Adler Lodge Ritten: la filosofia del buon ritiro

L'Adler Lodge Ritten è un rifugio pensato secondo le regole della bioedilizia e del relax

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La Main Lodge dell’Adler Lodge Ritten a Soprabolzano (BZ) è distribuita su tre livelli ben definiti: l’area wellness al piano terra, reception e area lounge al primo e ristorante al terzo

Un luogo incantato, rilassante, lontano dalla confusione di automezzi e dallo stress, a 1200 metri sldm. Si tratta dell’Adler Lodge Ritten a Soprabolzano, progettato da un team di architetti che hanno collaborato secondo i diktat della bioedilizia: materiali autoctoni e colori perfettamente aderenti alla natura circostante.

La reception dove a destra si può notare il maestoso caminetto. Il legno è il materiale che domina ovunque: da quello di abete rosso al larice non trattato, al rovere

La struttura si compone di 20 suite, 20 chalet e un main Lodge centrale di tre piani: l’area wellness con la spa, l’infinity pool, il bagno turco e molto altro occupano il piano terra; al secondo piano si trovano reception, un’area lounge e un maestoso camino centrale; al terzo piano la cucina a vista e il ristorante condotto dallo chef Hannes Pignater, cultore della cucina tirolese e amante della semplicità.

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L’interno di uno degli chalet corredato di biocamino

Gli interni dell’Adler, in particolar modo, esprimono una forte mescolanza di stili e culture. L’illuminazione è volutamente fioca e direzionata scrupolosamente. Ogni junior suite è corredata di biosauna e alcune sorgono sopra un laghetto naturale. [Text Anguilla Segura]

L’area wellness è composta da sauna, bagno turco, sala relax panoramica, piscina calda e sale per trattamenti per il corpo

Speronari Suites: le nuove suite a un passo dal Duomo di Milano

Un nuovo progetto di ospitalità, per una clientela internazionale: sono le nuove Speronari Suites, 22 stanze e appartamenti raffinati in pieno centro a Milano

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Progettate dallo studio di architettura Angus Fiori, con gli interni a cura di Francesca Attolini, le suite si distinguono per il gusto metropolitano e gli arredi confortevoli. Alla base, un’idea di Paolo Catoni e Martino Curti, di Hotel Solutions, che hanno visto nell’unione tra Speronari Suites e il bistrot El Porteno un connubio ideale, che mancava, nel centro di Milano.

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L’edificio, un palazzo milanese dell’800, è stato ristrutturato nel rispetto dell’architettura milanese. Le facciate hanno conservato l’impianto originario, ma ora sono arricchite da nuove aperture, con finestre a tutt’altezza, che offrono luce agli ambienti pur isolando acusticamente, grazie ai serramenti di ultima generazione.

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Anche per le finiture la scelta è caduta su materiali e colori neutri. I pavimenti sono in legno a grandi doghe, le scale in diverse varietà di marmi e pietre. I corridoi hanno pavimenti tessili corridoi tessili ad affetto tatami, e in alcune stanze domina il legno per gli arredi. I colori sono caldi e neutri, spaziando tra diverse tonalità di grigio e beige, con punte di giallo e ocra, come da tradizione milanese.

Per i materiali di finitura, la scelta è caduta su risorse locali, e su aziende che rispettano criteri di sostenibilità per la produzione. 

Speronari Suites: arredi su misura

Gli interni, progettati su misura da Francesca Attolini, sono caratterizzati da rivestimenti in tessuti morbidi e confortevoli, in colori caldi. Gli arredi delle stanze non sono omogenei, ma si differenziano per colori e pattern nei tessili di Dedar. Oppure diventano ancora più essenziali, con legno e metallo, per un gusto ancora più metropolitano.

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L’illuminazione delle zone comuni, come i corridoi, utilizza luci incassate Kreon. Le stanze accolgono lampade di Zava, e alcune di Tom Dixon, che ha fornito anche molti accessori.

