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Simone Micheli e l’architettura del benessere

Simone Micheli, architetto di fama internazionale, fin dall’inizio della sua carriera ha sottolineato l’importanza di un’architettura a misura d’uomo, che stimoli la sensorialità. Con lui abbiamo parlato di architettura del benessere, e di ciò che implica progettare intorno all’uomo.

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Atomic Spa, foto di Jürgen Eheim

Simone Micheli, cosa si intende, quando si parla di architettura del benessere?

Con architettura del benessere, io intendo un’architettura consapevole che il progetto debba essere cosciente della sua collocazione temporale e geografica, per soddisfare i bisogni effettivi. La maggiore attenzione all’ambiente, che fortunatamente caratterizza la nostra epoca, deve trovare una risposta effettiva, rispondendo ad aspettative reali.

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i-Suite Hotel, Rimini, foto di Jürgen Eheim

La qualità del tempo è uno dei beni più preziosi della nostra quotidianità, e io come architetto sento il desiderio di offrire spazi che permettano a chi ne fruisce di trascorrere il tempo nel miglior modo possibile. Penso che siamo tutti parte di un grande organismo vivente, in movimento, dove ogni elemento deve relazionarsi con gli spazi circostanti, per costruire un complesso che funzioni in armonia.

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Aquatio Cave Luxury Hotel & SPA, foto Jürgen Eheim

L’architettura del benessere, quindi, non è solo l’architettura degli spazi dedicati al benessere, come spa o centri benessere, ma qualsiasi progetto deve tendere a migliorare la qualità degli ambienti, quindi della vita di chi vi trascorre il proprio tempo.

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i-Suite Hotel, Rimini, foto di Jürgen Eheim

Come si realizzano progetti di architettura per il benessere?

Come per qualsiasi tipo di lavoro complesso, in un progetto di architettura bisogna porre attenzione ai vari fattori e alla loro relazione. Elementi di importanza fondamentale sono quindi i materiali utilizzati, le loro peculiarità; è necessario conoscere la psicologia del colore e della forma, immaginando l’effetto di una determinata composizione. Infine, è fondamentale indagare le effettive necessità di chi commissiona l’opera e di chi la utilizzerà, nonché l’interazione con il contesto circostante.

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Barcelò Milan Hotel, foto di Maurizio Marcato

L’architettura del benessere è una tendenza in crescita nel panorama progettuale contemporaneo?

Finalmente, comincia ad essere riconosciuto il valore dell’architettura nella costruzione di uno spazio a misura d’uomo. Edifici, oggetti, aggregati urbani nascono dalle esigenze di chi li utilizzerà, e si strutturano grazie a un obiettivo comune e condiviso tra una molteplicità di attori: progettista, committente e utente. La maggior consapevolezza che caratterizza l’uomo nell’epoca contemporanea, la sua necessità di benessere nonostante la frenesia e il poco tempo a disposizione, quindi, si riflettono nella costituzione dell’opera.

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Aquatio Cave Luxury Hotel & SPA, foto Jürgen Eheim

Che cosa si augura per il futuro?

Mi auguro che le nuove tecnologie permettano a tutti di informarsi, e approfondire la propria conoscenza, affinché ci sia sempre spazio per un pensiero critico e autonomo. Auguro ai nuovi progettisti di avere coraggio per innovare, fare nuove proposte, per creare spazi più soddisfacenti, in cui il benessere sia il punto di partenza e non di arrivo. (Chiara Sgreccia)

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Simone Micheli, foto di Rossano Maniscalchi.

(Nella foto in evidenza, Spa Privata a Sarajevo, foto di Jürgen Eheim)

SimoneMicheli.com


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Mondo Mendini: la mostra su Alessandro Mendini al Groninger Museum

Per il venticinquesimo anniversario, il Groninger Museum organizza una mostra dedicata al suo progettista, Alessandro Mendini. La mostra sarà a cura dello stesso Mendini, che vi ha lavorato prima della sua scomparsa, avvenuta lo scorso febbraio. Un’occasione per approfondire la conoscenza del Maestro italiano e per vedere una delle più interessanti opere dell’architettura contemporanea.

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Il Groninger Museum (Foto Ralph Richter)

Mondo Mendini - The World of Alessandro Mendini ospita naturalmente i suoi lavori, ma un’ampia sezione è dedicata anche a opere di designer e artisti con cui sentiva affinità, e da cui ha tratto ispirazione. Un viaggio nelle arti visive, design e architettura attraverso una selezione di circa 200 oggetti.

