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Cini Boeri sulla Ghost, progettata per Fiam nel 1987

Cini Boeri, (Cini, diminutivo di “piccinin”, “piccolina”), è mancata il 9 settembre 2020, a 96 anni. Architetto e designer italiana di fama mondiale, per una curiosa coincidenza è mancata nel giorno della premiazione del Compasso d’Oro 2020, premio che aveva ricevuto due volte, una prima volta per il divano Strips, e una seconda alla carriera, nel 2011.

Laureata al Politecnico di Milano nel 1951, Cini Boeri aveva iniziato la sua attività collaborando con Marco Zanuso, dopo un breve stage nello studio di Gio Ponti. Nel 1963 aveva iniziato la sua attività professionale, nel suo studio di Milano, sua città natale e in cui ha vissuto sempre. Nella sua lunghissima carriera, ha progettato alcuni prodotti che hanno fatto la storia del design italiano, di cui alcuni sono tutt’oggi in produzione, a testimonianza della validità del progetto.

Divano Strips, la rivoluzione in soggiorno

Progettato per Arflex nel 1968, il divano Strips è stato premiato con il Compasso d’Oro nel 1979. Pur essendo un pezzo storico, il concept rivoluzionario lo rende un prodotto adatto anche alla vita di oggi. Strips è un divano componibile, con una struttura in legno e metallo e un’imbottitura in poliuretano a densità differenziata; nel 1969, era la prima volta che si accoppiava il poliuretano indeformabile con un’anima in legno. Strips è un divano componibile destrutturato,  rivestito da una fodera trapuntata totalmente sfoderabile. Strips è anche un divano-letto, con un principio molto semplice: la fodera trapuntata di apre e il divano si trasforma in una specie di sacco a pelo, veloce e confortevole.

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Divano Strips, design Cini Boeri, 1968

Bobo, la seduta ricomposta

Sempre per Arflex, Cini Boeri progettò la poltrona Bobo, nel 1967. Bobo, Bobolungo, Boboletto, rappresentano 3 diverse generazioni e 3 modi di sedersi, a seconda della postura e dell’età. Bobo era in poliuretano indeformabile, con un basamento in pioppo, rivestita in tessuto elastico.

Ancora nella sperimentazione, Serpentone, del 1971, sempre per Arflex, era un divano continuo, da vendere a metro, formato da moduli di schiuma poliuretanica accostati e incollati. I moduli da 37 cm erano stampati a iniezione con una sezione lamellare che permetteva di disegnare curve, sia concave sia convesse.

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Serpentone, divano al metro, design Cini Boeri per Arflex, 1971

Infine, per Arflex Cini Boeri aveva progettato anche il divano Bengodi, nel 1974, reinterpretato nel 2009 con il nome Ben Ben.

Il lavoro sul design di Cini Boeri non si esauriva certo qui. Nel corso del tempo, ha lavorato con le principali aziende in Italia e nel mondo, tra cui lo studio Gavina, Knoll, e, in tempi più recenti, Fiam e Magis.

Cini Boeri e il vetro

Un prodotto di arredamento inusuale, Ghost di Fiam,  del 1987, ha visto Cini Boeri cimentarsi con una poltrona interamente in vetro. Un’unica linea curva e avvolgente, una sfida progettuale che l’architetto ha raccolto, con lo spirito pionieristico che ha caratterizzato tutto il suo lavoro.

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Ghost, poltrona di Cini per Fiam, interamente in vetro.

L’architettura di Cini Boeri

Tra le prime donne architetto in Italia, Cini Boeri ha lasciato il segno anche con le sue architetture, naturalmente. Negli anni Sessanta ha progettato case per vacanze in Sardegna, tra cui la casa Bunker e la Villa Rotonda, alla Maddalena, del 1967; La Sbandata, anch’essa alla Maddalena, è invece del 2003. In comune, le case hanno l’abilità di inserirsi facilmente in un paesaggio molto connotato, oltre che soggetto a stretti vincoli. Oltre alle case alla Maddalena, Cini Boeri ha progettato altre residenze private, e numerosi progetti di architettura d’interni, tra cui molti showroom e negozi. [Immagini delle architetture dal sito ciniboeriarchitetti.com]