I Millennial vivono sempre più al chiuso, e per questo amano il verde e la natura in ogni declinazione: l’arredamento outdoor è in crescita costante da 10 anni, e ogni angolo di spazio aperto viene attrezzato al meglio

Il trend della popolazione mondiale sarà sempre di più la concentrazione nelle aree urbane, ed è una tendenza che si sta diffondendo in tutto il mondo. La conseguenza di questo spostamento verso le città, è che le nuove generazioni apprezzano sempre di più il verde urbano, in tutte le sue forme. Secondo una ricerca dell’americana Garden Research.com, sito dell’Associazione Nazionale del Gardening negli Stati Uniti, nel 2018, il 29% degli acquirenti di fiori, piante e arredamento per esterni era costituito da Millennial. Non solo: sempre negli Stati Uniti, la spesa media per prodotti per giardinaggio è salita di circa 100 dollari sul 2017, fino a 503 dollari.

Questa è una conseguenza abbastanza logica del fatto che le generazioni più giovani passano molto più tempo al chiuso. Sempre meno lavori si svolgono all’aperto, e sempre più si svolgono all’interno di edifici; anche l’home office induce a passare meno tempo all’aperto, senza più nemmeno lo spostamento casa-lavoro. Oltre a questo, si sta diffondendo una nuova coscienza ambientale, che porta a incoraggiare l’uso di ogni spazio verde disponibile, per migliorare quanto più possibile la qualità dell’ambiente in cui viviamo.

Sempre secondo Garden Research.com, il 30% dei Millennial ha acquistato almeno una pianta d’appartamento nel 2018, e un’analisi delle ricerche del social network di immagini Pinterest, mostra un significativo aumento delle ricerche di terrari e piante d’appartamento resistenti e che non richiedano molta acqua. I Millennial mostrano inoltre un senso di affettività verso le piante d’appartamento, considerandole un po’ come animali da compagnia. E questo è positivo, in quanto aiuta a sviluppare un ulteriore senso di responsabilità verso l’ambiente, oltre a migliorare la salute delle piante.

Questi dati, forniti dalla fiera dedicata agli spazi all’aperto Spoga + Gafa, che si tiene a Koelnmesse, Colonia, dal 1° al 3 settembre 2019, documentano ufficialmente come lo spazio all’aperto sia la nuova frontiera dell’arredamento. Giardini, orti, terrazzi, tetti, semplici balconi, sono ambienti in cui si investe molto, sia per uso privato, sia per uso collettivo/contract. Nel 2018, l’arredo per esterni, un settore in crescita continua da circa 10 anni, ha registrato in Italia un volume d’affari di 1.600 milioni di dollari.

Il settore dell’arredo per esterni è dunque in crescita costante in tutto il mondo. Dal punto di vista dei trend di vendita, moltissimi centri dedicati al giardinaggio negli ultimi anni hanno raddoppiato le superfici dedicate all’arredo per esterni, per assecondare l’esigenza di vivere all’aperto. Per assecondare la coscienza ambientale sempre più diffusa, le aziende specializzate nella produzione di arredi per esterni si stanno concentrando sempre più verso l’uso di tecniche di produzione meno inquinanti possibile, impiegando materiali di riciclo, risparmiando energia, studiando sistemi per il riciclo e riuso dei vecchi prodotti.

E i prodotti? I prodotti per l’arredo outdoor vanno alla ricerca di materiali sempre più eco-friendly, ma soprattutto sono sempre più simili agli arredi indoor. La collezione Flexform Outdoor, per esempio, presentata al Salone del Mobile.Milano 2019, comprende divani, poltrone, accessori e complementi che conservano le forme e la compatibilità degli arredi per interni, ma sono costruiti con materiali speciali, esistenti agli agenti atmosferici, per l’uso all’aperto.

Chiudiamo il primo capitolo dello speciale outdoor di giugno 2019, con Nardi Outdoor, realtà Italiana già molto affermata nel settore dell’arredo outdoor, che ha sviluppato la serie di divani e poltrone Komodo, progettato da Raffaello Galiotto. Grazie a incastri speciali, Komodo si smonta e riconfigura in pochi semplici passaggi, senza uso di viti né colle. L’azienda inoltre ha avviato Regeneration, un importante progetto di rigenerazione della plastica. [Roberta Mutti]

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