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A completamento delle stanze, Speronari Suites offre palestra e spa, con macchinari Technogym e sauna Starpool

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Aperto anche al pubblico esterno, è il bistrot-ristorante argentino Porteno Gourmet, che affiancherà lo spirito argentino all’allure milanese. 

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FIMI 2019: incontro tra India e Made in Italy

Messe Frankfurt Italia presenta l’ottava edizione di FIMI, il forum sull’internazionalizzazione  del Made in Italy, quest'anno dedicato all’India

Il 10 dicembre 2019, Messe Frankfurt Italia, in collaborazione con Design Diffusion World, presenta negli spazi della Fondazione Catella di Milano, in via Gaetano de Castillia 28, l’ottava edizione di FIMI, Forum Internazionalizzazione del Made in Italy, sul tema “India e Made in Italy. Tecnologia e Design in una nuova prospettiva di mercato”.

FIMI 2019 alla scoperta dell’India

L’evento illustra le caratteristiche territoriali, sociali e culturali dell’India, un Paese in grande sviluppo. Gli approfondimenti in programma, evidenziano i profili e i bisogni dei consumatori indiani, e i trend di acquisto del momento. Inoltre, il Forum analizzain modo dettagliato il mercato retail e il settore contract&hospitality del Paese.

FIMI 2019

Detlef Braun, del Consiglio di Amministrazione di Messe Frankfurt, spiega: ”Dopo due edizioni dedicate alla Cina, FIMI quest’anno ha una nuova destinazione, l’India, dove Messe Frankfurt è presente da oltre vent’anni, con una filiale a Mumbai e una a New Delhi, per un totale di 120 dipendenti, 20 fiere e 30 congressi. Il forum intende offrire contenuti concreti alle aziende italiane che intendono operare in un’area del mondo complessa ma ricca di potenzialità. È inoltre necessario comprendere la cultura del territorio, e adottare un approccio strutturato, ma al tempo stesso flessibile”.

Incontri e dibattiti svelano l'identità del Paese, suggerendo come investire nel mercato indiano attraverso case history di successo

 Il Forum ospita numerosi ospiti, sia italiani che indiani. Il Professore Alessandro Biamonti, del Politecnico di Milano, introdurrà i lavori. A seguire, enti, associazioni e vari protagonisti del sistema di distribuzione indiano, quali Invest India, ICCI – Camera di Commercio Indiana per l’Italia, Retail Association India, Hospitality Purchase Managers Forum of India, Vivono Designs, illustreranno ai partecipanti i principali trend del Paese.

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In programma anche un confronto tra il designer Aamir Sharma, Direttore di Aamir | Hameeda Design Studio e l’architetto Matteo Nunziati, per discutere "la centralità del progetto nei paesaggi domestici e residenziali in India".

L’ultima parte dell’evento sarà dedicata alle case history di tre aziende italiane che si sono fatte spazio con successo, all’interno del mercato indiano: FIMA Carlo Frattini, SEI Laser e Wittur. La partecipazione a FIMI 2019 è gratuita, per scoprire tutto il programma e registrarsi visitate il sito fimi.messefrankfurt.it

 

 


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Norton Museum of Art, un nuovo senso di identità

Lo studio Foster + Partners ha trasformato il Norton Museum of Art di Palm Beach nel cuore sociale di una comunità

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Nella piazza d’ingresso del Norton Museum of Art di Palm Beach, un grande Banyan piantato nel 1941 (anno della prima costruzione del museo), accoglie i visitatori con le sue rigogliose fronde. Da allora sono passati quasi 80 anni, e non è solo l’albero ad essere cresciuto ampliando la sua chioma, ma anche il museo si è trasformato e si è ingrandito, con l’aggiunta di gallerie e di nuove strutture. L’ultima grande trasformazione è a cura dello studio Foster + Partners, che ha riportato il progetto al tessuto originario, che prevedeva una serie di eleganti padiglioni Art Déco intorno a un cortile centrale. Mentre il progetto successivo aveva rotto la simmetria iniziale e spostato l’ingresso principale sul lato dell’edificio.

