‘Futuro + Umano’ è il titolo del Festival della Crescita 2018 aperto a tutti fino al 21 ottobre; qui la nostra intervista all’iniziatore Francesco Morace

Il Festival della Crescita 2018 a Palazzo delle Stelline, Milano

Pensare e progettare insieme una ‘crescita felice’ (possibile), per il presente/futuro: questo il focus del Festival della Crescita, arrivato nel 2018 al suo quarto anno e voluto dal sociologo Francesco Morace di Future Concept Lab. Il tratto distintivo della manifestazione, di cui DDN è media partner, è che non raduna solo esperti e intellettuali di vari settori, ma coinvolge anche la Pubblica Amministrazione, di buona parte di Italia, per passare dalle parole ai fatti. Per partecipare all’evento milanese, dal 18 al 21 ottobre 2018, basta registrarsi su www.festivalcrescita.it 

Francesco Morace

Infatti alla presentazione dell’edizione milanese 2018, a Palazzo delle Stelline proprio dove è stato avviato il Festival nel 2015, erano presenti anche assessori dei Comuni di Milano, Napoli e Parma, già impegnati in progetti urbani innovativi di sostenibilità nelle rispettive città che, non a caso, rappresentano il Nord, il Sud e il Centro della penisola. Nell’arco di quattro anni il messaggio di una crescita responsabile e condivisa è stato portato già in 30 città. E nel 2019 il tour prosegue, a partire da Sassuolo e Messina.

INTERVISTA AL SOCIOLOGO FRANCESCO MORACE

Design Diffusion: Arrivati alla quarta volta del Festival della Crescita e quasi alla conclusione del tour in 14 città italiane, qual è la sua impressione conclusiva?
Francesco Morace: “Quest’anno ho avuto una grande e gradita sorpresa, se prima eravamo noi a proporci alle Amministrazioni locali e alle imprese, nel 2018 sono loro che sono venute a cercarci. Un segno evidente dell’esigenza di creare una piattaforma comune”.
DD: Come è nata l’idea di un Festival di questo tipo?
FM: “E’ nata nell’ultima settimana di Expo a Milano, nel 2015, per dare voce e collegare tra loro realtà che coltivano progetti di crescita e che in Italia già esistono. Per questo includiamo le Università, la Pubblica Amministrazione e alcune aziende. Più che a relatori, in senso classico, diamo spazio a questi protagonisti della crescita.”
DD
: A proposito, nel 2018 annunciate 300 ‘Ambasciatori della Crescita’
FM: “Sì, nella nostra call to action chiamiamo Ambasciatori della Crescita persone che portano avanti visioni positive sul futuro. Questi soggetti, sulla piattaforma del Festival, hanno di continuo la possibilità di scambi tra loro.”
DD
: Esiste anche un ‘Manifesto della Crescita’
FM: “E’ stato formulato in 12 punti nel 2016, ma è sempre in divenire. I due punti principali sono: la collaborazione tra generazioni e la sostenibilità. In Italia in particolare l’azione transgenerazionale è fondamentale; per quanto riguarda la crescita vogliamo, in un certo senso, contrapporci al movimento della ‘Decrescita felice’, senza nulla togliere alla portata del pensiero di Serge Latouche che, dieci anni fa all’inizio della crisi economica, è stato comunque illuminante”.

La selezione di testi aggiornati in tema con il Festival della Crescita, in vendita a Palazzo delle Stelline fino al 21 ottobre 2018

Tra convivi, talk, dialoghi e mostre (‘Attraversamenti‘ di Alberto Maria Prina e ‘Italian Sound‘ di CUT – Carlo Cazzaniga) del fitto programma, suddiviso in quattro sale, c’è posto anche per libri di assoluta attualità e consonanza ai temi trattati, non solo perché alcuni degli autori sono tra i relatori, ma perché sono fisicamente presenti nel chiostro delle Stelline. Una selezione bibliografica di cui approfittare. Noi abbiamo per esempio scovato ‘Reinventare il capitalismo nell’era dei Big Data‘ (AAVV,  Egea ed.), ma anche il manualetto ‘#Galateo Linkedin’ (Valentina Marini e Giada Susca, Giunti ed.); come pure ‘Fuori dal gregge – Il pensiero divergente che crea innovazione’ (Massimiliano Magrini, Egea ed.). Naturalmente il nuovo saggio più centrato con il Festival è ‘Futuro + Umano – Quello che l’intelligenza artificiale non potrà mai darci’ dello stesso Francesco Morace (Egea ed.).

Silvia Pozzi all’Open Hub del Festival della Crescita: workshop sull’esperienza dell’apprendimento del cinese con esercitazione calligrafica

Un esempio della varietà di approcci del Festival della Crescita, è il laboratorio (tenutosi il primo giorno) di ‘sperimentazione della diversità culturale‘, tenuto da Silvia Pozzi dell’Università Milano-Bicocca, nello specifico su come noi occidentali ci poniamo rispetto alla lingua cinese. Perché la globalizzazione passa anche attraverso la comprensione di idiomi e culture ‘altre’ da noi. Così se inglese, francese e spagnolo sono passepartout linguistici di eredità coloniale, il presente/futuro già parla anche cinese, arabo, russo e ancora spagnolo (per via del Sud America). Sembra proprio che ‘aprirsi’, non richiudersi, sia la parola forte per un futuro ben vivibile. [Text Lucia Bocchi – Photo Giuseppe D’Orsi, a esclusione del ritratto di Francesco Morace]