La mostra dedicata all’artista tessile Anni Albers, alla Tate Modern a Londra, celebra la sua carica anticipatrice e il centenario del Bauhaus

La retrospettiva dedicata all’artista tessile Anni Albers inizia da oggi, 11 ottobre 2018, fino al 27 gennaio 2019, alla Tate Modern di Londra (tate.org.uk): è il riconoscimento del contributo dell’artista al design contemporaneo, in vista anche del centenario della nascita del Bauhaus nel 2019.

Anni Albers nel suo studio tessile al Black Mountain College, USA, 1937

Oltre 350 gli oggetti esposti, tra cui grandi arazzi, gioielli realizzati con oggetti di uso quotidiano e tessuti progettati per la produzione di massa. Oltre ai suoi lavori, la mostra include tessuti da tutto il mondo che hanno alimentato il suo modo di pensare e di elaborare.

Collana, Anni Albers, 1940 [© 2018 The Josef and Anni Albers Foundation]

Anni Albers riuscì infatti a combinare arte e artigianato, tessitura a mano e produzione meccanizzata, antico e moderno, esplorandola relazione tra tessile e architettura e promuovendo, come lei stessa scriveva, “una nuova comprensione tra l’architetto e l’inventivo tessitore”.

'Intersecting', Anni Albers, 1962 [© 2018 The Josef and Anni Albers Foundation]

Nata a Berlino nel 1899, Annelise Fleischmann arriva come studentessa al Bauhaus nel 1922, dove incontra il suo futuro marito Joseph Albers e altre figure chiave del modernismo, come Vassily Kandinsky e Paul Klee. Nonostante il Bauhaus aspirasse alla parità tra i sessi, le donne venivano scoraggiate all’apprendimento di alcune materie. Per questo Albers inizia a tessere nel vivace laboratorio del Bauhaus dove la tradizionale tessitura a mano fu reinventata in chiave moderna.

'Eclat' tessuto per Knoll di Anni Albers, 1974 [© 2018 The Josef and Anni Albers Foundation and Knoll Textiles]

Con l’arrivo del nazismo e la chiusura del Bauhaus, nel 1933 lascia la Germania per gli Stati Uniti; da lì parte per numerosi viaggi in Messico, Cile e Perù, collezionando artefatti ed entrando in contatto con quelle antiche culture che la influenzarono fortemente. [Text Laura Galimberti]