Early Childhood Development Center, Vosloorus, Sud Africa

A Vosloorus, in Sud Africa, Lemon Pebble Architects and Urban Designers progetta l’Early Childhood Development Center, un centro a misura di bambino

Early Childhood Development Center

A Vosloorus, in Sud Africa, Tanzeem Razak di Lemon Pebble Architects and Urban Designers progetta l’Early Childhood Development Center: un centro innovativo per l’apprendimento e l’assistenza di bambini dai tre mesi ai sei anni.

L’edificio manifesta un dinamico gioco di volumi e colori vivaci offrendo numerosi spazi, sia aperti che chiusi, a misura di bambino. L’Early Childhood Development si presenta, dunque, come una struttura stimolante, sicura e sostenibile pensata per ospitare circa 120 bambini.

Il progetto di Lemon Pebble Architects and Urban Designers

Una costruzione a torre e una facciata colorata e giocosa caratterizzano l’ingresso dell’edificio donando alla struttura carattere e un forte senso di appartenenza alla comunità locale.

L’Early Childhood Development Center si sviluppa su un asse centrale principale, dal quale si accede alle aule e alle aree gioco, esterne o interne, e da assi secondari dai quali si arriva ai servizi e agli uffici amministrativi.

Early Childhood Development Center

I volumi grandi e piccoli dell’edificio differenziano le aree comuni dagli spazi per l’apprendimento. Le aule, inoltre, sono a colori per facilitare i bambini a individuare la propria classe di appartenenza. Infine, finestre e sedili ad altezza ridotta consentono agli alunni di essere partecipanti attivi durante le lezioni.

Early Childhood Development Center Le superfici interne ed esterne, colorate e decorate con opere d’arte di artisti locali, donano alla struttura un’identità forte e un naturale senso di appartenenza alla comunità locale. Gli spazi interni sono flessibili e di facile utilizzo. La sala mensa dei bambini, per esempio, può trasformarsi in sala da pranzo per eventi comunitari più ampi.

La realizzazione dell’Early Childhood Development ha coinvolto diversi esperti in materia di apprendimento. Per la sua realizzazione, inoltre, è stato utilizzato il 30% della manodopera locale. Artisti e piastrellisti del posto, infatti, si sono formati grazie a un ciclo di workshops, sostenuto dalla comunità e approvato dal dipartimento di sviluppo sociale.

[Testo Arianna Callocchia/Foto Tristan Mclaren]

 

 

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