Installazioni di Nendo ispirate alle geometrie illusorie di Escher, fino ad aprile 2019 questo godimento estetico-visuale è in mostra in Australia

Commissionata dalla National Gallery of Victoria di Melbourne, Australia, la mostra Escher x Nendo ‘Between two worlds’ (aperta fino al 7 aprile 2019) segue il filone, inaugurato nel 2015 con Andy Warhol X AI Weiwei, di promuovere il confronto tra gli artisti viventi con maestri del passato recente.

Il designer minimalista giapponese Nendo è stato chiamato a dialogare con le illusioni ottiche e le celebri realtà impossibili dell’artista olandese M.C. Escher, dando forma a installazioni site-specific che offrono la possibilità di immedesimarsi nella mente di Escher e danno alle sue opere una nuova vita nel contemporaneo. La forma semplice della casa fa da leitmotif e anima le nove aree in cui è suddiviso lo spazio espositivo, giocando con ripetizioni, rimandi e variazioni di scala.

Ogni installazione svolge un ruolo sia pratico, sia concettuale, permettendo alle 157 opere di Escher – in prestito dalla collezione del Gemeentemuseum Den Haag

l – di mostrarsi come fulcro e fonte di ispirazione dello spazio plasmato da Nendo. Ogni installazione è una vera e propria opera d’arte a sua volta, la cui percezione varia sulla base del punto di vista dell’osservatore.

Se Escher dà forma alla tridimensionalità attraverso tecniche bidimensionali Nendo propone l’esatto contrario, creando installazioni tridimensionali immersive in cui ci si sente accolti. Nonostante le corrispondenze, infatti, che legano l’operato di Escher a quello di Nendo, sono stati i contrasti e le opposizioni ad essere messi in luce, al fine rendere vivido e accendere lo spazio espositivo.

A conclusione della mostra è possibile osservare ‘A house for Escher’, nuova aggiunta alla collezione permanente del NGV; una serie di 11 oggetti disegnati da Nendo che rappresenta il processo di progettazione collaborativa che ha permesso all’esibizione Escher x Nendo “Between two worlds” di prendere vita. [Text Chiara Sgreccia – Photo Takumi Ota/Akihiro Yoshida]