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Anna G, cavatappi di Alessandro Mendini per Alessi, 1994.

Tra i lavori in mostra, non può mancare una Poltrona di Proust, qui in una versione alta 3 metri, direttamente dalla Fondation Cartier. Sempre tra i progetti più noti, il cavatappi Anna G, progettato nel 1994 per Alessi, ispirato dalla designer Anna Gili. La mostra presenta l’attività di Mendini a tutto campo, spaziando dalla gioielleria all’architettura, dagli oggetti per la casa alle sculture.

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La Poltrona di Proust, foto Marten de Leeuw

La rassegna include lavori di artisti e designer del passato, scelti tra quelli che hanno ispirato maggiormente il suo lavoro. Tra questi, opere di Paul Signac, Wassily Kandinsky, Henri Matisse e Oskar Schlemmer, architetture di Theo van Doesburg e Gerrit Rietveld, oggetti di designer italiani come Gio Ponti, Michele De Lucchi e Gaetano Pesce, e dipinti dell’artista americano Peter Halley.

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Scalone al Groninger Museum, foto Peter Tahl.

Il Groninger Museum è tra le architetture più note di Alessandro Mendini. Inaugurato nel 1894, tra il 1987 e il 1994 sono stati progettati i nuovi edifici che lo ospitano. Alessandro Mendini, incaricato del progetto, coinvolse nel progetto Philippe Starck, Michele De Lucchi e lo studio austriaco Coop Himmelb(l)au.

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Il Groninger Museum (Foto Erik e Petra Hesmerg)

Di Michele De Lucchi (con la collaborazione di Ferruccio Laviani e Geert Koster) è il progetto del padiglione di storia e archeologia, ispirato alle mura delle fortificazioni che sorgevano in origine sul sito. Philippe Starck, con l’architetto olandese Albert Geertjes, ha invece progettato il padiglione delle arti applicate. Il complesso del Museo comprende anche il Mendini Pavilion, e il padiglione degli architetti austriaci dello studio Coop Himmelb(l)au.

Nel 2010, alcune aree del progetto sono state rivisitate da designer internazionali. All’ingresso, è stato collocato un Info Center, progettato da Jaime Hayon; prospiciente l’Info Center, la Job Lounge, del duo di Anversa Studio Job - che ha diverse opere nel museo. Il designer olandese Maarten Baas ha invece ridisegnato completamente il Mendini Restaurant, con alcuni arredi disegnati appositamente per il ristorante, basati sulla sua collezione Clay.

Mondo Mendini - The World of Alessandro Mendini, Groninger Museum, dal 12 ottobre 2019 al 5 maggio 2020

Il ritratto di Alessandro Mendini è di Carlo Lavatori

Info: Groninger Museum


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Milano Design Week 2019: tendenza vetro

Il vetro è un materiale che si può apprezzare per tanti motivi. È naturale e riciclabile, virtualmente all’infinito, pur se con diversi accorgimenti e tecniche differenti. Grazie a differenti tecniche di lavorazione, il vetro può assumere aspetti molto diversi, con decorazioni e colori che esprimono l’elevato livello di tecnologia intrinseco nel materiale stesso. Dalla Milano Design Week 2019, alcuni prodotti e installazioni di eccellenze del vetro.

Stand Glas Italia al Salone del Mobile.Milano 2019

Il vetro ispirato dalle antiche tradizioni da Fiam

La ricerca tecnologica di Fiam, per esempio, ha permesso di creare il vetro lamellare DV, con cui Roberto + Ludovica Palomba hanno progettato la collezione Waves, che usa il vetro anche come sostegno di un piano in noce canaletto, per un tavolo-scultura declinato in vari formati.

La continua ricerca condotta da Fiam dal 1973, ha prodotto icone del design italiano, come la poltrona Ghost di Cini Boeri, e continua a reinventarsi, con elementi di arredo sempre più sorprendenti, come il tavolo Cannage, di Emmanuel Gallina, o il tavolo Coral Beach, di Mac Stopa, in cui la dimensione tattile domina il materiale.

Cannage riprende la trama della paglia di Vienna, in un gioco che esalta la superficie in 3D del vetro, mentre Coral Beach si ispira alla sabbia battuta dall’acqua, in un movimento ricostruito grazie alla lavorazione tradizionale unita alla stampa 3D.

