Nel mese di ottobre 2021, MC A – Mario Cucinella Architects, ha inaugurato una nuova sede a Milano, dove si trova anche SOS – la Schoof of Sustainability

MC A – Mario Cucinella Architects ha inaugurato di recente una nuova sede, a Milano, che occupa uno spazio di 800 mq distribuiti su 3 livelli, all’interno di un ex-opificio degli anni Trenta. Fedele alla filosofia che ispira l’architettura di Mario Cucinella, l’edificio ha mantenuto intatta la facciata, e riqualificato interamente gli spazi interni. La presentazione della nuova sede dello studio è stata anche l’occasione per lanciare la sede milanese di SOS – School of Sustainability, la scuola di sostenibilità fondata da Mario Cucinella. Il corso di formazione post-laurea SOS è aperto a giovani creativi e ricercatori, professionisti e imprese del settore, che vogliano approfondire la sostenibilità e l’innovazione, attraverso la ricerca e la sperimentazione.

Mario Cucinella – Foto Giovanni Gastel

La città di Milano è un luogo di grande importanza, per lo studio MC A – Mario Cucinella Architects. Attualmente infatti, lo studio ha sei progetti in corso nella Città Metropolitana: il Nuovo Polo Chirurgico e delle Urgenze per l’Ospedale San Raffaele; il Museo Etrusco Fondazione Luigi Rovati, in Corso Venezia; la Torre Unipol in costruzione nell’area di Porta Nuova; SeiMilano, un progetto di rigenerazione urbana a Bisceglie; la Città della Salute e della Ricerca a Sesto San Giovanni, vincitore della gara di project finance; il progetto residenziale Garofalo Paisiello.

MC A – Mario Cucinella Architects a Milano

Lo studio MC A – Mario Cucinella Architects comprende una comunità di oltre 100 professionisti esperti nel campo della sostenibilità, che operano in ambiti molto diversi fra loro. Dalla progettazione architettonica integrata al design industriale, dalla produzione culturale ed espositiva a quella editoriale, dalla ricerca scientifica attraverso una Unit R&D, allo sviluppo di percorsi educativi e di progettazione partecipata con le comunità locali, lo studio sviluppa progetti che riassumono l’integrazione fra tecnologia e strategie ambientali. Obiettivo dei progetti è ridurre il proprio impatto ambientale, in vista degli obiettivi Europei 2030-2050, contribuendo alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.

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La facciata della sede di Milano di MC A – Mario Cucinella Architects

La School of Sustainability

Gli spazi degli uffici, distribuiti su tre livelli, sono caratterizzati da ballatoi che si affacciano su un vuoto centrale cielo-terra; il vuoto centrale dal livello interrato arriva sulla terrazza giardino, attraverso un grande lucernario. Al livello interrato, visibile da ogni piano, una pedana verde con piante è affiancata da una serie di sedie e panche, che ospitano appuntamenti ed eventi. Al piano terra, un lungo tavolo di circa 20 metri dalle forme sinuose, disegnato da Mario Cucinella e realizzato da Officine Tamborrino, ospiterà mostre temporanee e modelli di studio. Le luci sono di Artemide, storica azienda milanese leader nel settore dell’illuminazione; tra le altre cose, Mario Cucinella Architects di recente ha progettato il nuovo showroom aziendale. Il progetto di allestimento del verde, invece, è stato curato da Marilena Baggio, architetto e paesaggista titolare di Greencure.

Scopri il nuovo showroom aziendale di Artemide, a cura di MCA Architects

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Gli interni della sede di Milano di MC A – Mario Cucinella Architects

I nuovi uffici saranno anche un luogo dedicato alla formazione di giovani talenti e professionisti del settore. La nuova sede dello Studio, infatti, anche grazie alla collaborazione con il Professor Mario Abis, ospita la Fondazione SOS – School of Sustainability. Nata dalla collaborazione dei tre soci fondatori, Mario Cucinella Architects, Fondazione Iris Ceramica Group e SAIB Spa, la Fondazione SOS ha l’obiettivo di formare le prossime generazioni di professionisti del design sostenibile. Alla Fondazione partecipa anche, in qualità di Socio Partecipante, BPER Banca.

In occasione della presentazione della School of Sustainability di Milano, abbiamo parlato con Mario Cucinella di sostenibilità e formazione.

Mario Cucinella e la sostenibilità nell’architettura contemporanea

Architetto Mario Cucinella, nel 2021, si penserebbe alla sostenibilità come a a una parte integrante del progetto. Come mai, invece, ritiene che sia ancora necessaria una formazione specifica sulla sostenibilità?

“Farei una premessa: “sostenibilità” è una parola moderna. Noi abbiamo cominciato a parlare di sostenibilità, da quando ci siamo resi conto che stiamo consumando troppe risorse, e che il nostro stile di vita non è sostenibile. Nell’antichità questo problema non esisteva, in quanto gli abitanti della Terra erano un numero decisamente inferiore rispetto ad oggi, e il consumo di risorse era molto diverso.

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SeiMilano, un progetto di rigenerazione urbana nell’area di Bisceglie, a Milano

Partendo da questo presupposto, è abbastanza naturale che la sostenibilità non sia ancora così interiorizzata, da essere considerata un elemento integrato nel progetto, al pari di tutti gli altri elementi che lo compongono. La “Scuola di Sostenibilità”, dunque, nasce come un luogo di scambio, in cui la creatività consente di attivare flussi di conoscenza che vanno in senso bidirezionale, dagli studenti ai docenti e viceversa. In questo modo, i professionisti possono approfondire e sperimentare i vari aspetti della pratica di architettura, in un’ottica di sostenibilità e con nuove visioni.”

