Su DDN247, Speciale Salone del Mobile 2019, Michael Anastassiades racconta la sua filosofia progettuale. Con una parentesi sul suo rapporto con Milano, generosa città del design

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Ritratto di Michael Anastassiades (foto Rich Stapleton)

I pezzi di Anastassiades nascono per suscitare dialogo, partecipazione, interazione e sprigionano una vitalità inaspettata, nonostante le caratteristiche minimali e funzionali, a volte quasi scontate. “Per me il design deve essere essenziale in termini di linguaggio e comunicazione. Ogni oggetto deve racchiudere in sé qualcosa di unico. Questo mondo è sovraccarico: ci sono tanti marchi, tanti designer e tutti promettono qualcosa di nuovo. Purtroppo, oggi, i progetti hanno quasi sempre poca sostanza. È un problema che riguarda il mondo in cui viviamo, dove le cose si rivelano spesso superficiali. Sento che i progettisti hanno una grossa responsabilità da questo punto di vista”.

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Interni dello studio di Londra di Michael Anastassiades (foto Lewis Khan)

È molto chiara la ‘missione’ di Michael Anastassiades, ingegnere civile con la passione per il design, cipriota di stanza a Londra, dove nel 1994 ha fondato il suo studio con l’obiettivo di esplorare la cultura e l’estetica contemporanee attraverso il mondo del progetto. “Qui a Londra ho una piccola squadra di tre designer, oltre a me. Lavoro con un team ristretto perché preferisco seguire direttamente ogni singolo progetto. Non ha senso per me creare in modo smodato, ogni cosa deve avere qualcosa di mio”, ci racconta il progettista.

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Sistema di scaffalature Jack, disegnato da Michael Anastassiades per B&B Italia

“Con B&B Italia lanceremo un nuovo tavolo di grande presenza e impatto scenico, seppur essenziale e dalla struttura molto pulita, insieme a un’estensione del sistema di scaffalature Jack, già presentato lo scorso anno – continua Anastassiades –. Questa libreria da centro stanza è nata come esercizio di assemblaggio di tondini dello stesso diametro. Il design finale è una configurazione essenziale, che offre una struttura e una modularità ideali per adattarsi a un’ampia gamma di ambienti. Quest’anno abbiamo esteso il progetto prevedendo la soluzione delle aste fissate a muro, aggiungendo contenitori, scaffali, scomparti e cassetti, rendendola una collezione più ricca e versatile. Ho disegnato anche due collezioni per Flos, mia partner di lunga data. Si tratta di due progetti articolati: il primo può essere creato ad hoc in base all’ordine del cliente, il secondo è di nuovo un sistema di illuminazione, in bilico tra architettura e decorazione. Per Gebrüder Thonet Vienna sto lavorando su due sedute, una delle quali è una poltrona. In più lancerò dieci nuovi pezzi per il mio marchio di illuminazione, che avrà come al solito uno stand in fiera”. Michael Anastassiades, infatti, nel 2007 ha aperto la sua azienda di produzione con marchio omonimo, realizzando prodotti per l’illuminazione, mobili, gioielli e oggetti per la tavola.

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La nuova lounge chair N.200 disegnata da Michael Anastassiades per Gebrüder Thonet Vienna.

“Il mio rapporto con la città di Milano è totalmente positivo – conclude il progettista –. Non solo Milano, ma l’Italia intera è il Paese del design, con un’industria evoluta e capace di sostenere tutta l’attività legata a questo mondo. Anche il mio marchio ha una produzione Made in Italy”.

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La lampada Mobile C, della collezione di illuminazione firmata Michael Anastassiades, marchio omonimo del progettista.

 

[Text Laura Galimberti]