Morassutti100+1!: la cultura del progetto in Italia dal secondo dopoguerra

ADI Design Museum presenta “Morassutti100+1!”, una mostra a cura di Alessandro Colombo e  Francesco Scullica. In occasione del centenario della nascita (1920-2020), la mostra allestita da ADI riporta l’attenzione su uno dei protagonisti dell’architettura e del design del secondo dopoguerra in Italia: Bruno Morassutti.

mostra-adi.jpgLa mostra vuole andare oltre una lettura dell’opera del progettista, già indagata in altre occasioni, per proporre alcune interpretazioni inedite. A partire dall’esperienza americana con Wright, e dai rapporti con i protagonisti del movimento Moderno come Neutra, la mostra segue i progetti di Morassutti lungo i sessant’anni di attività. Sessant’anni di collaborazione e relazione con i protagonisti della scena culturale milanese e italiana di quegli anni, in una stagione creativa per molti versi irripetibile.

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Nato a Padova, Bruno Morassutti (1920-2008) studia a Venezia, dove si laurea nel 1946, guardando a figure significative come quella di Frank Lloyd Wright, colpito dalla poetica della casa sulla cascata “Falling Water”. Morassutti abbraccia la Taliesin Fellowship, la famosa scuola studio del “genio” americano negli USA, dove si ferma per due anni. Negli Stati Uniti, Morassutti entra in contatto con altri protagonisti del Movimento Moderno come Richard Neutra e Ludwig Mies Van Der Rohe, ma rimarrà sempre attento al contesto, in un dialogo “felice” tra architettura e design.

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Morassutti e il dopoguerra a Milano

Rientrato a Milano, Morassutti tiene diverse lezioni e conferenze in cui mostra diapositive che testimoniano la conoscenza diretta dell’opera di Wright e dell’architettura americana. Entra quindi a far parte dello studio BBPR, dove conosce Angelo Mangiarotti, con cui avrà un sodalizio professionale dal 1954 al 1960. Con lui, firmerà una serie di opere riconosciute dalla critica nazionale e internazionale; tra gli altri, la chiesa Mater Misericordiae di Baranzate, gli edifici a San Martino di Castrozza; i condomini in via Quadronno e in via Gavirate a Milano.

Tra il 1960 e il 1968, svilupperà progetti significativi come la Villa Von Saurna a Termini di Sorrento (SR), il condominio Fontanelle a San Martino di Castrozza (TN) e l’edificio industriale a Longarone (BL); sono realizzazioni che si distinguono per la loro forte carica innovativa e per l’uso della tecnoldo un contributo al dibattito nato del dopoguerra sul rapporto fra “tecnica e arte”.

Milano e il vivace dibattito

La mostra all’ADI Design Museum si occupa anche del periodo dopo gli anni Sessanta. Fra il 1968 e il 1980, una nuova associazione professionale con gli architetti Giovanna Gussoni, Mario Memoli e Maria Gabriella Benevento, porterà ad altre opere significative. Oltre a progettare il centro di istruzione permanente per il gruppo IBM a Novedrate (MI), in questo periodo sviluppa l’interesse verso la prefabbricazione edilizia pesante. Dal 1980, si è confrontato con il progetto di architettura, di disegno urbano e di design. [Foto Martina Bonetti]

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Gli obiettivi della mostra sono, da un lato, evidenziare le caratteristiche e il metodo alla base dell’azione progettuale di Morassutti alle diverse scale, architettura e design, in relazione ai Maestri del Movimento Moderno.  Dall’altro, mettere in luce il rapporto con l’ambiente milanese e italiano degli anni ’50, ‘60 e ‘70 con riferimento a personaggi come i BBPR, Ponti, Scarpa, Dorfles, Cosentino, Fontana, Buzzati, Cavalli Sforza.

BRUNO MORASSUTTI 100+1!
La cultura del progetto in Italia dal secondo dopoguerra
ADI Design Museum
Dal 18 novembre 2021 al 23 gennaio 2022