A Next Design Perspectives 2019, Claudia D’Arpizio di Bain & Company ha illustrato i possibili futuri trend nel mercato dell’arredamento di fascia alta

trend-arredamento-2019.jpgAnche se i trend nell’arredamento si sviluppano in tempi molto più lunghi, rispetto ad altri settori, è utile ogni tanto confrontarsi con chi si occupa di intercettare le tendenze, per capire quali possano essere i possibili sviluppi futuri. Ricordando, come spiega la stessa D’Arpizio alla fine del suo intervento, che un trend può suggerire macro-orientamenti, ma che lo sviluppo di un’azienda si basa sulla sperimentazione continua.

I trend nell’arredamento 2019: Casa e ufficio, le funzioni ibride

Una tendenza che si rileva negli ultimi anni, è la crescente contaminazione di funzioni, che diventano sempre più ibride. Secondo la ricerca di Bain & Company, si stima che quotidianamente noi passiamo il 40% del tempo a casa, il 40% al lavoro, e il 20% in luoghi per il tempo libero.

Ciò comporta l’esigenza di avere spazi di lavoro di buona qualità, in quando ci si passa molto tempo. Ma cambia anche la prospettiva con cui si guarda la casa, un ambiente in cui entrano funzioni che prima non c’erano: il lavoro, con l’home office, e a volte anche la palestra.

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Trend nell’arredamento 2019: Gym Space, di Mattia Pareschi per Scavolini Bagno

La conseguenza più immediata di questa tendenza, è l’aumento di prodotti di arredamento ibridi, che coprono più di una funzione. Abbiamo già visto l’area giorno diventare tutt’uno con la cucina, e, in alcuni casi, la vasca al centro del soggiorno. Tuttavia, l’home office diventa più strutturale, e porta a trasformare l’impianto dell’abitazione. Allo stesso modo, gli spazi per uffici devono adeguarsi alle nuove abitudini, di cui il co-working è l’aspetto più visibile. Se aumentano gli spazi condivisi, aumenta anche la necessità di spazi per conversazione private e riunioni a porte chiuse.

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IOC Concept – Velasca meeting pod, di Monica Armani, per la privacy in ufficio

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Lo spazio abitativo domestico, dunque, cercherà sempre più soluzioni articolate, e sempre meno mobili singoli. Questo vale anche per l’altro trend fondamentale, l’ospitalità ibrida. Andiamo sempre più in vacanza, e sempre più nelle grandi città. Secondo le statistiche, ogni 5 stanze di hotel, una stanza viene affittata come alloggio temporaneo in un appartamento. I proprietari di case per affitto per periodi brevi, cercheranno sempre più soluzioni che consentano di avere l’arredamento sempre a posto. I trend dal 2020 in avanti, dunque, dicono che è il momento di cominciare a pensare all’arredamento come a qualcosa di riparabile e facilmente sostituibile, in quanto dev’essere sempre tutto perfettamente funzionante, oltre che fresco e accattivante.

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La comunità: il nuovo trend

La popolazione sta invecchiando, e questo è un dato di fatto: nel mondo occidentale, una persona su 4 ha più di 65 anni, ed è un tasso destinato ad aumentare. Con la popolazione che invecchia, e i mutamenti che avvengono nella società, sempre più persone scelgono di vivere in abitazioni in cui alcuni spazi sono condivisi. Il condominio diventa quindi una nuova sfida, anche per i produttori di arredamento. In questi condomini di nuova concezione, ci sono diversi spazi comuni, come le aree living, le palestre, e anche alcuni servizi, come la lavanderia, o la cucina, e ambienti che rimangono privati, come il bagno, la camera da letto, l’armadio. Questo è senz’altro un terreno fertile per il contract, che può gestire i progetti più complessi.

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Il mercato dell’arredo di design: quale futuro?

E veniamo dunque a qualche numero relativo all’industria dell’arredamento, relativamente alla fascia alta del mercato di design, la fascia “branded”. Questo segmento di mercato vale 55 miliardi di dollari, su un mercato totale di 450 miliardi (valore alla produzione). È una nicchia che comprende aziende di piccole dimensioni, prevalentemente europee, che hanno un grande potenziale ancora inutilizzato, dato soprattutto dall’alto valore espresso in cultura e ricerca, attraverso il brand.

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Negli ultimi anni, questo settore è cresciuto del 4/5% all’anno, un valore inerziale tutto sommato equilibrato, per un prodotto dai tempi lunghi, tempi lunghi per l’acquisto e la sostituzione, ma tempi lunghi anche di produzione e di innovazione. Dalle statistiche, si vede inoltre chiaramente il peso crescente dell’Asia e dei mercati emergenti, l’importanza del contract, e, ultimo ma non da ultimo, emerge l’importanza del contatto diretto con il consumatore finale, ancora principalmente negozio e, in una percentuale decisamente inferiore, e-commerce.

Il brand e la qualità del servizio

Il prodotto “branded”, l’alto di gamma, però, potrebbe triplicare questi trend di crescita, sfruttando gli spazi che le altre fasce di mercato lasciano liberi. Il potere del brand, infatti, non viene ancora espresso appieno, e manca ancora il collegamento tra valore del brand e qualità del servizio. L’arredo è un prodotto complesso, che ha bisogno di assistenza e manutenzione, ancora di più se si tratta di un prodotto costoso e ricercato. Viene dunque naturale acquistare dove si può avere facilmente assistenza, in caso di necessità. Laddove se si compra direttamente dall’Italia, per esempio, c’è sempre la paura di non avere nessuno a cui fare riferimento. Diventa quindi necessario avere negozi o showroom di riferimento localizzati dove si vuole consolidare il mercato.

Infine, la considerazione conclusiva di D’Arpizio. “I trend, ha spiegato, sono trend. Che significa, sono previsioni, ma le variabili indipendenti dipendono dalle strategie e dalle mosse delle aziende. Quello che emerge, però, è che, se è ovviamente necessario fare pianificazioni a 5 anni quando si tratta di pianificazioni aziendali, forse per un prodotto ormai 5 anni rappresentano un orizzonte di tempo troppo lungo. Ma ancora di più, ciò che serve è sperimentare continuamente e migliorare i prodotti esistenti. Certo, non è facile per un’azienda di arredamento, ma si può per esempio testare un nuovo servizio solo con alcuni negozi, i migliori 10, vedere come va e poi decidere se continuare o lasciare. Così anche per i prodotti: noon sempre è necessario inventare, a volte basta migliorare. Alcune lo fanno già, ma questa è sempre più la tendenza. Oltre a un rapporto con il cliente il più diretto possibile.” [Text Roberta Mutti]

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