L’architettura d’interni di Glas Italia

Fondata in Brianza all’inizio degli anni Settanta, Glas Italia produce collezioni di arredamento e interior design, in cristallo, sviluppando l’esperienza di una vetreria di famiglia centenaria. L'azienda si avvale delle tecnologie più avanzate, per prodotti di qualità sempre più elevata: incollaggi con tecniche UV, stampe digitali su grandi lastre,  incisioni a rilievo, sabbiature, tempera e stratifica con pellicole colorate, stoffe e reti metalliche.

Punta sul colore e sull’accostamento tra materiali diversi il tavolino LA Sunset, di Patricia Urquiola, dalla struttura in tubo metallico verniciato con il piano in vetro stratificato, con fondo a specchio. I colori si fondono come fluidi, senza soluzione di continuità tra struttura e piano.

Tavolino LA Sunset, di Patricia Urquiola per Glas Italia

Sempre da Glas Italia, la serie Sherazade Patchwork, di Piero Lissoni, reinterpreta porte e pareti con una rivisitazione delle “vetrate cattedrale”. Porte e pareti sono divise a riquadri rettangolari, che accostano colori differenti, per un effetto “Bauhaus”, o creano pareti in vetro trasparente, per isolare gli ambienti senza separare.

Le tecniche antiche recuperate da Wonderglass

Wonderglass, azienda inglese fondata nel 2012 dagli italiani Christian e Maurizio Mussati, recupera antichissime tecniche di lavorazione come il vetro colato, reinterpretate da designer contemporanei.

Collezione di vasi Alcova, di Ronan & Erwan Bouroullec per Wonderglass

Il vetro colato e fuso e la luce sono il filo conduttore della produzione di Wonderglass, che crea piccole opere d’arte come i vasi della serie Alcova, di Ronan & Erwan Bouroullec, o luci di grande effetto, come quelle di Marcel Wanders presentate a Milano nel 2017.

Un’intera collezione di arredi in vetro colato, inclusi poltrone, lampadari e tavoli, è quella progettata da Nendo per il 2019, presentata con un’installazione di grande impatto scenografico all’Istituto dei Ciechi, durante la Milano Design Week. Lo spirito “teatrale” è una costante delle installazioni di Wonderglass, specializzata nella realizzazione di pezzi speciali per grandi spazi pubblici.

Tonelli Design: il vetro strutturale

Lastre di vetro di forte spessore, saldate e incollate, sono alla base dei progetti di Tonelli Design, azienda pesarese nata nel 1988. Tecnologia di precisione e collanti speciali, che permettono di lasciare il vetro completamente trasparente, consentono di avere mobili e complementi di grande effetto, oltre che dalle funzionalità inaspettate.

Libreria Paradigma, di De Bona/De Meo per Tonelli Design

Per il 2019, Tonelli Design ha presentato Paradigma, di De Bona/De Meo, una libreria freestanding di grandi dimensioni, formata da una griglia centrale in vetro e da una “cornice” di lamiera sottile a incastro, ad arco o a cerchio completo. Emilio Nanni, invece, ha pensato all’ortogonalità e su questa base ha progettato Sestante, una collezione di tavoli, consolle e panca dalla struttura modulare che consente molte e diverse configurazioni, ed è disponibile anche con grafica stampata in digitale.


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Milano Design Week 2019: il Gruppo Saviola e l'economia circolare

DDN Phutura, l’evento di Design Diffusion durante la Milano Design Week 2019, ha visto diverse installazioni, su molti temi di attualità in architettura e design. L’economia circolare era il filo conduttore di Metamorphosis Experience, l’installazione del Gruppo Saviola che illustrava il viaggio di un pannello di truciolare realizzato negli stabilimenti del Gruppo.

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Installazione Metamorphosis, del Gruppo Saviola, a DDN Phutura 2019.

Il Gruppo Saviola

Realtà tra le più interessanti dell’industria italiana, attualmente il Gruppo comprende diverse aziende, di cui alcune sono in Italia, mentre altre sono sparse per il mondo. Il fatturato consolidato piazza il Gruppo tra le prime 300 aziende italiane, e tra i leader mondiali del settore.

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Installazione Metamorphosis, del Gruppo Saviola, a DDN Phutura 2019.

Il Gruppo Saviola pratica un’autentica economia circolare fin dal 1963, quando la parola “ecologia” non era ancora diffusa come oggi. Il fondatore già allora ebbe l’idea di riutilizzare legname di scarto o già usato, per creare pannelli nuovi ed evitare così sprechi di materiale.

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Installazione Metamorphosis, del Gruppo Saviola, a DDN Phutura 2019.