Scopri qui l'UCCA Dune Art Museum, un museo tra le dune, a Bohai Bay, in Cina. 

Qui, invece, l'Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, il primo museo dedicato al mondo del cinema

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Il progetto di rinnovo del Norton Museum of Art

Sir Norman Foster, del gruppo Foster+Partners, racconta che il nuovo progetto punta molto sul rapporto con il paesaggio, grazie a uno studio del verde che mette in risalto anche la collezione di sculture all'aperto, parte rilevante del Norton Art Museum. Tra le tante, attira l’attenzione la macchina da scrivere Eraser, Scale X, di Claes Oldenburg, del 1999, che si riflette in uno specchio d’acqua e rappresenta un'icona che lega il museo all’arte contemporanea.

Scopri qui il Muzeum Susch, un nuovo museo d'arte contemporanea tra le Alpi svizzere, nei pressi di un ex monastero

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Macchina da scrivere Eraser - Scale X di Claes Oldenburg, 1999

Eliminando le estensioni previste dai progetti intermedi, il nuovo masterplan torna al progetto originario. Il nuovo layout prevede una circolazione chiara all’interno della struttura, altezze armoniche tra i corpi dell’edificio e nuovi spazi espositivi ed educativi. Le nuove strutture includono un auditorium, un negozio, un ristorante e uno spazio meeting chiamato Great Hall. Per attirare un pubblico più ampio, il Great Lawn è destinato a proiezioni ed eventi cinematografici all’aperto.

L’ingresso su South Dixie Highway ridefinisce il rapporto tra il museo e la città. Qui l’albero di Banyan accoglie i visitatori ed entra a far parte del museo, integrandosi nel disegno della leggera pensilina metallica, che incontrando la sua chioma si curva. Sotto la copertura, tre nuovi padiglioni a doppia altezza ospitano le gallerie basse, che si armonizzano con l'esistente e con la Nessel Wing, l’ala ampliata nel 2001 (oggi alta tre piani), grazie al rivestimento di facciata in pietra bianca.

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L'arte in dialogo con la natura

Lo studio Foster+Partners approfondisce nel masterplan anche il progetto del verde, per rafforzare il legame tra museo e paesaggio. Grazie al clima mite della Florida il giardino è ricco di piante native e fiori. I percorsi freschi e ombreggiati permettono agli amanti dell’arte di godere della collezione di sculture all'esterno. Camminando sotto i colonnati, i visitatori possono vedere sia le opere all'esterno sia le opere all'interno, grazie alle vetrate presenti in numerose gallerie. [Text Paola Molteni - Foto Nigel Young/Foster + Partners]

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Hot Lab Rendez-vous 2019

Hot Lab festeggia un anno di successi con l’evento Rendez-vous 2019, The Italian Gentleman

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Il team di Hot Lab durante l’Hot Lab Rendez-vous 2019

Venerdì 29 novembre 2019, nella boutique Larusmiani di Milano, si è tenuto l’Hot Lab Rendez-vous 2019, il grande evento a cadenza annuale di Hot Lab, studio di progettazione milanese, specializzato nella realizzazione di yacht. Con l’evento Rendez-Vous 2019, The Italian Gentlemen, lo studio ha invitato amici e clienti a festeggiare un altro anno di lavoro e di successi giunto quasi al termine. Un anno il 2019, che come i precedenti, è stato ricco di collaborazioni, traguardi e progetti ben riusciti.

Per l’occasione sono stati messi in mostra tutti i progetti del 2019 realizzati per Guidi drl, Cantalupi Lighting, Foglizzo Leather e Tabu-Colors of wood, e anche quelli realizzati per Arcadia Yachts, Baglietto, RMK, Sarp Yacht e Turquoise. Infine, sono stati presentati in anteprima tre nuovi teaser che lo studio ha in programma per il 2020.

