Le due grandi passioni che dominarono la vita di Yves Saint Laurent.

Yves Saint Laurent, algerino di Orano, parigino di elezione, scopre Marrakesh in un primo viaggio nel 1966: i colori, gli odori, i contrasti, la gente, la natura. Uno ‘choc’ che lo spinse a comprare istantaneamente casa e atelier, per fantasticare in loco le sue collezioni, e per tornare regolarmente. “E’ dunque perfettamente naturale, 50 anni dopo, costruire qui un Museo consacrato alla sua opera, che tanto deve al paese”.

Il museo, concepito e progettato dallo Studio KO, fondato da Olivier Marty e Karl Fournier, autori di bellissimi progetti in Europa, in Africa, molti in Marocco, e negli Stati Uniti. E’ percorrendo gli archivi del couturier, che dicono di essersi sentiti catturare dalle curve e dalle linee rette, dalla successione di linee agili e di tagli netti, presenti nella sua opera.

“Il museo mescola due universi che noi conosciamo bene -spiegano i partner dello Studio KO – e che ci stanno particolarmente a cuore: la Moda e il Marocco. Nella facciata, l’edificio si presenta come un assemblage di cubi rivestiti di merletti di mattoni, motivi che richiamano la trama di un tessuto. L’interno, come una fodera di abito, è radicalmente diverso: vellutato liscio e luminoso”.

www.museeyslmarrakech.com

Foto: courtesy musée YSL Marrakech

Questo articolo è stato preso dal numero 235 di DDN. Vai nella sezione magazine per sfogliare la preview!