L'economia circolare del legno

Oltre 60 anni fa nell’azienda c’era già la consapevolezza che anche il legno di un vecchio armadio potesse diventare la base per un armadio nuovo, in un ciclo potenzialmente ripetibile all’infinito. Poi quella coscienza si estese ad altre aziende, creando così un network per la raccolta del legno da riciclare, e produrre pannelli impiegando solo legno già usato. In seguito, Saviola ha messo a punto resine a ridotto impatto ambientale, e infine un sistema per ricavare energia pulita dall’intero processo.

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Installazione Metamorphosis, del Gruppo Saviola, a DDN Phutura 2019.

I pannelli di truciolare nobilitato interamente riciclati

I pannelli che derivano da questo processo sono i primi certificati FSC 100% recycled e, oltre ad essere sostenibili, offrono una gamma molto ampia di finiture e colori, che consentono ad architetti e designer di liberare creatività nei loro progetti, rispettando l’ambiente al tempo stesso.

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Installazione Metamorphosis, del Gruppo Saviola, a DDN Phutura 2019.

L’installazione, su progetto del studio Garbugli Design, ha guidato i visitatori attraverso un percorso in quattro tappe, che corrispondono ai passaggi di lavorazione di un pannello nobilitato del Gruppo Saviola, un esempio concreto di upcycling completo. 

Per info: GruppoSaviola.com


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Milano Design Week 2019: Tailandia e design sostenibile

Slow hand Design

A cura di Eggarat Wongcharit

Anche nel 2019, la Tailandia ha partecipato alla Milano Design Week. DITP ha presentato gli oggetti premiati da DEmark, che premia oggetti che interpretano la tradizione artigianale tailandese coniugandola con le nuove tecnologie. Gli oggetti di nuova generazione coniugano la manualità con le nuove tecnologie, per una produzione ad alto valore aggiunto, che si può applicare anche a volumi industriali, per mescolare artigianato e industria. Il valore aggiunto del design è dunque nell’applicare le tecnologie del futuro alle lavorazioni tradizionali, per una produzione sempre più sostenibile.

Craft Intelligence (C.I.)

Manualità, artigianato, creatività umana non saranno mai sostituiti del tutto dall’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale può velocizzare e spingere nel senso di un’automazione sempre più avanzata, ma l’anima del progetto e dell’oggetto rimarranno la sensibilità e la creatività che solo l’uomo può imprimere.

T-STYLE - Thai design

T-Style celebra l’artigianato tailandese, e la sua capacità di trarre il meglio da ciò che l’agricoltura non può più utilizzare. Il tempo e l’abilità manuale, insieme, danno vita a prodotti unici, come nella mostra“Fine Craft”, una rassegna dedicata agli oggetti di artigianato tailandese realizzati con materiali riciclati, dall’agricoltura e da altre lavorazioni. Il riciclo e il riuso sono abitudini ormai acquisite in Tailandia, e i prodotti "Thai style" sono di ottima fattura e qualità, oltre che sostenibili.

Thai style: design sostenibile

A Ventura Future, presso Base-Ex-Ansaldo, dal 9 al 14 aprile 2019, Slow Hand Design e T-Style hanno esposto vari prodotti realizzati con questi nuovi materiali. Le mostre, organizzate da Thailand Office of Innovation and Value Creation, Thai Trade Center, Milano, e da Department of International Trade Promotion (DITP), e Ministry of commerce della Tailandia, hanno visto la partecipazione dei seguenti designer:

Slow Hand Design

  • Labrador, Barketek, FLOW,
  • Saprang, Takehomedesign, DOTS design studio,
  • Salt and pepper design studio, Plural Designs,
  • Kenkoon, Bioware, DYE DEE, DOITUNG, Mobella,
  • Pasu it’s alive, Prempracha's, DEESAWAT, Vincita, Samphat Gallery
  • WOODOURZ, Abearable, ARTWORK, La Orr, Dos Life

T-Style

  • Carpenter Studio, Play, Getnature, Nuaynard, BASIC TEEORY, Para,
  • Stories of Silver & Silk, DOITUNG, La Orr, QOYA, Fulame, Lamunlamai,
  • PATAPiAN, Trimode, DEWA 2019


Per info
DEmark Award
CreativeThailand


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Clerkenwell Design Week compie 10 anni

Clerkenwell Design Week, che si tiene ogni anno a Londra nel mese di maggio, compie 10 anni nel 2019. Nata 10 anni fa come piattaforma per promuovere il design indipendente, all'edizione 2018 ha accolto oltre 34 mila visitatori e 300 espositori, designer e brand emergenti e aziende di grande fama, tra cui Cappellini, Kvadrat e Moroso, solo per citarne alcune.

