Un nuovo appuntamento per gli amanti del design italiano: è EDIT Napoli, una fiera dedicata al design d’autore, che debutta dal 7 al 9 giugno nel Monastero di San Domenico Maggiore, a Napoli. (il 6 giugno, anteprima stampa e opening).
La prima edizione ospita 60 selezionati espositori, realtà locali e internazionali, designer, artigiani e piccole aziende. Da un’idea di Domitilla Dardi ed Emilia Petruccelli, EDIT Napoli si prepara ad accogliere buyer internazionali, interessati al design italiano ricercato, ma al tempo stesso a prezzi accessibili.

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Panca Menhir, di Dirk Vander Kooij

Abbiamo chiesto a Domitilla Dardi, curatrice di EDIT Napoli e curatrice delle mostre di design al MAXXI di Roma, di spiegare un po’ più nel dettaglio la filosofia di EDIT Napoli.

Da dove nasce l’idea di EDIT Napoli?

EDIT Napoli è il risultato della somma di esperienze diverse, la mia e quella di Emilia Petruccelli. La mia esperienza professionale è principalmente come curatrice, mentre Emilia ha molta esperienza nella vendita di arredo di design selezionato, grazie alla Galleria Mia di Roma, fondata 10 anni fa e oggi punto di rifermento per gli appassionati di design curato ma accessibile.
A un certo punto, ci siamo rese conto che c’era spazio per qualcosa di alternativo, in un mercato che offre principalmente grandi fiere, enormi e dispersive, e in fin dei conti poco attrattive per buyer non interessati ai grandi brand, oppure rassegne di edizioni limitate molto costose, e inaccessibili per gran parte del pubblico.

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Console Eterea, di Simone Crestani, foro di Alberto Parise.

Il design accessibile

I buyer internazionali sono sempre più alla ricerca di prodotti che possano arredare tutta la casa, in quanto la casa completamente arredata è un trend molto diffuso nel mondo. EDIT Napoli si pone dunque come l’anello mancante tra i designer e i piccoli produttori, e i buyer che cercano alternative ai grandi brand; molte piccole imprese artigiane fanno produzioni di ottima qualità, ma poi hanno difficoltà a trovare i clienti, e, a nostro parere, sul mercato mancano fiere per queste situazioni specifiche, piccole fiere per piccole produzioni di qualità.

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Ceramiche Paros, di Rometti.

La peculiarità di EDIT Napoli, dunque, è di essere una fiera commerciale, in cui i buyer trovano prodotti pronti per il mercato. Non prototipi, né edizioni limitate, ma autentici prodotti a prezzi accessibili.

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Sunrise e Sunset, tavolini disegnati da Artefatto, per De Castelli.

Napoli, città internazionale

Oltre alla qualità dei prodotti, l’altro punto di forza di EDIT Napoli è la location, il complesso del Monastero di San Domenico Maggiore, nel centro di Napoli. Napoli è una città internazionale e cosmopolita, ricca di storia e cultura, che rappresenta il crocevia ideale del Sud-Europa. In aggiunta alla bellezza della città, il Monastero è una cornice storica, perfetta per accogliere le piccole storie di design in esposizione, raccontate senza fretta, con i tempi giusti, per comprendere appieno il valore di questi prodotti.

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Poltrona Cul-de-Sac di Nayef Francis, foto di Karen & Josette.

Per la prima edizione di EDIT Napoli la selezione è caduta su 60 espositori, in un allestimento estremamente semplice e senza troppi divisori. Non abbiamo voluto appesantire un ambiente così naturalmente scenografico con allestimenti pesanti, e abbiamo destinato a tutti gli espositori gli stessi spazi, suddivisi in due moduli: uno piccolo e uno grande.

L’obiettivo è avere un’esposizione che coniughi prodotti belli con un allestimento di qualità, in una cornice di grande impatto. I buyer più qualificati ormai si aspettano bellezza sotto tutti i punti di vista, e noi con EDIT Napoli speriamo di soddisfare questa richiesta crescente. (Roberta Mutti)

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Info: Editnapoli.com