Al Palazzo Reale di Milano in mostra lo scultore Alik Cavaliere e il suo dialogo aperto tra costrizioni umane e libertà della natura

A vent’anni dalla scomparsa di Alik Cavaliere (Roma 1926 – Milano 1998), scultore del secondo Novecento cui è dedicato il Centro Artistico omonimo, Palazzo Reale ospita dal 27 giugno al 9 settembre 2018 un’importante antologica (a ingresso gratuito) dal titolo ‘L’universo verde‘, che ricostruisce il percorso dell’artista, soffermandosi sul tema della natura.

Le opere esposte a Palazzo Reale mettono in luce le diverse fasi e tematiche dell’artista, che talvolta ha operato al confine con il design e l’artigianato artistico, dalle monumentali Metamorfosi dei tardi anni ‘50 all’innovativo personaggio Gustavo B. dei primi anni ‘60

Emergono capolavori di straordinaria suggestione come ‘Quae moveant animum res’. Omaggio a Magritte, 1963 e il famoso ‘Monumento alla mela’, sempre del 1963.

La mostra si sofferma inoltre su un tema ricorrente nella poetica dell’artista ‘la gabbia quale simbolo dei limiti e delle costrizioni che incombono sull’uomo. Come affermò lui stesso:

“La gabbia era un senso di oppressione di qualche cosa a cui non riusciamo a sfuggire. Ho anche imprigionato ricordi, memorie, cose che si erano perdute. La natura fioriva all’esterno di questa gabbia”.

Promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e Palazzo Reale, la mostra è curata da Elena Pontiggia nella prestigiosa Sala delle Cariatidi.

[Giuseppe D’Orsi]