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Clerkenwell Design Week 2017 - CDW Design Fields

Nuova grafica per i 10 anni di CDW

Per celebrare il decimo anniversario, dal 21 al 23 maggio 2019, CDW ha lanciato una nuova campagna creativa, che presenta il lavoro del duo dei fratelli Cai e Kyn, i designer che hanno creato la prima identità in assoluto per la Clerkenwell Design Week nel 2010. Inoltre, in tutto il quartiere saranno sparse 10 candele giganti, alte 3 metri, che come fari guidano attraverso i percorsi punteggiati di showroom, studi e varie mostre.

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Clerkenwell Design Week 2014 - CDW Presents - Foto di Sophie Mutevelian

Le iniziative di CDW

Tra le iniziative di rilievo di Clerkenwell Design Week, CDW Presents è una selezione di installazioni site specific, che nel 2019 si ispira alla storia di Clerkenwell, ricca di episodi a volte anche dall'atmosfera dark. Inoltre, Lansdown’s London ospiterà una serie di percorsi storici tra orologiai e distillerie di gin, per entrare ancora di più nell'atmosfera di Clerkenwell.

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Clerkenwell Design Week 2015 - CDW Presents - Foto di Sophie Mutevelian

Gli showroom

Dai 40 showroom della prima edizione del 2010, nel 2019 saranno oltre 100 gli showroom coinvolti nella kermesse. Tra questi, possiamo citare Arper, Allermuir, Andreu World, Deadgood, Ceramiche Caesar, Flokk, Forbo, Knauf, Mapei, e altri ancora.

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Clerkenwell Design Week 2014 - Design Factory - Foto Jim Stephenson

Le mostre

Sono sette le mostre principali della Clerkenwell Design Week, ognuna con una sua identità e un tema dedicato, e ospitate in luoghi diversi.
Procedendo in area Clerkenwell da nord a sud, le mostre che si incontrano sono:
Design Fields - design contemporaneo
Platform - nei sotterranei della House of Detention, designer emergenti - è anche un'occasione per visitare l'ex-carcere.
Project - dedicato al contract
British Collection - arredamento nella suggestiva location della Cripta della Chiesa di St. James.
Detail - dedicato all'interior luxury
Elements - accessori e finiture per interior design
Light - installazioni luminose e nuovi prodotti di illuminazione

Nella gallery, alcune immagini dalle varie edizioni di Clerkenwell Design Week

Info: ClerkenwellDesignWeek.com


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ICFF New York: il design in Nord America

Torna a maggio 2019 la 31esima edizione di ICFF-International Contemporary Furniture Fair, la più importante fiera dedicata al design in Nord America. L’edizione 2018 ha visto oltre 900 espositori, di tutti i settori merceologici che ruotano attorno all’arredamento e all’architettura di interni, mobili, arredo bagno, cucina, illuminazione, pavimenti e rivestimenti, tessuti e carte da parati.

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ICFF 2018

Il pubblico è altamente specializzato, formato per la maggior parte da architetti, interior designer,  sviluppatori immobiliari, e creativi in generale. Inoltre, una buona percentuale dei 38 mila visitatori è formata da rivenditori, e l’ultimo giorno è aperto al pubblico generico. ICFF è parte di NYCxDesign, la settimana ufficiale del design di New York.

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ICFF 2018, Ligne Roset

Una sezione di ICFF, ICFF Gallery,  è dedicata alle gallerie di arte e design. Oltre 60 tra gallerie, artisti e designer, presentano le loro creazioni di arte e design, sculture, opere tessili e altro ancora.  Qui trovano posto anche le edizioni limitate, e gli oggetti di alto artigianato.

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ICFF Gallery 2018

ICFF Contract è una sezione che si è aggiunta negli ultimi anni, in cui espongono le migliori soluzioni per gli spazi commerciali, rivestimenti per pareti, pavimenti, illuminazione e arredamento. Tra gli espositori si possono citare Arper, Bernhardt Design, Blå Station, Humanscale, Kartell, Loftwall, Materia, Poppin e Scandinavian Spaces.

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ICFF 2018, CC Tapis, Saba and Hagit Pincovici

Torna anche nel 2019 ICFF Studio, il concorso organizzato con Bernhardt Design, giunto alla 14esima edizione. ICFF Studio offre a giovani designer la possibilità di avere visibilità presso un'ampia platea di professionisti e aziende.

