Come ogni anno in marzo, si è tenuta presso lo Shanghai Exhibition Center, Design Shanghai, la rassegna annuale dedicata all’arredamento high-end design.
Design Shanghai è senz’altro la fiera a più alto contenuto di design dell’Asia (dopo il Salone Shanghai, naturalmente), ed è un fatto che questo contenuto sia dovuto in buona parte alla presenza di brand italiani, e di designer italiani che lavorano con aziende cinesi.

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Qeeboo, nato da un’idea di Stefano Giovannoni, brand molto popolare a Shanghai.

Alla sua quinta edizione, Design Shanghai 2018 ospita oltre 400 espositori estremamente selezionati, e nell’edizione 2017 ha totalizzato oltre 50 mila visitatori, un numero interessante, trattandosi di una rassegna tutto sommato piuttosto piccola, per i nostri standard. Se aggiungiamo che copre una superficie di oltre 40 mila mq, in un centro espositivo storico, completiamo un quadro già decisamente positivo.

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Shanghai Exhibition Center

Tuttavia, non è facilissimo descrivere Design Shanghai: organizzata da Media 10, la stessa che gestisce 100% Design di Londra, ne ha sicuramente ereditato l’impronta, miscelandosi però con la cultura di Shanghai, una città dalle mille sfaccettature, dove le tradizioni a volte sono presenze forti, altre volte invece sono state completamente inghiottite dalle influenze occidentali, passate e attuali.

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Zaozuo, brand cinese giovane con l’art direction di Luca Nichetto.

Design Shanghai è esattamente così: brand contemporanei – di cui molti italiani -, si affiancano ad arredi molto tradizionali. Tra i brand di arredamento esteri, gli espositori diretti sono quelli che riescono meglio a trasmettere la propria filosofia, mentre quando sono i distributori ad esporre, la forza comunicativa dell’allestimento – che è una caratteristica per esempio delle aziende italiane – si perde un po’.

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Stand MisuraEmme a Design Shanghai 2018.

Dal punto di vista dei settori merceologici, Design Shanghai cerca di essere il più variegata possibile: arredamento, bagno, cucina, ufficio/contract, una selezione di arte della tavola, e una sezione ad accesso riservato, dedicata al “Collectible design”; qui trovano posto alcune gallerie e alcune aziende che presentano allestimenti speciali, tra cui anche Gufram.

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Stand Gufram a Design Shanghai 2018.

L’affluenza è decisamente alta, a tratti l’affollamento è tale da rendere difficile lavorare. La qualità dell’esposizione è elevata, ma forse è ora di cominciare a lavorare un po’ sui dettagli, per esempio rendendo più chiare le piante per agevolare gli espositori nella visita. Sorge però il dubbio che gli spazi occupati da Design Shanghai stiano diventando insufficienti, per accogliere una domanda in crescita costante. Ma loro hanno spiegato che preferiscono diventare più selettivi, anziché ingrandirsi, perché un evento di design a Shanghai trova la sua collocazione migliore in quella sede espositiva.
Non stupisce dunque che, con l’import di made in Italy che cresce a un ritmo superiore del 30% l’anno, la Cina stia diventando sempre più attrattiva per le aziende che puntano all’export.

Per info: Design Shanghai.com