In Liguria la ristrutturazione di un rudere ha portato a una casa accogliente a fabbisogno energetico nullo: fresca d’estate e calda d’inverno  

Casa G a Moneglia in collina ha mantenuto i muri portanti in pietra locale

Immersa fra il verde argentato degli ulivi liguri, Casa G è un esempio di edificio basato sui principi della bioarchitettura. A Littorno, frazione di Moneglia, Liguria di Levante (Italia) Tiziana Monterisi Architetto firma il progetto di ristrutturazione di un rudere dell’Ottocento, trasformandolo in una casa di villeggiatura dal minimo impatto ambientale e costi ridottissimi di manutenzione.

Il living minimal di Casa G riprende i colori nella natura all'esterno

Paglia di riso, argilla, cocciopesto, legno trattato con oli naturali, pitture derivate da chimica vegetale, serramenti a triplo vetro e doppia camera: sono stati utilizzati per arrivare alle ottime performance energetiche di Casa G, in cui l’apporto solare passivo è sfruttato per il riscaldamento invernale.

Uno scorcio del passaggio dal primo al secondo piano di Casa G

Per gli interni l’architetto Monterisi ha riservato particolare cura ai colori, accostando il verde e l’arancione, chiaro richiamo alle tonalità degli ulivi e delle reti utilizzate per la raccolta delle olive.

La temperatura dell’abitazione è mantenuta fresca d’estate grazie all’ottima ventilazione naturale tipica del territorio collinare, l’umidità è regolata dagli intonaci interni realizzati in argilla e, se d’inverno fa troppo freddo, una piccola stufa a legna integra gli apporti solari passivi. [Text Giulia Bruno]

Camera da letto con serramenti speciali e doccia esterna