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ICFF Studio 2018

Infine, anche a New York sarà presente Ventura Projects, con Ventura New York - the Dutch edition, la collettiva organizzata da Organisation in Design, che porta a ICFF il meglio del design olandese, 17 designer e aziende dall’Olanda, emergenti e già famosi.

Appuntamento a New York, Jacob Javits Center, dal 19 al 22 maggio 2019.

Info: ICFF.com


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I blogger e i trend dal Salone del Mobile.Milano 2019

6 blogger a caccia di trend. DDN Blog e altri 5 blogger internazionali - Italianbark.com, Trendstefan.se, Thatscandinavianfeeling.com, Passionshake.com e Interiorsdesignblog.com - hanno visitato il Salone del Mobile.Milano 2019, individuando diversi trend per il prossimo anno. Eccoli di seguito.

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I blogger, da sinistra in alto: Roberta Mutti (DDN Blog), Ula Michalak (Interiorsdesignblog.com), Francesca Russo, Stefan Nilsson (Trendstefan.se), Agatha Dimmich (Passionshake.com), Elisabetta Mattiello (Italianbark.com), Ingrid Opstad (Thatscandinavianfeeling.com).

Il colore verde si conferma

Come già anticipato da DDN Blog nel mese di gennaio, il verde era ampiamente diffuso al Salone del Mobile 2019. Profusione di verde da Flou Natevo, con tessuti e pelli in diverse tonalità, come il verde scuro del divano a due posti Binario, di Pinuccio Borgonovo. Verde erba per il divano componibile outdoor di Nardi, che può assumere infinite configurazioni con estrema facilità, grazie a una tecnica di montaggio a incastro, estremamente semplice.

Il colore arancio si affaccia

L’arancio è il colore emergente del Salone 2019. Sempre da Flou Natevo, arancio brillante per i rivestimenti di letti e divani. Kartell, nelle “Windows” di Ferruccio Laviani, ha suggerito l’arancio per la sedia Venice, di Philippe Starck, e per i contenitori Sound-Track di Ludovica + Roberto Palomba, e Eur, di Fabio Novembre.

Il vintage: sempre protagonista

Che sia un mood, una riedizione, un’ispirazione, il vintage è sempre molto presente nell’arredamento. Edizioni De Padova ha proposto una riedizione della poltrona Wingback, disegnata da Paul McCobb nel 1956. Di ispirazione vintage è anche la poltrona Gentleman, di Marcel Wanders per Poliform, che evoca eleganza d’epoca già nel nome, e si conferma nelle forme morbide e accoglienti. Mood vintage anche per il daybed di Elisa Ossino per De Padova; è invece una riedizione il tavolo Carlo, progettato da Tono Morganti nel 1989.

Materia e materiali

La ricerca sui materiali si esprime sia nelle decorazioni, sia nella ricerca tecnologica, che permette di ottenere risultati sorprendenti. Il tavolo Henry di Poliform diventa quasi una scultura con il piano di marmo nero Sahara e la struttura in olmo nero. French Concession - questo il nome del tavolo disegnato da Piero Lissoni per l’Hotel The Middle House di Shanghai e prodotto da De Padova - impiega invece Corian bianco per un progetto che sfida la gravità e si regge statuario su un unico piede conico centrale.

Tecnologia e informatica

Tecnologia significa intelligenza applicata alla progettazione, ma non solamente automazione e intelligenza artificiale. Le porte di ADL,  azienda del gruppo Boffi-De Padova-Ma/U-ADL sono lavori di altissima tecnologia, con profili sottilissimi  (36x38 mm), che reggono pareti mobili larghe fino a 7 metri, e binari che assicurano uno scorrimento estremamente fluido. La tecnologia di Kartell ha invece consentito a Philippe Starck di progettare la prima sedia elaborata da un software su input immessi dall’uomo. Il risultato è la sedia A.I. (Artificial Intelligence), una sedia che riassume i requisiti richiesti in una forma progettata direttamente dal software Autodesk, che consente di ridurre drasticamente i tempi di prototipazione e messa a punto.

Outdoor in espansione

L’arredo per esterni ormai da qualche anno si conferma una nuova frontiera nel design dell’arredamento. Nardi Outdoor ha sviluppato un sistema di divani e poltroncine, Komodo, che cambia configurazione facilmente, grazie a un sistema di incastri di braccioli, schienali e sedute, in plastica, in moltissimi colori, come molti sono i colori dei rivestimenti.


