Lo Studio di architettura Tommasi ha progettato il restauro dei locali di un’ex chiesa Parrocchiale, oggi adibita a biblioteca a Cervarese

L’ex-chiesa parrocchiale di Cervarese Santa Croce, un comune ai piedi dei Colli Euganei, ha una storia lunga circa mille anni. La titolazione a San Michele Arcangelo porta a pensare che la prima costruzione risalga al periodo longobardo, tra il VI e l’VIII secolo. In origine, la chiesa consisteva in uno stanzone quadrangolare con finestre romaniche, basso e senza soffitto, secondo lo schema tipico di quel periodo.

L’edificio è sede della Biblioteca Comunale dagli anni Ottanta, ma il restauro risale agli ultimi 15 anni. Un primo intervento, necessario per recuperare la copertura e le travi del tetto, fu effettuato d’urgenza alla fine degli anni Novanta. L’obiettivo del restauro complessivo, era di ripristinare quanto più possibile l’effetto spaziale originario, con navata e presbiterio.

Le fasi del restauro

La prima fase di restauro, dal 2003 al 2005, si è concentrata sul recupero dei caratteri formali e stilistici dell’edificio. Quest’intervento ha ripristinato le aperture originali, la porta degli uomini e le finestre ad arco. Inoltre, sono stati ripuliti gli intonaci delle facciate nord, est e sud, e la facciata principale. Risalgono sempre a questa fase la realizzazione di una nuova bussola d’ingresso, la costruzione di una nuova scala, e il restauro dell’affresco de La Crocefissione, nella navata principale. 

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Con la seconda fase, dal 2007 al 2018, il restauro è entrato nel vivo degli interventi strutturali. Gli obiettivi erano migliorare i criteri anti-sismici, e recuperare lo spazio originario. Il muro portante al piano terra è stato demolito, e sostituito da una struttura di travi e colonne metalliche per il consolidamento. L’eliminazione del muro di divisione tra aula e presbiterio, inoltre, ha liberato la visuale dell’intera sala. Per completare il restauro, si è provveduto anche a rifare le pavimentazioni del presbiterio e del primo piano, e a riposizionare i selicioni della navata.

Il ripristino dei selicioni della navata ha richiesto un lavoro molto accurato di catalogazione delle pietre esistenti, riposizionate allo stesso posto. Le lastre mancanti sono state sostituite con lastre di trachite della stessa dimensione, ma con una finitura differente, per non essere confuse con le lastre originarie, pur assicurando un’uniformità nell’aspetto. Infine, con il restauro sono stati sistemati i camminamenti esterni, l’arredo urbano e sono stati ripristinati i lacerti di affreschi cinquecenteschi rinvenuti durante le indagini conoscitive.

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Altre immagini con dettagli del restauro