L’architettura e “l’impatto zero”

Cosa si intende, dunque, quando si parla di architettura sostenibile?

Innanzitutto, sarebbe meglio distinguere “sostenibilità”, da “impatto zero”. Entrambi, oggi, sono termini ricorrenti. Tuttavia, è bene sottolineare che, se possiamo avere architetture sostenibili, non possiamo invece avere architetture a impatto zero. L’architettura, infatti, è un processo di trasformazione che impiega materiali ed energia; dunque, il consumo di energie e risorse che avviene nella costruzione di un’architettura non può essere ridotto a zero. È abbastanza evidente che “impatto zero” sia una bella espressione, che nella realtà dei fatti però significa poco, perché mancano calcoli reali sugli impatti di processi di trasformazione.

Città della Salute e della Ricerca, a Sesto San Giovanni, Milano

Nell’immaginario collettivo, la sostenibilità acquisisce un’aura poetica, ma in effetti la sostenibilità è fondamentalmente una questione di fatti e cifre. In quest’ottica, asserire che un edificio non ha nessun impatto sui consumi, naturalmente non è corretto, ma soprattutto chiude definitivamente a possibili miglioramenti. Infatti, se l’impatto è già a zero, non ci sono margini per ridurlo ulteriormente. Al contrario, un approccio più reale, consente di agire su più fronti; se un edificio riduce i consumi del 40%, vi è un 60% residuo su cui si può ancora agire.

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Tecla è una costruzione in materiali naturali e riciclabili, stampata in 3D, i primi esempi sono a Massa Lombarda, in Romagna

Tuttavia, questi aspetti sono solo una parte del progetto. Ritengo che oggi si presti troppa attenzione agli aspetti di ingegneria e tecnologia, trascurando il ruolo dell’architettura. Al contrario, l’architettura dovrebbe riappropriarsi del suo ruolo, e intervenire nel progetto nelle prime fasi, considerando aspetti fondamentali come l’orientamento di un edificio, la ventilazione, la luce naturale. Quando si progetta in una città, ovviamente non è facile scegliere l’orientamento di una costruzione; nondimeno, comunque, bisognerebbe evitare di lasciare che tecnologia e ingegneria prendano il sopravvento sull’architettura.”

L’architettura e la transizione ecologica

Il patrimonio edilizio e architettonico italiano comprende anche costruzioni che, a volte, hanno moltissimi anni. Quali aspetti bisogna considerare, nella riqualificazione di edifici storici, dal punto di vista della sostenibilità?

“Controllare i consumi energetici di un edificio di nuova costruzione in genere è abbastanza facile; oggi norme e regole sono piuttosto stringenti, si parla già di edifici con un ciclo di vita, che si assemblano e poi, alla fine della loro vita, si smontano e se ne riciclano parti singole. I problemi maggiori sorgono quando si deve lavorare su edifici con una lunga storia, che in Italia sono la maggioranza, dove purtroppo le pubbliche amministrazioni non assumono il ruolo di guida,  che dovrebbe essere di loro competenza. Il settore pubblico dovrebbe sperimentare, promuovere progetti pilota, sostenere attivamente progetti che vadano nella direzione di una transizione ecologica. Invece, spesso il settore pubblico è assente, e i progetti vengono lasciati all’iniziativa privata. È dunque necessario investire molto in formazione, per imparare a progettare la riqualificazione energetica degli edifici.

La Biblioteca Federiciana, a Fano

Ed è qui che entra in gioco la School of Sustainability, la sua filosofia. Infatti, io penso che per arrivare a questi obiettivi di più ampio respiro, serva ancora parecchio tempo; per questo, ritengo anche che da qui in avanti sia necessario investire sempre più in formazione, per avere sempre più professionisti in grado di gestire gli aspetti di sostenibilità nei progetti di architettura. Non dobbiamo infatti cadere nell’errore di demonizzare le costruzioni; è vero che spesso sono fonti di dissipazione energetica, ma le costruzioni sono anche belle, e aggiungono vita all’ambiente.

L’Italia e la riqualificazione edilizia

Dopo la pandemia, la campagna e le piccole città sembrano aver acquistato di nuovo importanza, anche se in Italia abbiamo la fortuna di avere città di dimensioni contenute, belle e sane. Le città come le nostre devono essere tutelate, il nostro patrimonio edilizio dev’essere riqualificato per migliorarne le performance, dalla scuola, alla sanità, alle abitazioni; la mobilità può sicuramente essere migliorata, così come le emissioni di CO2, ma siamo ancora in una situazione in cui si può fare molto per migliorare la vivibilità dell’ambiente che ci circonda.”

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Chiesa di Santa Maria Goretti a Mormanno, in Calabria

Dunque, la formazione può aiutare a migliorare il nostro ambiente?

“Per riassumere, penso che la formazione abbia un ruolo cruciale nello sviluppo di una cultura della sostenibilità. Soprattutto lavorando con giovani tra i 20 e i 25 anni, che progettano senza i vincoli professionali, possono liberarsi energie creative davvero brillanti, che portano a progetti originali. Come Tecla, un’abitazione circolare, creata con materiali naturali e riciclabili, locali, stampata in 3D. Il primo esemplare di Tecla è a Massa Lombarda, in Romagna, ed è un passo in più verso l’edilizia sostenibile.”

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Tecla è una costruzione in materiali naturali e riciclabili, stampata in 3D, i primi esempi sono a Massa Lombarda, in Romagna