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Milano Design Week 2019: Isola Design District

Unlimited Design, è il tema che guida Isola Design District 2019, giunto alla terza edizione. Un messaggio chiaro: il design sotto ogni forma. L’obiettivo del distretto, uno dei più recenti nella storia dei distretti del design milanese, è di affermarsi come comunità di designer e studi emergenti, con un focus su ricerca e innovazione, coniugando artigianalità e nuovi materiali.

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DesignByThem, collezione Cabin, Isola Design District.

Design e innovazione

La tecnologia e il design innovativi di 3M sono alla base dell’installazione sulla vetrata posteriore di Stecca 3.0, l’evento protagonista della zona Isola. Paola Silva Coronel, architetto e consulente 3M, e Byron Trotter, specialista in sviluppo del prodotto presso 3M, hanno progettato un “tavolo da disegno”, sui cui saranno presenti tutte le finiture 3M.

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Studio Apeiron, Isola Design District

La location di via de Castillia 26 ospiterà quest’anno un autentico Design Village, con diversi progetti innovativi. Qui, alla Stecca 3.0, si potrà bere in un bar interamente stampato in 3D, progettato da Caracol Studio, realizzato con biopolimeri di derivazione naturale, biodegradabili, e illuminato dalle lampade Superloop di Delta Light.

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Isola Design District Fioroni

Unlimited Design Talks

Stecca 3.0 ospiterà anche eventi quotidiani, a partire dagli Unlimited Design Talks: sei giornate di formazione con talk, approfondimenti e workshop organizzate da The District - una piattaforma online dedicata ai designer per facilitare la ricerca di collaboratori e opportunità in campo creativo - riguardanti diverse aree tematiche legate al design, tra cui manifattura digitale, illustrazione, prodotto. La sera, invece, darà spazio all’intrattenimento con gli eventi curati da Nicola e Giulio Nicoletti di 24 PR & Events, in collaborazione con Eat Urban, il festival di street food urbano e musica elettronica. Tra gli sponsor, Nastro Azzurro.

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Isola Design District, Ocean Drive di April Key

Milan Design Market

Tra le varie location di Isola Design District, ci saranno vari allestimenti con collezioni di arredamento, illuminazione e altro ancora, come il Milan Design Market. In via Pepe 36, sarà presente anche lo Studio Apeiron, che esporrà la sua nuova linea di arredi sperimentali ecosostenibili e in affitto, al costo di 1 solo euro al giorno: una tendenza internazionale che sta rivoluzionando il mercato dell’arredamento, assieme all’immobiliare.

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Isola Design District, Milan Design Market

Sempre in materia di sostenibilità, nello showroom Rivaviva di via Porro Lambertenghi saranno protagonisti i progetti di arredamento rispettosi dell’ambiente, che si arricchiscono della nuova linea di pezzi unici dell’artista Maurizio Nazzaretto  e dell’interior designer Alessandra Taravacci.

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Tavolo di Maurizio Nazzareno, da Rivaviva, Isola Design District

ADI a Palazzo Lombardia

Il Belvedere di Palazzo Lombardia ospita la mostra “LightRevolution. Il design che illumina la vita”, realizzata da ADI - Associazione del Design Industriale - delegazione Lombardia. Prodotti e immagini legati alla luce, provenienti dalle selezioni del Compasso d’Oro, costruiscono un percorso iconografico sull’evoluzione delle fonti luminose nel tempo. Il Belvedere sarà aperto al pubblico da martedì a giovedì dalle 18.30 alle ore 23.00, venerdì dalle ore 16.00 alle ore 23.00, sabato e domenica dalle 11.00 alle ore 23.00.

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Isola Design District, Ocean Drive di April Key

La Fabbrica del Vapore

Infine, la new entry 2019 di Isola Design District è la Fabbrica del Vapore, location storica della Milano Design Week, con diversi appuntamenti, come Paratissima, dedicato all’arte e al design; Design No Brand, un’esposizione curata da Milano Makers, dedicata all’economia circolare; Design delle Parole, un’installazione dell’artista Marco Nereo Rotelli con Alessio Bertallot, e altro ancora.