Hot Lab, non solo yacht

Conosciuto a livello internazionale per i suoi interessanti progetti di interior design in campo nautico, Hot Lab ha deciso di allargare i suoi orizzonti e affrontare nuove allettanti sfide. Il 2020, infatti, lo vedrà protagonista con due nuovi progetti. Un boutique hotel e una nuova collezione di mobili, realizzata in collaborazione con Paolo Castelli Spa.

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Uno studio pluripremiato

Lo studio Hot Lab è stato fondato a Milano nel 2004 da Antonio Romano ed Enrico Lumini, che sono ancora alla sua guida. Nel corso degli anni, ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui ShowBoats Design e Wolrd Superyacht Awards, World Yachts Trophies e Finest Interior Awards. Tra i marchi di spicco con cui ha collaborato o collabora ci sono invece Arcadia, Baglietto, Heesen, Oceanco, Otam, RMK, Van Der Valk e VSY. [Text Carlotta Russo]

Un momento della serata Hot Lab Rendez-vous 2019, The Italian Gentlmen

In evidenza, lo yacht Sherpa XL, progettato da Hot Lab per Arcadia


Il design africano a Design Miami 2019

Southern Guild, galleria d’arte e design di Città del Capo, porta la creatività degli artisti sudafricani a Design Miami 2019

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Idladla (Grain Silo), vaso in terracotta realizzato da Andile Dyalvane. Photo by Adriaan Louw, courtesy of Southern Guild.

Southern Guild è una galleria d’arte e di design da collezione di Città del Capo, che si trova nel quartiere riqualificato di Silo, che promuove, commissiona ed esibisce opere di artisti sudafricani emergenti o già affermati.

Il Made in Africa a Design Miami 2019

Dal 3 al 9 dicembre 2019, Southern Guild partecipa alla quindicesima edizione di Design Miami, rassegna che celebra il design internazionale e l'arte contemporanea esponendo opere di designer, artisti e collezionisti di tutto il mondo. L'allestimento di Southern Guild a Design Miami mostra i tanti volti del design africano, in cui ingegno e creatività si influenzano a vicenda, fondendosi con la cultura e la storia dei luoghi d'origine di ogni artista.

Leggi qui per scoprire tutto su Design Miami 2019

Alcune opere che la galleria d’arte sudafricana Southern Guild espone a Design Miami 2019

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Molecules di Porky Hefer. Sfere in acciaio rivestite esternamente di pelle rigida e internamente in morbida pelle di pecora. Photo by Hayden Phipps, courtesy of Southern Guild

Molecules di Porky Hefer

Tre grandi sfere sospese in aria, ognuna delle quali denominate con il nome del composto chimico che rappresentano: Dihydrogen Monoxide, Fluoroheliate Monoxide and Hydrogen Difluoride. Avvolte in pelli brillanti, le tre sfere sono colorate con i colori riconosciuti a livello internazionale dei composti chimici. Gli interni sono invece rivestiti in morbida pelle di montone.

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Rat Trap di Dokter e Misses. Mobile in acciaio dipinto a mano con ripiani in Kiaat. Photo by Hayden Phipps, courtesy of Southern Guild.

Rap Trap di Dokter e Misses

In esposizione, cinque pezzi della prima mostra personale della collezione Practically Everywhere del duo di designer e coniugi Adriaan Hugo e Katy Taplin. Ogni creazione è caratterizzata da forme irregolari, proporzioni insolite e colori accesi.

Magodi | Abongile di Zizipho Poswa, vaso in argilla gres porcellanato smaltato. Photo by Hayden Phipps, courtesy of Southern Guild.

