Il designer Domenico Orefice per i pezzi d’alto artigianato della sua linea Man de Milan attinge dalle architetture ‘900 e dall’immaginario dei milanesi

Tessuti Man de Milan con le facciate stilizzate dei più noti palazzi razionalisti di Milano

C’è l’essenza della Milano più autentica nel progetto Man de Milan ideato dal designer Domenico Orefice. Una collezione di complementi d’arredo e tessuti, realizzata in collaborazione con artigiani milanesi e lombardi, che esplora i materiali, la storia e le icone dell’identità della città. La collezione era esposta anche al Salone Satellite, durante il Salone del Mobile.Milano 2018

Domenico Orefice creatore di Man de Milan [Photo Paolo Belletti]

Non a caso Man de Milan è nata alla fornace Curti, un luogo antico del capoluogo lombardo, basti pensare che la famiglia Sforza commissionò al nobile Giosuè Curti fregi, formelle e mattoni in argilla rossa destinati all’ospedale Maggiore (Ca’ Granda), progettato da Filarete. Oggi la sede è in periferia e gli spazi della fornace sono occupati da artigiani e artisti che, in sinergia con tornitori e scultori, danno vita a una fucina creativa unica, quasi sospesa nel tempo. Qui, Orefice crea la sua linea di oggetti trasversali a tutti gli ambienti di casa, per raccontare i modelli visivi e i mestieri che hanno plasmato la sua dinamica metropoli.

Partendo dalla tradizionale lavorazione dell’argilla nella fornace, Domenico Orefice ha disegnato Curti: collezione di piastrelle romboidali, che si presta a comporre un intero paesaggio urbano, essendo composta da nove elementi, in creta rossa decorata, che riprendono gli archetipi dell’architettura – porta, finestra e colonna – e da due piastrelle in tinta unita.

Piastrelle Curti Man de Milan, per libere composizioni architettoniche

Con la falegnameria digitale D3 Wood di Lecco (che utilizza legno a km zero) Domenico Orefice ha invece progettato il mobile Ringhiera, in massello di Rovere e ferro tagliato al laser. Il punto di partenza di questo progetto è stato la rilettura delle tipiche case meneghine di ringhiera, con cortile, caratterizzate dal ballatoio in comune e parapetto in ferro battuto per accedere agli appartamenti. La ringhiera stilizzata, utilizzata sia come maniglia sia come ripiano portaoggetti, è ora il carattere distintivo di un elegante mobile con anta.

Contenitori Ringhiera di Man de Milan con decori funzionali ispirati alle vecchie case cittadine

La rivisitazione del mood tipico di Milano si percepisce anche nel tappeto Nebbia, nel pattern del tessuto si visualizza quanto sia cambiata la presenza della foschia in città negli ultimi decenni. In senso verticale, infatti, sono rappresentati gli autunni e gli inverni dal 1973 al 2017 ed è evidente la radicale riduzione d’intensità nel tempo. Guardando nell’altro verso il disegno, la nebbia diviene più evanescente, e questo grazie a cotone e viscosa di cui è fatto il tappeto.

Il tappeto Nebbia di Man de Milan riflette il cambiamento climatico degli ultimi decenni a Milano

L’altra collezione Man de Milan (v. la prima foto) ha origine da alcuni degli edifici più conosciuti e amati dai milanesi: Dezza, Ca’ Brutta e Sant’Ambrogio danno il nome alle stampe digitali su stoffa nate dalla matita del giovane progettista. Orefice rende merito all’architettura di Giovanni Muzio, Gio Ponti e Luigi Caccia Dominioni, trasformando le facciate degli edifici in composizioni che decorano tessuti usati come asciugamani o, addirittura, per rivestire arredi e grandi superfici. [Text Elviro Di Meo – Photo D+O Studio]

Lavorazione di un pezzo della linea Man de Milan