Architecture

Biennale Venezia 2018: le cappelle della Santa Sede

Giu 08, 2018 admin

La Santa Sede partecipa per la prima volta alla Mostra Internazionale di Architettura con il progetto Vatican Chapels, all’isola di San Giorgio Maggiore

La Santa Sede alla Biennale  (aperta fino al 25/11/2018) presenta il progetto Vatican Chapels, commissionato dal Cardinale Gianfranco Ravasi e curato da Francesco Dal Co e Micol Forti, nel bosco dell’Isola di San Giorgio (concessa nel 1951 dal Demanio dello Stato alla Fondazione Giorgio Cini).

Padiglione ispirato alla ‘cappella nel bosco’ di Asplund, di Francesco Magnani e Traudy Pelzel, Vatican Chapels, Isola di San Giorgio Maggiore

Il progetto Vatican Chapels prende ispirazione dalla Skogskapellet cappella nel bosco, costruita nel 1920 da Gunnar Asplund nel Cimitero di Stoccolma, che egli aveva definito come un luogo di orientamento, incontro e meditazione all’interno di un vasto terreno alberato, inteso quale fisica evocazione del labirintico percorso della vita e del peregrinare dell’uomo in attesa dell’incontro.

Vatican Chapels è costituito da un primo padiglione, in apertura del percorso espositivo, dove sono esposti i disegni originali e un plastico della cappella nel bosco di Asplund e poi da una sequenza di dieci cappelle, collocate in maniera diffusa, tenendo conto dei diversi linguaggi espressivi degli architetti invitati e delle caratteristiche architettoniche e costruttive dei loro progetti.

Cappella di Teronobu Fujimori, Vatican Chapels, Isola di San Giorgio Maggiore

Il tema della ‘cappella nel boscoè stato proposto a dieci architetti, italiani e internazionali, invitati a costruire altrettante cappelle isolate l’una dall’altra che, completamente immerse nel verde del bosco di San Giorgio Maggiore e affacciate sull’acqua della laguna, alludono anch’esse metaforicamente al peregrinare della vita.

Cappella di Norman Foster, Vatican Chapels, Isola di San Giorgio Maggiore

Cappella, Eva Prats e Ricardo Flores, Vatican Chapels, Isola di San Giorgio Maggiore

Il padiglione espositivo dedicato alla “cappella nel bosco” di Asplund è firmato dagli architetti Francesco Magnani e Traudy Pelzel mentre le dieci cappelle da: Andrew Berman (USA), Francesco Cellini (Italia), Javier Corvalàn (Paraguay), Eva Prats e Ricardo Flores (Spagna), Norman Foster (UK), Teronobu Fujimori (Giappone), Sean Godsell (Australia), Carla Juacaba (Brasile), Smiljan Radic (Cile), Eduardo Souto de Moura (Portogallo). [Text Arianna Callocchia – Photo Alessandra Chemollo]

Carla Juacaba’s chapel, Vatican Chapels, Island of San Giorgio Maggiore

Ecco come il Cardinale Gianfranco Ravasi ha commentato l’alto significato del progetto: “Questo primo ingresso della Chiesa cattolica nella Biennale di Architettura di Venezia avviene sotto il pontificato di papa Francesco. Nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, che è stata una sorta di manifesto programmatico agli inizi del suo ministero petrino, egli ha voluto rinnovare una traiettoria classica nel cristianesimo, la cosiddetta via pulchritudinis, cioè la bellezza come strada religiosa, consapevole dell’asserto di sant’Agostino secondo il quale «noi non amiamo se non ciò che è bello» (De Musica VI, 13, 38). Concretamente, il papa esalta «l’uso delle arti nella stessa opera evangelizzatrice, in continuità con la ricchezza del passato, ma anche nella vastità delle sue molteplici espressioni attuali, al fine di trasmettere la fede in un nuovo linguaggio». Testo di S.E.R. Card. Gianfranco Ravasi.

Javier Corvalán’s chapel, Vatican Chapels, Island of San Giorgio Maggiore

Text Arianna Callocchia – Photo Alessandra Chemollo