È curioso come, a distanza di tanti anni, anche opere di architettura progettate per soddisfare esigenze abitative a basso costo, si siano trasformate in dimore esclusive, destinate a set cinematografici, in alcuni casi, o mantenendo la funzione residenziale, ma certo non più con la caratteristica popolare che avevano in origine.

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Foto Uromano, da Wikimedia Commons

È curioso e interessante al tempo stesso, perché da un lato si percepisce come 70 anni fa alcuni progetti di edilizia popolare contenessero elementi progettuali molto innovativi e di una qualità piuttosto elevata, nonostante il basso costo, dall’altro si vede come il concetto di “industrial design”, nato per produrre in grandi volumi gli oggetti, e renderli quindi democratici e alla portata di tutti, venga al giorno d’oggi interpretato in modo diverso, arrivando così a dare più importanza all’oggetto esclusivo, di cui nel migliore dei casi vengono prodotte poche copie, all’insegna della personalizzazione.

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Appartamento N. 50, Marsiglia; dettaglio del progetto di Konstantin Grcic, 2013.

Queste considerazioni nascono da una bella iniziativa a Marsiglia, dove un appartamento in un edificio della fine degli anni Quaranta è stato riconosciuto come “Monumento Storico”, e, ancora meglio, gli illuminati proprietari lo mettono a disposizione per le visite per un mese in estate (non tutti gli anni, ma quasi), offrendo così a molte persone la possibilità di vedere da vicino un progetto di architettura storica (ci sono molte architetture costruite nel corso del Novecento che sono residenze private e non si possono visitare, ed è un vero peccato).

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Tavolo Concrete, di Normal Studio per Carpenters Workshop Gallery, nell’Appartmento 50, Cité Radieuse, 2018.

L’appartamento in questione è l’Appartement N. 50 dell’Unité d’Habitation di Marsiglia, la Cité Radieuse, progettata da Le Corbusier e costruita tra il 1947 e il 1952. Dal 1952 a oggi, l’appartamento ha cambiato due soli occupanti; la prima, Lilette Ripert, vi ha abitato dal 1952 al 1993, in seguito sono subentrati gli attuali proprietari, Jean-Marc Drut e Patrick Blauwart, che l’hanno acquistato quand’era già “Monumento Storico”, e l’hanno quindi restaurato conservando intatte tutte le attrezzature originarie, compresa la cucina, progettata da Charlotte Perriand, che era in perfetto stato di conservazione.

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Appartamento 50, Citè Radieuse, Marsiglia, arredato da Pierre Charpin, 2014. Foto Philippe Savoir & Fondation Le Corbusier ADAGP

Nel tempo, gli occupanti della Cité Radieuse sono ovviamente cambiati, e gli appartamenti hanno subito molte modifiche e ristrutturazioni, diventando così anche sempre più costosi, ma conservando comunque lo spirito di comunità con cui il complesso era nato.

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Appartamento 50, Citè Radieuse, Marsiglia, arredato da Ronan & Erwan Bouroullec, 2010. Foto Studio Bouroullec & FLC/ADAGP Paris.

I proprietari dell’Appartement 50, dal 2008, hanno avuto l’idea di aprirlo al pubblico, per limitati periodi di tempo, e per renderlo più interessante, quasi tutti gli anni invitano designer internazionali ad arredarlo con i loro pezzi, che devono però convivere con gli arredi esistenti, perché l’abitazione viene occupata anche durante il mese di esposizione. Dal 2008, hanno interpretato lo spazio Jasper Morrison (2008), Ronan & Erwan Bouroullec (2010), Konstantin Grcic (2013), Pierre Charpin (2014), dagli studenti di ECAL (2015), Alessandro Mendini (2016); per il 2018, è il turno di Éloi Chafaï e Jean-François Dingjian, in arte Normal Studio.

L’Appartment 50 arredato da Ronan & Erwan Bouroullec, 2010. Foto Studio Bouroullec & FLC/ADAGP Paris.

L’Appartment 50 arredato da Konstantin Grcic, 2013. Foto Philippe Savoir & Fondation Le Corbusier/ADAGP.

L’Appartment 50 arredato da Pierre Charpin, 2014. Foto: Philippe Savoir & Fondation Le Corbusier ADAGP.

L’Appartment 50 arredato dagli studenti di ECAL. Foto: Michel Bonvin.

L’Appartment 50 arredato da Alessandro Mendini, 2016. Foto: Philippe Savoir & Fondation Le Corbusier ADAGP.

Per la mostra di luglio-agosto 2018, Normal Studio ha selezionato 30 pezzi tra i propri progetti, e li ha disseminati per l’appartamento, terrazza compresa. I progetti sono sia di disegno industriale, come la sedia e la poltrona Tresse (Maiori), sia pezzi unici di design-art, come la lampada Ready Made (Carpenters Gallery), e vi sono diverse luci progettate al CIRVA (Centro Internazionale del Vetro e delle Arti Plastiche) di Marsiglia. La presenza di molte luci consente di vivere due atmosfere estremamente diverse, una di giorno con la luce naturale, l’altra con il buio con e l’illuminazione artificiale. Il risultato complessivo è – ovviamente – un bellissimo appartamento, arredato con una commistione di design molto attuale, che conferma tuttavia la percezione che oggi il design contemporaneo sia comunque una cosa per pochi. In attesa dunque di vedere le versioni Hay e Ikea, l’Appartement 50 è visitabile dal 15 luglio al 15 agosto 2018, presso la Citè Radieuse. (Roberta Mutti)

Info: Appartement50.org