IsolaDesignDistrict.com


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Fuorisalone 2019: Marc Ange, il designer “del piacere, del sogno e della bellezza”

Bloom Room non è un nome che si cita spesso, ma è molto più noto di quanto ci ricordiamo. Infatti, è il nome dello studio di design di Marc Ange, designer nato a Roma e cresciuto a Parigi, che dopo un periodo passato a progettare auto di lusso, si è tuffato nel mondo del luxury, progettando prodotti per molti brand celebri, quali Jean-Paul Gaultier, Prada, Louis Vuitton, Ferrari, Moet et Chandon, Orient Express e altri ancora.

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Marc Ange Lamp Refuge

Nel 2017, ispirato dalla sua nuova casa in California, Marc Ange ha presentato la propria collezione di arredi al Fuorisalone nell'ambito della mostra Wallpaper Handmade, riscontrando un grande successo con Le Réfuge, l'installazione più instagrammata della Milano Design Week 2017.
Quest’anno Marc Ange torna a Milano con una nuova e inedita versione di Le Refuge e con altri arredi originali, a Palazzo Cusani, nel Brera Design District, dall’8 al 14 aprile.

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Marc Ange Lamp Refuge

Parliamo del prossimo Fuorisalone a Palazzo Cusani e della tua mostra “An Extraordinary World”: da cosa rimarranno colpiti maggiormente i visitatori?
Non è facile rispondere a questa domanda poiché le reazioni non sono prevedibili prima di aver messo in scena la mostra: la vedremo allestita!

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Marc Ange, poltrona Araignees.

Che novità presenterai?
Innanzitutto, una nuova versione di Le Réfuge: il primo pezzo della mia collezione sarà posizionato in un nuovo contesto, decisamente diverso da quello in cui è stato presentato la prima volta. Quindi ci sono una serie di tavoli ispirati a un’altra parte del mio universo da sogno…

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Marc Ange, divano Araignees.

Parliamo dunque di te e della tua attività: sono passati undici anni dalla fondazione di Bloom Room. Come si è evoluto lo studio e cos'è cambiato in questi anni?
Il tempo passa velocissimo, sono passati anni ma a me sembra sempre sempre di essere agli inizi. Quando ho avviato Bloom Room, a Parigi, mi concentravo sul mondo che conoscevo meglio in quel momento, quello dell’automobile. Da allora, lo studio si è evoluto, abbiamo aggiunto la nuova sede di Los Angeles e oggi ho la fortuna di dedicarmi anche alla creazione di oggetti, spazi e arredi. Tuttavia lo spirito originario di Bloom Room è rimasto inalterato: desideravo creare attorno a me una squadra di talenti, con personalità e know-how complementari, ma accomunati da una modalità creativa libera e aperta. E così è stato. Non è un caso che i miei tre primi collaboratori, Antonin, Isidore ed Emmanuell sono ancora al mio fianco.

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Marc Ange Tavolo Astrale

Come riesci a progettare in diversi settori?
Il fatto di non avere limiti di settore è un punto di forza; esplorare nuovi mondi rappresenta una fonte d’ispirazione che nutre le altre.
Al contrario, l'eccessiva specializzazione per me sarebbe un freno alla creatività. Ovviamente, mi affido, per ogni settore, a esperti specializzati. Inoltre, i vincoli legati a ogni oggetto o prodotto si imparano in fretta, e l’expertise acquisita nel periodo del design dell'automobile è un vero tesoro da cui attingere.

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Marc Ange Tavolo Astrale

Che tipo di creatività ti caratterizza?
Sono cresciuto in un contesto famigliare in cui la normalità non esisteva, e il mio mondo si è formato attingendo dalla realtà, dal sogno e dall'inconscio. L’arte, il cinema, i viaggi, la letteratura, la musica, gli incontri, l’architettura o la natura sono continue fonti d’ispirazione per intessere la mia tela di emozioni. Ecco perché il mio contesto creativo è piuttosto incline all’emozione. Non mi reputo un designer dell’innovazione, della tecnica o del buon utilizzo, ma un designer del piacere, del sogno e della bellezza.

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Marc Ange

Chi sono i tuoi maestri del passato?
Caravaggio, Michelangelo Antonioni, Charles Baudelaire e David Lynch. Raramente traggo ispirazione dai designer.

A cosa stai lavorando in questo momento e che altri progetti hai per il futuro?
In questo momento sto sviluppando progetti di architettura e interior design negli Stati Uniti e in Marocco, residenziali e nel settore dell'ospitalità.
Sto preparando anche nuovi pezzi per la collezione d’arredo, oltre a nuovi prodotti con grandi brand del settore luxury. (Elena Marzorati)

Marc Ange, Palazzo Cusani, dal 9 al 14 aprile 2019