San Valentino richiede una cena romantica nel posto giusto: qui la top 5 di ristoranti con attenzione (anche) all’interior design

Non c’è festa di San Valentino che si rispetti senza la consueta cena tête-à-tête. Ma la qualità del cibo e del servizio non sono tutto, la location infatti ha il suo peso per creare la giusta atmosfera o… rovinarla. E quindi ecco una top 5 di ristoranti che non hanno trascurato l’interior design.

Finger’s Restaurant (Milano)

Di origini giapponesi ma nato a San Paolo in Brasile, lo Chef Roberto Okabe ha unito i suoi due mondi e le due culture in uno stile di cucina tutto suo, dove mangiare con le mani è addirittura consigliato.

Finger’s rappresenta alla perfezione l’anima nipponico-brasiliana dello Chef Okabe, dove il sushi e non solo, si arricchisce di sapori e colori latini.

Gli ambienti interni infatti variano di sala in sala, dalla più moderna con pareti e soffitto in vetro per ricreare la sensazione di essere immersi nella natura grazie ai bellissimi giardini che circondano il locale, alla sala con mattoni a vista, tavoli in legno semi trattato e soffitti rivestiti in bambù, fanno di Finger’s un connubio ricercato tra l’America Latina e il Giappone.

Club del Doge (Venezia)

Ristorante ‘fine dining’ dove in un’atmosfera di rara raffinatezza e romanticismo, custodita in sale dal design retrò e dall’inconfondibile sapore veneziano, i piatti celebrano la tradizione lagunare ma con un approccio proiettato al futuro. Mentre la terrazza sul Canal Grande è una delle più ambite della città; al Bar Longhi impreziosito da un’intrigante parete a specchio, cocktail ricercati intrattengono gli ospiti.

La Torre del Saracino (Napoli)

A Vico Equense lungo la costa della penisola sorrentina, si erge maestosa con i suoi 1300 anni, la torre di avvistamento di epoca normanna che da oltre due decenni accoglie lo Chef Gennaro Esposito, la sua brigata e le ben 2 stelle Michelin.

Storia e design convivono con eleganza, dando vita a un ambiente molto caratteristico e decisamente inusuale. Oltre le due sale, di cui una ricavata nell’antica torre, il ristorante offre ai suoi ospiti una straordinaria terrazza sul mare con vista panoramica sul golfo di Napoli, ideale per un 14 febbraio indimenticabile.

Borgo San Jacopo (Firenze)

Il ristorante Borgo San Jacopo, 1 stella Michelin, si affaccia sulle rive dell’Arno e offre un’esperienza di elevata gastronomia oltre un panorama memorabile su Ponte Vecchio.

Qui lo chef di casa Peter Brunel, si diletta a stupire i propri ospiti strappandogli sempre un sorriso e mettendo in scena nei suoi menù storie bellissime.

Oltre alla terrazza, ideale per cene al lume di candela durante le stagioni favorevoli, Borgo San Jacopo dispone di due maestose sale interne arredate con un tocco di creatività. I tavoli e gli accoglienti divanetti sono disposti lungo stretti corridoi dalle pareti bianche adornate di eleganti quadri, ricreando così l’atmosfera tipica di una galleria d’arte.

LION (Roma)

Nel cuore di Roma, a metà strada tra Pantheon e Piazza Navona, si trova il nuovo ristorante e cocktail bar progettato da Collidanielaarchitetto . Si chiama LIÒN e si inserisce in un edificio storico di epoca fascista: le sue linee audaci e i colori saturi in stile massimalista, si contrappongono all’austerità del Palazzo che lo accoglie, per restituire alla città frammenti della dolce vita. Il ristorante si sviluppa su due livelli: il piano terra, completamente proiettato all’esterno grazie alle grandi vetrate, accoglie la sala; mentre il piano interrato, cui si accede attraverso una scala in marmo impreziosita da dettagli in ottone, ospita i locali di servizio, la cucina e la cantina dei vini. [Text Giuseppe D’Orsi]