Un nuovo spazio dedicato agli approcci sperimentali all’arte contemporanea è stato inaugurato di recente a Susch, una località dell’Engadina, nelle Alpi svizzere

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(c) Claudio Von Planta courtesy Muzeum Susch, Art Stations Foundation CH

Il Muzeum Susch, fondato dall’imprenditrice polacca Grażyna Kulczyk, sorge tra le rovine di un’antica canonica e un ospizio per forestieri, che facevano parte di un monastero rurale fondato nel 1157 ai piedi del passo Flüela, che nel XIX secolo è stato trasformato in un birrificio.

Foto Studio Stefano Graziani, courtesy Muzeum Susch, Art Stations Foundation CH

Il progetto, a cura degli architetti svizzeri Chasper Schmidlin e Lukas Voellmy, ha previsto solo alcuni piccoli interventi, per rispettare la storia dell’edificio e creare un nuovo spazio per un museo d’arte contemporanea, in un contesto insolito come quello montano.

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Jarosław Kozłowski ‘Books, Words, Ideas’ presenta le opere di 47 artisti provenienti da tutto il mondo, accomunati dalla passione per il libro d’artista come forma di espressione creativa. Questa presentazione fa parte dell’iniziativa NET/Sieć di Jarzeław del 1971–72. Foto Studio Stefano Graziani, courtesy Muzeum Susch, Fondazione Art Stations CH.

Il museo è costituito da tre strutture: la ‘Bieraria’ (‘birrificio’ in romancio) e la ‘Bieraria Veglia’ (‘vecchio birrificio’) ospitano lo spazio espositivo, gli uffici e il ristorante, mentre la Chasa della Santa ospita il programma di residenze artistiche Temporars Susch.

Adrián Villar Rojas, From the Series The Theater of Disappearance XXXI (2018). Foto Courtesy Muzeum Susch, Art Stations Foundation CH.

Il complesso è protetto dalla legge di conservazione storica cantonale, quindi è stato possibile creare ulteriore spazio solo scavando la montagna al di sotto e a fianco alla Bieraria, creando anche un sottopassaggio che la unisce alla Bieraria Veglia. In questo modo, sono stati ricavati  700 metri quadrati nel vecchio birrificio, per una superficie espositiva totale di 1.500 mq. La vecchia torre di raffreddamento del birrificio, grazie all’estensione in verticale sotterranea di 4 metri, è ora alta 17 metri.

Zofia Kulik, Ethnic Wars. Large Vanitas Still Life (1995/2017). Foto Studio Stefano Graziani, courtesy Muzeum Susch, Art Stations Foundation CH.

Il museo presenta installazioni site-specific permanenti realizzate da artisti contemporanei, che dialogano con l’architettura e l’originale struttura del sito. Ogni opera contribuisce a plasmare la natura mutevole e la particolare configurazione dello spazio, dialogando con le opere esposte per le mostre temporanee.

Foto Studio Stefano Graziani, courtesy Muzeum Susch, Art Stations Foundation CH.

Il progetto dei due architetti include anche un intervento a livello paesaggistico sul terreno circostante il museo, per valorizzare gli edifici storici. [Text Annamaria Maffina]

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(c) Studio Stefano Graziani, courtesy Muzeum Susch, Art Stations Foundation CH.