La prima grande mostra dedicata al design di Aldo Rossi, al Museo del Novecento di Milano

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Fino al 2 ottobre 2022, il Museo del Novecento di Milano presenta la prima, grande, mostra dedicata al design di Aldo Rossi. L’architetto Premio Pritzker, infatti, scomparso prematuramente nel 1997, forse è sempre stato celebrato più per le architetture, che per i suoi progetti di design, a dispetto della produzione di prim’ordine, e molto vasta. Nella sua carriera di designer, infatti, Aldo Rossi si è cimentato con le caffettiere, gli orologi, le porcellane, le luci, i tappeti, oltre, naturalmente, a mobili di vario genere. La mostra, dunque, a cura di Chiara Spangaro, con l’allestimento di Morris Adjmi – MA Architects, è l’occasione per vedere oltre 350 tra arredi e oggetti, disegni, prototipi, modelli e dipinti, che testimoniano l’attività di Aldo Rossi come designer, architetto e teorico dell’architettura.

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Nella prima sala, l’Armadio Fiorentino, con ante a scacchi, e, sulla destra, la Cabina dell’Elba, entrambi di Bruno Longoni Atelier

Nel progetto dei prodotti realizzati con diverse aziende, Aldo Rossi ha sperimentato diversi materiali, spaziando dalla produzione industriale all’alto artigianato. Le aziende con cui ha lavorato rappresentano naturalmente l’eccellenza del Made in Italy; sono aziende che hanno sempre sperimentato con entusiasmo, e i risultati sono alcuni prodotti passati alla storia, e tutt’oggi in produzione, anche dopo 40 anni.

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Caffettiere e teiere

Le “stanze” di Aldo Rossi

Il percorso è distribuito su nove sale, e in ciascuna sala prodotti di design dialogano con disegni, dipinti, opere di grafica, modelli di architettura, per esplicitare lo stretto rapporto tra design e architettura nel lavoro di Aldo Rossi. Tra la fine degli anni Settanta e il 1997 Aldo Rossi ha progettato più di 70 arredi e oggetti, molti dei quali ancora in catalogo. La sua produzione ha spaziato dalle caffettiere di Alessi, pietre miliari del design degli anni Ottanta, insieme a librerie, cassettiere, sedie e scrivanie per Molteni & C. e Unifor, fino ai mobili d’autore per Bruno Longoni Atelier, tra cui la celebre Cabina dell’Elba, del 1982.

Alcune sedie e, sullo sfondo, cassettiera Carteggio, di Molteni & C.

La mostra Aldo Rossi. Design 1960-1997 mette in evidenza lo strettissimo rapporto tra oggetto e architettura, evidente nel nucleo dedicato agli arredi ideati da Rossi per alcuni suoi edifici presentato nell’ottava sala, come la seduta per il Teatro Carlo Felice di Genova (Molteni & C/UniFor, 1990) o la sedia Museo costruita per il Bonnefanten Museum di Maastricht (UniFor, 1994) – contract ante-litteram; la settima sala illustra con grande efficacia altre sue fonti d’ispirazione. Nell’interno domestico ricostruito, infatti, sono presenti sia mobili da lui progettati, sia anonimi che lui collezionava, come una credenza ottocentesca o le caffettiere americane.

La sala con i tappeti di Aldo Rossi

Il grande merito di questa mostra è anche di avere riunito per la prima volta i lavori di design Aldo Rossi, grazie alla collaborazione di musei e archivi aziendali (Museo Alessi; Molteni Museum; archivi di Bruno Longoni Atelier d’arredamento e di Up Group); collezioni museali italiane e internazionali (Bonnefanten Museum, Maastricht; Centre Georges Pompidou, Parigi; Fondazione Museo Archivio Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, Firenze; MAXXI – Museo delle arti del XXI secolo, Roma; Università Iuav di Venezia; Triennale di Milano) e diverse collezioni private. Le foto dell’allestimento sono di Francesco Carlini, courtesy Museo del Novecento

Dal 29 aprile al 2 ottobre 2022
Aldo Rossi. Design 1960-1997
Museo del Novecento, Milano

L’interno domestico di Aldo Rossi