Magodi | Abongile di Zizipho Poswa

Le sculture in ceramica di Zizipho Poswa sono state acquistate recentemente dal Museo d’Arte della Contea di Los Angeles e si ispirano alle Magodi, le tradizionali acconciature africane.

Intermission di NØDE. Panca in alluminio, dallo spessore di 20mm. Photo by Driaan Claassen, courtesy of Southern Guild

Intermission di NØDE

NØDE è uno studio di design che produce mobili in metallo e prodotti per interni a Città del Capo, combinando design industriale con metodi di produzione moderna. Progettata da Charles Haupt e Gerrit Giebel, la panca è composta da un unico pezzo di alluminio di 20 mm di spessore, lavorato a caldo a diverse centinaia di gradi Celsius, e intagliato poi a mano. Per piegare i due lati è stato necessario utilizzare una pressa da 80 tonnellate.

Orrery, lampadario in alluminio progettato da MAK in collaborazione con lo studio NØDE. Photo by Hayden Phipps courtesy of Southern Guild

Orrery di MAK

Orrery è un lampadario cinetico realizzato in alluminio anodizzato con paralumi in vetro soffiato a mano. MAK, marchio di Southern Guild, lo ha realizzato in collaborazione con lo studio NØDE, ispirandosi ai modelli meccanici che mostrano il movimento dei pianeti nel sistema solare. Le cerniere a botte posizionate su ogni braccio del lampadario, consentono diverse modalità di configurazione.

[Text Carlotta Russo]

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25hours The Circle Hotel, Colonia

The Circle Hotel, della catena 25hours, presenta un nuovo concetto di hospitality

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Negli anni Cinquanta a Colonia in quella che era la Repubblica Federale di Germania, Hans Gerling fondò la compagnia assicurativa che porta il suo nome; gli affari andavano così bene che costruì nella sua città una sede di rappresentanza. L’edificio, dall’aspetto simile a quello di una stazione spaziale, è formato da un ingresso che si sviluppa in altezza con una facciata vetrata, attorno a cui si aprono a semicerchio due ali dall’aspetto monolitico. Oggi questo manufatto postmoderno di cemento e pietra è stato trasformato nel 25hours Hotel The Circle.

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Gli interni sono stati realizzati dallo Studio Aisslinger che, per rendere gli spazi speciali e “di carattere”, ha scelto di allontanarsi il più possibile dall’estetica standardizzata degli alberghi commerciali. Gli interni, dunque, mescolano arredi su disegno con mobili provenienti dai mercatini delle pulci, e pezzi di produzione. Gli architetti hanno approcciato il lavoro come fossero dei DJ in consolle, pronti a mixare stili e colori.

È proprio l’unicità il punto di forza del 25hours The Circle: in un momento in cui si può fare tutto da casa, gli spazi per l’hospitality devono superare la comodità della propria casa. La cura dei dettagli rende questo hotel a misura d’uomo, creando un’esperienza positiva anche in un hotel con oltre 700 stanze.

Le camere sono piccoli nidi variopinti. Il cemento grezzo di stampo brutalista, visibile nelle travature di sostegno dei soffitti e su alcune porzioni delle pareti, è riscaldato da quinte in legno lamellare che dividono la zona notte dai servizi e dall’angolo ufficio. I complementi, scelti in nuance pastello, rendono tutto delicatamente ovattato. Tra le aziende presenti, anche le italiane Cappellini e Foscarini. [Txt Francesca Tagliabue – Foto Steve Herud, Patricia Parinejad]

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L'acqua e la tradizione dell'artigianato a Design Miami 2019

La quindicesima edizione di Design Miami, che si tiene dal 3 all’8 dicembre 2019, si preannuncia con diverse novità

Innanzitutto, la location: la fiera si svolge per la prima volta al Pride Park, con l’entrata di fronte all’ingresso di Art Basel Miami Beach. Inoltre, una facciata in vetro conduce alla tenda che ospita il Design Forum, e le conferenze saranno trasmesse anche all’esterno, su grandi schermi, per coinvolgere il pubblico dei passanti.

