Il convegno, alla prima edizione, ha presentato le 3 macro tendenze per il design: biofacturing, positive discomfort e trasformazione dei consumatori

Andrea Illy, chairman di Altagamma

La prima edizione di Next Design Perspectives si è tenuta il 30 ottobre 2018 alla Triennale di Milano; il convegno, dedicato alle nuove traiettorie del design, è stato ideato da Altagamma e realizzato in partnership con Fiera Milano e Agenzia ICE. Una giornata di riflessioni e dibattiti sulle tendenze che plasmeranno il design e la creatività del futuro dalla sostenibilità dell’innovazione tecnologica alla ricerca nel campo dei materiali, fino ai nuovi settori professionali che dialogheranno con i designer.

Sul palco si sono alternati alcuni dei ‘game changers’ della creatività italiana e mondiale come Philippe Starck, Marco Bizzarri di Gucci, Paola Antonelli del MoMA di New York, l’autrice e critica Alice Rawsthorn, la stilista Suzanne Lee, il ricercatore e designer Maurizio Montalti e la progettista Natsai Audrey Chieza.

Biofacturing: Natsai Audrey Chieza, Susanne Lee, Koert van Mensvoort, Maurizio Montalti e Paola Antonelli come moderatore

Tre i macro argomenti:

  • biofacturing, ricerca rivoluzione che sta investendo la produzione dei materiali con l’impiego di organismi viventi come alghe, batteri e micelio;
  • trasformazione dei target di riferimento delle aziende, con la nascita di una nuova tipologia di consumatore capace di spostarsi da una cultura all’altra con naturalezza
  • positive discomfort, ovvero la capacità di fare propria una delle caratteristiche dei tempi, ovvero l’incertezza, per spingersi al di fuori della propria zona di confort e raggiungere nuove intuizioni
    Biofacturing

    Ad aprire il programma di Next Design Perspectives è stato il report di WSGN, riferimento mondiale nel trend forecasting, che ha dettato le dieci tendenze che influenzeranno il mercato del design e della moda. Tra queste, spiccano il ‘lusso del meno‘, che porterà i consumatori a preferire prodotti di qualità e ad allontanarsi dal fast fashion; il Bio-Facturing che aprirà a un nuovo concetto di ‘lusso etico‘; il ‘Design Allclusive‘, in cui professionalità di vari campi (tecnologico, ingegneristico, creativo, medico, artistico) collaboreranno per creare nuove categorie di prodotti inclusivi, adatti anche a portatori di handicap; e il ‘Disagio Positivo‘ (o ‘Positive Discomfort’) approccio che porterà le aziende a innovarsi continuamente (sul modello di Google e Facebook).

    Positive Discomfort: da sinistra il moderatore Tony Chambers con Andrea Trimarchi, Simone Farresin, Sissel Tolaas

    Le più recenti ricerche nel campo del Bio-facturing sono state presentate dai tre pionieri Suzanne Lee, stilista (diventata famosa per il TED talk “Coltivate i vestiti!”) e Chief Creative Officer di Modern Meadow, azienda produttrice di materiali biofabbricati, Maurizio Montalti, designer e direttore creativo di Officina Corpuscoli nonché R&D Director di Mogu, azienda con base ad Amsterdam che esplora l’utilizzo del micelio nella creazione di biomateriali, e Natsai Audrey Chieza, fondatrice e direttrice di Faber Futures, laboratorio londinese di biodesign.

    La loro comune esigenza è trovare un’alternativa alla plastica: collaborazioni virtuose come quella tra Adidas e Parley per la produzione di scarpe con rifiuti plastici sono solo l’inizio.

    Positive Discomfort: da sinistra il moderatore Tony Chambers con Andrea Trimarchi, Simone Farresin, Sissel Tolaas

    La ‘quarta rivoluzione industriale‘ – come spiega Suzanne Lee – vedrà l’abbandono di derivanti dal petrolio e avrà come protagonisti lieviti, batteri, alghe e microrganismi. Attraverso la loro coltivazione e auto replicazione, si otterranno tessuti e materiali dalle performance superiori a quelle della plastica. Conversazioni ecellenti hanno intervallato gli esperti: tra Tony Chambers, ex Direttore di Wallpaper e fondatore dello Studio TC&Friends, Philippe Starck, Marco Bizzarri (CEO Gucci), Andrea Trimarchi e Simone Farresin di Studio Formafantasma e l’artista e “smell resercher” Sissel Tolaas.

    New Consumers: moderatrice Anja Aronowsky Cronberg con Nipa Doshi e John C. Jay

    Sono seguite le riflessioni sui nuovi consumatori di Nipa Doshi, designer indiana co-fondatrice dello studio Doshi Levien, e John C. Jay, Presidente del Global Creative for Fast Retailing (proprietario di UNIQLO). Nei prossimi anni, i consumatori di religione musulmana aumenteranno in modo vertiginoso, mentre le popolazioni caucasiche diventeranno una minoranza entro il 2040. Una trasformazione che dovrà essere presa in considerazione dalle aziende di tutto il mondo.

    Ha chiuso infine Next Design Perspectives il talk tra Paola Antonelli, Senior Curator del reparto di Architettura e Design del MoMa di New York, e Alice Rawsthorn, autrice del recente saggio ‘Design as an attitude‘. [Text Valentina Lonati]