All’ADI Design Museum, il rapporto tra architettura e design nella visione di due grandi protagonisti: Alessandro Mendini e Marco Zanuso

Una nuova mostra all’ADI Design Museum, a cura di Pierluigi Nicolin, Gaia Piccarolo, Nina Bassoli e Maite García Sanchis, mette a confronto i due grandi protagonisti del design e dell’architettura italiani, attraverso i lavori di architettura e i prodotti di design.

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L’allestimento comprende dodici capitoli, sei più sei, che si sviluppano lungo lo spazio centrale del museo. Comfort, Nuova Estetica, Grande Scala, Costruzione Modulare, Innovazione e Muri in Pietra le sezioni dedicate a Marco Zanuso; Alchimie, Global Toys, Decorazioni, Musei, Case, Testo e Immagine quelle dedicate ad Alessandro Mendini. A conclusione del percorso, un’installazione speciale negli spazi dedicati ai premi del Compasso d’Oro alla carriera. Qui, due episodi offrono la vista degli iconici ritratti ad opera di Roberto Sambonet, e una sintesi della vita e delle opere dei due protagonisti.

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Marco Zanuso, all’interno di ADI, ha avuto un ruolo e peso culturale importante. A partire dalla sua presidenza, dal 1966 al 1969, non contando le sue presenze in giurie, commissioni, convegni e congressi. ADI e il suo premio, tra le altre cose, hanno attribuito ben sette Compassi d’Oro a Zanuso (compreso quello alla carriera). Questo non significa che ADI abbia trascurato la figura di Mendini e il suo lavoro, come testimoniano i tre Compassi d’Oro, di cui uno alla carriera. “Altrettanto certamente, nella storia del Compasso d’Oro, la rappresentazione del mondo radical è minoritaria se non addirittura episodica”, spiega Luciano Galimberti, Presidente ADI. 

Scopri la mostra su Alessandro Mendini al Museo di Groningen, a cura dello stesso Mendini

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Il design italiano e i suoi protagonisti/antagonisti

“Oggi, ADI e il suo museo hanno il dovere, oltre che l’opportunità, di offrire una riflessione accurata e originale su come il design italiano sia una reale sintesi di emozioni e regole”, continua Galimberti. Una mostra su questi due protagonisti è dunque l’occasione di aprire una riflessione più ampia sul ruolo del design italiano, riconoscendo agli antagonisti il merito di aver fatto grande il design italiano proprio attraverso questo antagonismo.

Spiega Pierluigi Nicolin, che ha curato l’allestimento: “Dedicata all’opera di due protagonisti del design italiano, la mostra è un omaggio alla loro straordinaria attitudine ad affrontare le sfide e i temi della progettazione. Le prove della ferma determinazione di entrambi sono esposte in un percorso che ne illustra la capacità di esaltare il rapporto tra design e architettura, affrontando la relazione tra oggetti, persone e spazio abitato.”

Un percorso espositivo simmetrico a confronto

“La scena dove si svolge il confronto, continua Nicolin, è il percorso centrale, delimitato su ciascun lato da sei moduli-parete, formati da un’ingabbiatura di legno, una scaffalatura, una speciale gabbia tipografica che funge da supporto per le cose da esporre. Foto, disegni, testi, oggetti che illustrano i temi principali di ciascun autore sul lato interno, mentre il fronte esterno è dedicato agli approfondimenti e alla conoscenza più dettagliata delle cose esposte.”

Il tema che si sviluppa nel confronto tra i due ‘Maestri’ resta quello della diversità nei processi, che ripropongono ognuno a suo modo, e a distanza di qualche decennio, una questione di grande attualità, come la ricerca del rapporto tra design, architettura e ambiente. Oltrepassando a questo punto lo stesso contesto italiano, possiamo vedere come le tematiche moderniste ‘forti’ alla Zanuso e quelle postmoderniste ‘deboli’ alla Mendini, si fondano sulla capacità di invalidare le premesse da cui partono e, nel particolare ‘viaggio sentimentale’ che li accomuna, vedere come ciascuno finisca per negare a modo suo l’esistenza di un confine invalicabile alla propria esperienza. [Foto Martina Bonetti, courtesy ADI]

Marco Zanuso e Alessandro Mendini. Design e architettura
ADI Design Museum – 8 marzo – 12 giugno 2022