Tomoko Nagao digitalizza l’arte classica occidentale contaminata con la cultura manga: dalla sua ispirazione esistenzialista nascono strabilianti effetti pop

La recente spettacolare e inedita produzione dell’artista giapponese Tomoko Nagao, che da anni contamina la grande arte occidentale con i miti della cultura manga nel solco della tendenza micro-Pop, è al centro della mostra personale ‘Tomoko Nagao: iridescent obsessions’ a cura di Paolo Campiglio e Christian Gangitano (fino al-27 ottobre 2018) presso la galleria Deodato Arte di Milano, nella sede di via Nerino.

Jan Brueghel il Vecchio, 2018, opera di Tomoko Nagao

Nuovo ciclo, presentato per l’occasione, è quello dei Flowers, la recente produzione in vettoriale che rappresenta una rievocazione in chiave Pop dei vasi di fiori fiamminghi, tratti in particolare da Jan Brueghel: lo splendore delle varietà floreali, la magnificenza dei colori sono tradotti in superficie attraverso una singolare rielaborazione digitale.

Gioconda con nastro azzurro e pois bianchi, 2018, opera di Tomoko Nagao

Nell’interpretazione di Tomoko, il tema è legato alla vanitas e rappresenta l’ennesima riflessione del motivo della morte attraverso il suo opposto, la vita. La scelta di questa singolare iconografia da parte dell’artista risponde al medesimo criterio che in passato l’ha avvicinata al particolare della mela bacata di Caravaggio, all’immagine di Narciso che si specchia, o alla Medusa dalla testa insanguinata, rappresentando una sorta di felice ossessione. [Text Annamaria Maffina]