#Designgoeson: Designdiffusion.com ha parlato con Filippo Berto, amministratore delegato di BertO, di comunicazione on line nel settore dell’arredamento

BertO è un’azienda di Meda, che da qualche anno ha investito molto nella digitalizzazione. Con loro abbiamo cercato di capire quanto le nuove tecnologie possono aiutare a superare un momento difficile come questo.

Mentre continua l’emergenza sanitaria Covid-19, come ci si può organizzare per continuare l’attività? Una buona struttura on line può aiutare?

Filippo Berto: “Noi abbiamo già una certa esperienza di vendita e comunicazione on line, che in questo momento gioca a nostro favore. Già da diversi anni, infatti, ci siamo strutturati per offrire consulenze e servizi di progettazione on line, così oggi siamo pronti per continuare l’attività, almeno nelle funzioni che si possono effettuare in smart working, e in telelavoro.

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Già dal 10 marzo, prima ancora del decreto governativo, avevamo chiuso i nostri sei negozi, sparsi sul territorio italiano; dal 23 marzo, su tutto il territorio italiano, sono ferme anche le aziende che non producono beni primari. Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, avevamo anche attivato le misure per separare le varie aree della produzione, per mettere in sicurezza i dipendenti, come richiesto dall’emergenza sanitaria. Sappiamo che sarà un periodo molto duro, dal punto di vista economico, ma la salute e la sicurezza dei lavoratori vengono prima di ogni altra considerazione.

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La struttura on line può sostituire, almeno in parte, una presenza fisica?

BertO ha sei negozi in Italia, a gestione diretta, e naturalmente il fatto che siano chiusi rappresenterà una perdita di fatturato, che ovviamente non si può ancora calcolare. Tuttavia, lo sforzo che abbiamo fatto negli ultimi anni, per affiancare digitalmente i clienti, oggi sta dando buoni risultati. In questo periodo, il personale degli show-room sta lavorando da casa, in modalità smart working, e può offrire consulenze e assistenza in tutti i servizi di progettazione, in 7 lingue, compreso il cinese. In questi anni, grazie alle nuove tecnologie, siamo arrivati a lavorare in diversi aree del mondo, tra cui diversi Paesi europei, Stati Uniti e Cina. Anche se noi crediamo molto nell’Italia, tuttavia è necessario ampliare il proprio raggio d’azione.

In un anno senza Salone del Mobile, quanto può essere efficace la comunicazione on line? Può sostituire la comunicazione “fisica”?

La conseguenza più importante dell’emergenza sanitaria è che il Salone del Mobile di Milano è stato definitivamente rimandato al 2021. In mancanza di una vetrina così importante, la comunicazione on line acquisirà molta più importanza, anche se, naturalmente, il Salone del Mobile è insostituibile. Io mi auguro che questo momento così difficile diventi un’occasione per ripensare ad alcuni meccanismi. Penso anche che molte aziende ne approfitteranno per rivedere non solo la comunicazione, ma anche la gestione quotidiana. Questo periodo così complicato, potrebbe davvero diventare un’opportunità per cominciare a ridisegnare un futuro diverso, in cui le nuove tecnologie avranno un nuovo ruolo. 

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