Jacuzzi e LABA, Libera Accademia di Belle Arti, progettano nuove docce outdoor, la cui acqua viene riscaldata dai raggi solari

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Sulla sinistra, la doccia AINA, di Chelsea Campostrini. L’integrazione di una serie di piante grasse pendenti, connette l’utente alla natura, regalando momenti di assoluto relax. La struttura è realizzata in alluminio verniciato di antracite, al fine di favorire il riscaldamento dell’acqua contenuta nel serbato interno

Le nuove docce per l’outdoor di Jacuzzi, progettate dagli studenti del LABA di Rovereto, l’istituto di design con sede centrale a Brescia, funzionano senza allacciamento elettrico: per metterle in funzione basta infatti collegarle a un tubo dell’acqua, riscaldata a sua volta dalla sola luce solare.

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Sulla destra TIPI, di Lisa Misconel, il secondo progetto selezionato da Jacuzzi. Ispirata alle tende indiane, è una struttura a treppiede realizzata in alluminio anodizzato per permettere una maggiore conduttività termica. Leggera, lineare e facilmente spostabile è in grado di emettere getti d’acqua da tre altezze, per rispondere a esigenze differenti di lavaggio o di relax

Originali, innovative e a risparmio energetico, queste nuove docce sono diverse per prestazioni, design e capacità di accumulo. Collocate nei pressi di una Spa, o a bordo piscina, rendono più semplice e divertente la vita outdoor. Sara Massarutti, Product Manager di Jacuzzi, spiega l’obiettivo specifico che è stato voluto trasmettere agli studenti LABA per la progettazione delle docce solari: “L’obiettivo primario è stato quello di ideare un modo originale per riscaldare l’acqua. Al di là degli esercizi di stile o delle rivisitazioni estetiche, la richiesta di base rivolta agli studenti è stata quella di esplorare soluzioni innovative dando un contributo in termini di ergonomia e funzionalità e mantenendo coerenza fra materiale e valenza estetica. Non era ammesso l’utilizzo di energia elettrica”. [Text Carlotta Russo]