The Circle Hotel, della catena 25hours, presenta un nuovo concetto di hospitality

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Negli anni Cinquanta a Colonia in quella che era la Repubblica Federale di Germania, Hans Gerling fondò la compagnia assicurativa che porta il suo nome; gli affari andavano così bene che costruì nella sua città una sede di rappresentanza. L’edificio, dall’aspetto simile a quello di una stazione spaziale, è formato da un ingresso che si sviluppa in altezza con una facciata vetrata, attorno a cui si aprono a semicerchio due ali dall’aspetto monolitico. Oggi questo manufatto postmoderno di cemento e pietra è stato trasformato nel 25hours Hotel The Circle.

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Gli interni sono stati realizzati dallo Studio Aisslinger che, per rendere gli spazi speciali e “di carattere”, ha scelto di allontanarsi il più possibile dall’estetica standardizzata degli alberghi commerciali. Gli interni, dunque, mescolano arredi su disegno con mobili provenienti dai mercatini delle pulci, e pezzi di produzione. Gli architetti hanno approcciato il lavoro come fossero dei DJ in consolle, pronti a mixare stili e colori.

È proprio l’unicità il punto di forza del 25hours The Circle: in un momento in cui si può fare tutto da casa, gli spazi per l’hospitality devono superare la comodità della propria casa. La cura dei dettagli rende questo hotel a misura d’uomo, creando un’esperienza positiva anche in un hotel con oltre 700 stanze.

Le camere sono piccoli nidi variopinti. Il cemento grezzo di stampo brutalista, visibile nelle travature di sostegno dei soffitti e su alcune porzioni delle pareti, è riscaldato da quinte in legno lamellare che dividono la zona notte dai servizi e dall’angolo ufficio. I complementi, scelti in nuance pastello, rendono tutto delicatamente ovattato. Tra le aziende presenti, anche le italiane Cappellini e Foscarini. [Txt Francesca Tagliabue – Foto Steve Herud, Patricia Parinejad]

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