FontanaArte: l’eccellenza e le icone del design made in Italy nel Novecento

FontanaArte, azienda dalla notorietà planetaria, si prepara a celebrare quasi un secolo di storia. Novant’anni che hanno consentito all’azienda di acquistare una fama mondiale, e diventare un simbolo del design made in Italy. Per celebrare quest’importante anniversario, FontanaArte organizzerà diverse iniziative durante la prossima Milano Design Week, che si terrà a Milano dal 6 al 12 giugno 2022.

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Bilia, design Gio Ponti, 1932

Come prima cosa, sarà presentato l’archivio storico. La storia di FontanaArte coincide con la nascita e la diffusione del design italiano, grazie alla presenza di Gio Ponti, e alla sua istintiva promozione di una nuova unità culturale nell’era dell’industrializzazione. Ancora oggi, nel XXI secolo, l’Arte che Ponti stesso ha voluto aggiungere nel nome dell’azienda, rimane la chiave di un’identità che va oltre il prodotto di serie. Lo spirito senza tempo, in equilibrio tra arte e industria, è lo stesso che ispira la produzione contemporanea di FontanaArte.

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Luminator, di Pietro Chiesa, 1933

Le icone di FontanaArte, che compie 90 anni

Le icone di FontanaArte sono davvero moltissime, e non è facile citarne alcune senza fare torti. La storia dell’azienda, infatti, si interseca con quella di personaggi geniali e creativi come Gio Ponti, Pietro Chiesa, Max Ingrand e Gae Aulenti.  Nel loro ruolo di direttori artistici, hanno guidato l’azienda e contribuito alla nascita di progetti iconici riconosciuti in tutto il mondo. Gli arredi e le lampade di FontanaArte, per 90 anni, hanno contribuito a creare uno scenario domestico straordinario. Portando l’arte tra le mura di casa e affidando al vetro la possibilità di personificare la luce, la trasparenza e il riflesso, le lampade FontanaArte influenzano tutto ciò che gli sta intorno.

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Lampada da tavolo 1853, di Max Ingrand, del 1954

L’eleganza del vetro e l’innovazione industriale

Ciò che distingue i prodotti FontanaArte, oltre all’uso del vetro, è l’innovazione industriale di alcuni delle icone più famose nella storia del design. Bilia, progettata nel 1932 da Gio Ponti, è una lampada di straordinaria attualità. Un cono rovesciato in metallo sormontato da una sfera luminosa in vetro, due forme essenziali che danno vita a un oggetto semplice e iconico. Nel 1933, con la nuova direzione artistica di Pietro Chiesa, arriva Luminator, uno stelo che si apre verso l’alto e diffonde una luce indiretta, di grande modernità.

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Lampada Re, di Bobo Piccoli, 1968

O ancora, nel 1954, con l’arrivo di Max Ingrand, l’icona dell’abat-jour classica viene riproposta in vetro; semplicissima, essenziale, e al tempo stesso dall’immagine forte e riconoscibile. Fino ai tempi più recenti, con Uovo, di Ben Swildens, del 1972, e, nello stesso anno, il sistema Scintilla, di Piero e Livio Castiglioni, a cavallo tra la lampada decorativa e il sistema di illuminotecnica. Infine, dal 1979, con Gae Aulenti, Fontana Arte espande la sua strada verso i complementi d’arredo. Dopo il 2000, altri art director, altri passaggi di proprietà, fino a oggi, con un’azienda ancora sana e in salute, che rappresenta l’essenza del design made in Italy.

Lampada Omai, di Max Ingrand, 1954