Il sociologo-guru della modernità felice ha presentato ‘Futuro + Umano – quello che l’intelligenza artificiale non potrà mai darci‘ al Festival della Crescita a Milano

La rivoluzione digitale è ormai compiuta, ma si affaccia l’era dell’intelligenza artificiale ben più sfidante. Gli esseri umani possono sentirsi  fragili e avere timore di essere soverchiati/sostituiti dalle macchine. La tesi del libro ‘Futuro più umano’ di Francesco Morace (Egea editore, euro 24) è che proprio nella debolezza e nella caoticità umana si trova il punto di forza per una felice convivenza con l’AI. Gli umani hanno il senso della speranza e quello della responsabilità, che manca ai robot: noi compensiamo e ci serviamo della loro iper-programmazione. Sicuramente è però un futuro da coltivare e da dirigere collettivamente, non da subire passivamente.
Per completezza è interessante anche leggere ‘Crescere! Un manifesto in 12 mosse’, curato dallo stesso autore nel 2017 (Egea, collana Cultura & Società) che è il documento programmatico alla base del Festival della Crescita, iniziativa itinerante per l’Italia, promosso proprio da Francesco Morace, che ha avuto il suo momento clou a Milano, a Palazzo delle Stelline, dal 18 al 21 ottobre 2018.

Francesco Morace al Festival della Crescita a Milano, con Cristina Tajani, assessore al Comune di Milano (Politiche del Lavoro, Attività Produttive, Commercio e Risorse Umane) e con Federico Pizzarotti, sindaco di Parma

Francesco Morace, fondatore e presidente di Future Concept Lab, insegna anche User & Social Innovation al Politecnico di Milano; nel mondo del design è uno studioso noto perché, da tempo, incrocia variabili sociali in trasformazione con la sua conoscenza del settore, divulgando quindi trend che diventano utili strumenti orientativi.

Francesco Morace intervistato dalla troupe DDN TV, da sin. Cristina Provenzano e Aurora Crippa

Nel suo libro, Morace non tralascia un capitolo su quel che sarà – o dovrebbe essere – del nostro ‘sistema Paese’ con il suo innato ingegno, la dote della reazione all’imprevisto e la passione per la qualità: “L’Italia dovrebbe proporre una nuova qualità della vita, meno orientata ai desideri immediati (che diventano capricci) e impegnarsi invece nella costruzione strategica di un mondo ad alta risoluzione, in linea con curiosità, passione e cura” scrive, e ancora “… bisognerà trasformare il capriccio in curiosità per poi elaborare nuovi scenari del gusto… In questa metamorfosi a 360° bisognerà attivare gli imprenditori, i docenti, gli amministratori, i cittadini, rendendoli protagonisti consapevoli”. Ed è proprio questa la mission del suo Festival della Crescita. [Text Lucia Bocchi]