‘Possible Spaces’: il nuovo BLOX di Copenaghen e altri 4 progetti evidenziano quanto in Danimarca l’architettura sia multidisciplinare e sostenibile

La Danimarca partecipa alla Biennale  (aperta fino al 25  novembre 2018) con l’installazione ‘Possible Spaces‘  al padiglione danese curata da Natalie Mossin e commissionata da Kent Martinussen, Ceo del DAC  (Danish Architecture Center) di Copenaghen.

Padiglione Danimarca, 2018[(Photo Rasmus Hjortshøj, Courtesy DAC]
La curatrice Natalie Mossin ha scelto di presentare, in risposta al tema Freespace, una selezione di progetti danesi che dimostrano come l’innovazione non è fine a se stessa ma è uno strumento per passare dall’idea di cambiamento all’attuazione di nuove soluzioni sostenibili.

BLOX [Photo Rasmus Hjortshøj, 2018 Courtesy BLOX]
In mostra, dunque, il BLOX, un nuovo edificio multidisciplinare per l’architettura, il design e lo sviluppo sostenibile, progettato da OMA e finanziato dall’associazione filantropica Realdania, che, inaugurato proprio quest’anno a Copenaghen, ospita nei suoi spazi il DAC, il BLOXHUB e diverse organizzazioni creative.

‘Possible Spaces”’ Padiglione Danimarca, 2018 [Photo Rasmus Hjortshøj, Courtesy DAC]
Gli altri quattro progetti, presentati nel Padiglione della Danimarca, sono il Nyt Svinkløv Badehotel di Praksis Arkitektur, il Virgin Hyperloop One di BIG, il Material Based Method K2 di CITA e il Albertslund Syd di Vandkunsten. Tutti i progetti percorrono nuove strade per rispondere alle sfide della società, della mobilità e dell’edilizia, dimostrando come possiamo avvicinarci a uno sviluppo sostenibile attraverso la collaborazione tra professionisti di diversi settori. Opere che evidenziano alcuni punti di forza della tradizione architettonica danese, cioè una collaborazione pluridisciplinare e una forte attenzione alla sostenibilità. [Text: Arianna Callocchia]

‘Possible Spaces’, Padiglione Danimarca, 2018 [Photo Italo Rondinella, Courtesy La Biennale di Venezia]