Il maestro newyorkese Robert Mapplethorpe in retrospettiva al Madre fino a aprile 2019, la scansione è teatrale, tra danza e nudi magistrali che sconfinano nell’erotismo  

White Gauze, 1984 (Robert Mapplethorpe © Robert Mapplethorpe Foundation)

Dedicata ad uno dei più grandi fotografi del XX° secolo, la retrospettiva ‘Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostraa cura di Laura Valente e Andrea Viliani, racconta la matrice performativa della sua pratica fotografica attraverso un ipotetico dialogo tra antichità e modernità, tra fotografia e danza; un confronto tra l’azione di fotografare in studio la performance sulla scena.

Philip Prioleau, 1982 (Robert Mapplethorpe © Robert Mapplethorpe Foundation)

Tre sezioni interconnesse – precedute da un Ouverture d’ingresso in cui femminile e maschile (Patti Smith e Samuel Wagstaff Jr) incrociano gli sguardi – scandiscono il ritmo dell’esposizione e infondono nello spazio del museo un’atmosfera teatrale. Nella prima sezione il pubblico è direttamente sul palcoscenico, fra ballerini, atleti, body-builders, modelle e modelli, mentre esplora le capacità di agire del soggetto fotografato.

Thomas e Dovanna, 1986 (Robert Mapplethorpe © Robert Mapplethorpe Foundation)

Nella seconda sezione lo spettatore è, invece, in platea, luogo da cui osserva l’intrigante affresco collettivo della società newyorkese e del jet-set internazionale, fra gli anni Settanta e Ottanta, attraverso uno straordinario diario personale della vita, degli affetti, amicizie, incontri e collaborazioni diMapplethorpe.

Nella terza sezione un tappeto rosso per danzatori e una sequenza di autoritratti dell’artista dominano la scena, concludendo la trasformazione dello spazio in un vero e proprio teatro tridimensionale, grazie ad alcuni dei più importanti coreografi della scena internazionale. Ne nasce una danza tra opere e movimenti e un’esperienza conoscitiva differente da ciò a cui siamo abituati.

Philip, 1979 (Robert Mapplethorpe © Robert Mapplethorpe Foundation)

Due spazi di retro-scena integrano l’ultima sezione: l(Un)Dressing Room, un vero camerino allestito, dove i performer si scaldano prima dell’esibizione, che ospita alcune immagini che ci introducono nella dinamica dello studio dell’artista, e la X(Dark) Room (vietata ai minori), in cui sono esposte le opere più “segrete ed estreme di Mapplethorpe, a soggetto erotico. [Text Chiara Sgreccia]