eccezionale che rese la misura e l’equilibrio le sue cifre stilistiche, lavorò in molti campi: dall’urbanistica al restauro, dalle costruzioni pubbliche e private, all’arredamento navale, alberghiero, privato e teatrale, a cui unì l’insegnamento universitario, ruolo che interpretò come ‘maestro’ di una grande bottega.

            Mario Gottardi

E’ quindi l’occasione per ammirare il passato, ma anche scoprire il presente e il futuro dell’opera di Mario Gottardi, non a caso la mostra s’inaugura durante la Milano Design Week, infatti vengono presentati in anteprima tre prototipi di altrettanti oggetti progettati da Gottardi, che saranno poi commercializzati nel 2019. Sono stati scelti tre complementi d’arredo degli anni ’50: una poltrona, una sedia e un tavolino, che hanno preso il nome dalle donne di casa Gottardi: Michaela, la moglie; Maria Grazia, la figlia; Chiara, la nipote.

Nel 2018 inoltre è iniziato anche un lavoro di catalogazione dell’archivio di Mario Gottardi che verrà digitalizzato e sarà consultabile al sito www.mariogottardiarchitetto.it .

La mostra-iniziativa, voluta dal figlio Giorgio Gottardi è a cura di Caterina Corno con l’art direction dell’architetto Paola Maria Gianotti. Mario Gottardi (1913-2004) fu influenzato dal razionalismo, ne interpretò gli stilemi attualizzandoli  e seguendo tendenze culturali a lui contemporanee, ma sempre rispettando esigenze pratiche e funzionali nell’uso di spazi e oggetti d’arredo. Come commenta la curatrice:“Lo si avverte nelle ville, dove il rigore costruttivo non è mai disgiunto da una sensibilità volumetrica e spaziale così come negli edifici residenziali, in cui l’esigenza abitativa non condiziona il sapiente uso dell’equilibrio e dello spazio. Le radici veneziane, la luce lagunare riecheggiano nell’opera di Gottardi. Il sapiente uso dei pieni e dei vuoti, la fluidità della linea creano quella musicalità cantata dal cemento armato, dal legno e dall’acciaio. Se la grammatica progettuale dell’edificio deve tener conto di determinate regole, la grammatica progettuale dell’oggetto d’arredamento gode di quella libertà creativa che svela la dimensione più intima dell’artista”.

[Valentina Dalla Costa]