L’opinione e l’esperienza dell’architetto Carlo De Angelis di Dec, specializzato in progettazione di uffici per Smart Working

Carlo De Angelis, architetto e founder di Dec, Milano

Carlo De Angelis, architetto e fondatore della DEC, azienda specializzata nella progettazione di uffici chiavi in mano con particolare attenzione allo Smart Working, in proposito ha opinioni precise che nascono dalla sua esperienza sul campo. Il ritardo italiano nasce, secondo il professionista, da una pluralità di motivi: si pensa diffusamente che operare smart equivalga a lavorare come prima ma ‘da casa’ (o in termini più tecnici, da remoto), mentre il lavoro agile implica una profonda trasformazione delle modalità lavorative. Prevale ancora purtroppo l’abitudine a voler controllare il dipendente, piuttosto che a dare fiducia. Di fatto PMI, grandi aziende e Pubblica Amministrazione sono indietro, per nulla coinvolte o solo parzialmente dall’innovazione lavorativa. A parere di De Angelis il primo a cambiare approccio dovrebbe essere proprio il management; inoltre si dovrebbero istituire corsi specifici a livello universitario.

Grafico dall’indagine sullo Smart Working dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

In Italia la Legge n. 81/2017 inquadra e tutela lo Smart Working, ma “è ancora poco diffusa e applicata nel nostro Paese – prosegue De Angelis – così come dimostrano i dati pubblicati dall’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano che evidenzia come, su 206 grandi aziende intervistate, solo il 36% ha già avviato iniziative strutturate, mentre il 9% prevede di introdurle e solo il 6% ha deciso di riorganizzare gli spazi“.

Una sala meeting stimolante tra giochi di colori e forme

Smart Working significa invece mettere il lavoratore al centro dell’organizzazione, renderlo autonomo e flessibile come spazi, orari e strumenti. Responsabilizzare i dipendenti porta a migliorarne il rendimento e anche il work life balance. Per le aziende ciò si traduce anche in aumento di competitività e produttività”.
Per l’architetto De Angelis: “Realizzare open space per valorizzare le aree di lavoro in maniera più funzionale, implementando le tecnologie digitali, utilizzando il concetto di ‘scrivanie nomadi’ e in condivisione”.

Sala riunioni executive attrezzata per Smart Working

Il cambiamento spaventa – conclude Carlo De Angelis – ed è sempre difficile adeguarsi alle trasformazioni del mondo del lavoro, soprattutto quando si tratta di aziende con un background consolidato nel tempo”. Ma allo stesso tempo l’architetto che ha creato Dec (che annovera tra i suoi clienti BNL – Gruppo BNP Paribas, Roma Tre – Università degli Studi, Green Network e molti altri) è consapevole che si tratta di un cambiamento ineludibile. [LB]