Al genio di Roberto Capucci è dedicato un libro con immagini straordinarie: abiti d’alta moda dai volumi scolpiti in seta e dai colori rubati alla natura e all’India, Made in Italy puro!

Abiti scultura di Roberto Capucci: da sin, in taffetas di seta, Berlino 1992; abito Ventagli, Roma 1980

La ‘biografia emotiva’ scritta da Gian Luca Bauzano su Roberto Capucci, uno dei più grandi padri della moda italiana, s’intitola ‘Lo Scultore della Seta. Roberto Capucci, il sublime nella moda’ a cura della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte www.fondazionecologni.it (collana Mestieri d’Arte di Marsilio Editori ) e restituisce con forza il ritratto affascinante, in molta parte inedito, di un grandissimo artista-artigiano

Roberto Capucci con l'abito-scultura Cerchio in raso, 2007 [Photo Claudia Primangeli, Archivio Fondazione Capucci]

Questo couturier d’eccellenza nasce a Roma nel 1930 e debutta ufficialmente a Firenze in occasione delle prime sfilate di moda organizzate da Giovanni Battista Giorgini e inaugurate da un evento ospitato il 12 febbraio 1951 nella villa di famiglia, nel cuore della città. Inizia così l’ascesa del mito Capucci: le sue non sono solo creazioni di alta moda, abiti preziosi per le star di Hollywood, le rappresentanti dell’aristocrazia romana e del jet set internazionale, ma vere sculture, straordinarie architetture in tessuto.

Studio di Roberto Capucci per una mostra sui ventagli a Firenze, 2011

I suoi vestiti scultorei destano ammirazione e fanno scalpore, sfilano sulle passerelle di tutto il mondo e sono presenti nei musei e nelle istituzioni d’arte più importanti, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma alla Schauspielhaus di Berlino, da Palazzo Strozzi a Firenze al Kunsthistorisches Museum di Vienna, fino alla Biennale d’Arte di Venezia.

Abito a scatola in plastica e organza, di Roberto Capucci, Parigi 1966

Sfogliando il libro si rimane ammirati e si sfiorano foto e disegni del Maestro che testimoniano pienamente la passione di Capucci per forme, colori, materiali, per l’arte e la natura, sue fonti di ispirazione continua, oltre all’India che lo stilista ha visitato per ben 38 volte. Il libro si avvale, infatti, anche di un corredo iconografico straordinario, in grandissima parte concesso dalla Fondazione Roberto Capucci, diretta da Enrico Minio Capucci, depositaria e promotrice di un patrimonio unico, costituito da centinaia di creazioni d’alta moda, illustrazioni, schizzi, quaderni di bozzetti, audiovisivi, un imponente archivio fotografico, punto di riferimento per gli studiosi di moda e costume. [Text Paola Molteni – Photo Claudia Primangeli, Archivio Fondazione Capucci]

Studi preparatori di Capucci: da sin, abito 'Sagenite, Venezia Biennale 1995; abito da sera di foggia settecentesca, Roma 2016