Una mostra al Vitra Design Museum ripercorre le tappe del design degli ultimi 30 anni, dopo la caduta del Muro di Berlino

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Panoramica della mostra

Il 9 ottobre 1989 cadeva il Muro di Berlino, decretando la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Cos’è successo nel design nei trent’anni che ci separano da quel giorno? Il Vitra Design Museum ha organizzato una mostra che analizza i mutamenti avvenuti nel design nei 30 anni successivi alla caduta del Muro, “After the Wall: Design since 1989”, al Vitra Schaudepot fino al 23 febbraio 2020.

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A sinistra, la sedia Plywood di Jasper Morrison; al centro, la cassettiera di Tejo Remy; a destra, la sedia CN II di Maarten Van Severen

Trent’anni di design: dal minimalismo alla sostenibilità

Questi trent’anni, che sembrano passati in un battito di ciglia, sono in realtà densi di avvenimenti, che hanno modificato profondamente il nostro rapporto con gli oggetti. È del 1989 il primo internet provider, e del 1993 il primo browser di navigazione. Negli anni Novanta Ikea ha conosciuto l’espansione mondiale. Allo stesso modo, nella prima metà degli anni Novanta, comincia a farsi strada l’idea che le risorse non siano infinite, e concetti come recupero e riuso diventano sempre più familiari. Ancora, dopo il post-modernismo degli anni Ottanta, si ritorna al minimalismo, con progetti e prodotti ridotti all’essenziale.

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Lampada Mayday, di Konstantin Grcic per Flos

La mostra presenta pezzi di arredamento degli anni Novanta particolarmente significativi, suddivisi per periodi storici. La sedia Plywood di Jasper Morrison (in realtà del 1988) esprime perfettamente questa ricerca di un nuovo minimalismo. Allo stesso modo, la cassettiera di Tejo Remy “You Can’t Lay Down Your Memory”, del 1991, costruita con cassetti recuperati da vecchie cassettiere, è uno dei primi esempi di recupero e riuso, ad opera del collettivo olandese droog design. Il minimalismo torna nella sedia CN II di Maarten Van Severen (1992), e anche nei prodotti più popolari di Ikea, che consolida il successo mondiale negli anni Novanta.

Dopo gli anni Zero

Negli anni 2000 cominciano le prime sperimentazioni con la stampa 3D, come la sedia Solid C2″ di Patrick Jouin, del 2004, e dal 2010 in avanti, la sostenibilità si afferma definitivamente. Di quest’ultimo periodo sono la sedia 111 di Emeco, costruita con 111 bottigliette in PET di Coca-Cola riciclate, la Well Proven Chair di Marjan van Aubel e James Shaw (2012), che mescola resina biologica con trucioli di legno, e la Recycled Carbon Chair (2016) di Marleen Kaptein, realizzata con scarti di materiale in fibra di carbonio.

Well Proven Chair, di Marjan van Aubel e James Shaw

Come è naturale, l’arredamento è significativo, ma l’evoluzione del design dagli anni 2000 in poi coinvolge tutti i campi, e soprattutto l’informatica. Dalle prime emoticons, disegnate già nel 1988/89 per l’operatore di telefonia giapponese Docomo, al primo iPhone, incoronato come invenzione dell’anno dalla rivista Time nel 2007, il design sta diventando sempre più immateriale. Al punto in cui siamo, il design, nella sua accezione più pura, torna ad essere sempre più un processo, e sempre meno un prodotto. Così, negli ultimi anni molti oggetti sono semplici reinterpretazioni e miglioramenti di oggetti già esistenti, una tendenza che emerge anche dalle indagini degli studi specializzati in trend.

Sedia Emeco 111, prodotta da Emeco con 111 bottigliette di PET di Coca-Cola

E da qui, si genera la domanda attorno a cui ruota la mostra: “In che modo il nostro comportamento di consumo sta influenzando il mondo in cui viviamo? E soprattutto: quale sarà “the next big thing” nel design? [Txt Roberta Mutti]

After the Wall: Design Since 1989, Vitra Design Museum
A cura di Erika Planner
Fino al 23 febbraio 2020
Vitra Schaudepot – Weil am Rhein, Germania
Vitra Design.Museum.de