Erastudio Apartment Gallery a Design Miami 2018

Le mostre di Design Miami 2019 ruotano attorno a diversi elementi tematici: l’acqua, la tradizione dell’artigianato nella contemporaneità, il design giapponese e africano, le donne designer della metà del Novecento. Design Miami incoraggia le gallerie e i partecipanti al programma Curio, a lavorare su temi specifici, per avere stand sempre più coinvolgenti.

Molecules di Porky Hefer. Sfere in acciaio rivestite all’esterno di pelle, e internamente di

L’acqua e le donne designer

Per l’elemento “Acqua”, sono diverse le mostre proposte dalle gallerie, come la Galleria ALL, che crea un ambiente acquatico, con i mobili in vetro azzurro dello Studio Buzao e Saerom Yoon. O Luis Pons Design Lab, che presenta la collezione interattiva Tangara in collaborazione con Vermeil, i cui colori sono stati selezionati a mano in riferimento all’oceano. Anche a Design Miami, non poteva mancare un intervento di Virgil Abloh, che presenta la collezione di arredi Aqua Alta, ispirati all’acqua alta di Venezia, con la Carpenters Workshop Gallery.

Aqua Alta, di Virgil Abloh per la Carpenters Workshop Gallery

Tra le altre mostre, Erastudio Apartment-Gallery presenta tre donne protagoniste dell’arte e del design italiano degli anni ’60-’80 – Dadamaino, Shama e Nanda Vigo -, in dialogo con designer contemporanee, come Clementine Keith-Roach. La Galerie Patrick Seguin continuerà a sottolineare l’importanza del lavoro di Charlotte Perriand, con un mobile realizzato per il Cite Cansado in Mauritania.

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Galerie Patrick Seguin

Un debutto negli oggetti di vetro è quello di Robert Wilson. I suoi lavori, dal titolo “A boy form Texas“, sono realizzati con la Cristina Grajalese Gallery.

A boy from Texas, di Robert Wilson

Lo studio Crosby Studios, di Harry Nuriev, presenta il Balenciaga Sofa, in collaborazione con Balenciaga. L’architetto russo ha progettato un divano che incoraggia la riflessione sulla sostenibilità, formato da vestiti invenduti o fuori mercato di Balenciaga. Un rivestimento in vinile trasparente riveste i tessuti, avvolti attorno a una struttura formata da manichini.

Balenciaga Sofa, di Harry Nuriev

La Miami Design Week

Il design italiano è ben rappresentato alla Miami Design Week, grazie alla mostra allestita presso lo showroom Luminaire. Luminaire presenta “Ethereal Simplicity”, un’esposizione dedicata a Piero Lissoni e Konstantin Grcic. Piero Lissoni presenta la Uncollected Collection, celebrando così i 50 anni di Living Divani e i 30 della sua art direction dell’azienda italiana. Noctambule, di Grcic per Flos, è invece il soggetto della mostra al secondo piano, con uno spazio apposito per un oggetto speciale come questa lampada in vetro trasparente.

Infine, presso la Collectors Lounge di Art Basel Miami Beach 2019, Sanlorenzo presenta “360° Horizon“. La mostra di Marco Palmieri, con il design concept di Piero Lissoni, è dedicata ai paesaggi marini. [Txt Spencer Foil]

360° Horizon di Marco Palmieri

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Architettura e arte insieme per Napoli

Fino a gennaio 2020 a Napoli, presso Nabi Interior Design, una Temporary Art Exhibition, per una città che assorbe e stimola

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Una delle sculture di Emanuele Scuotto che, insieme al fratello Salvatore e Raffaele fondano l’atelier artigianale La Scarabattola

Una mostra temporanea, voluta e realizzata dall’interior designer e art director di Nabi, Biancamaria Santangelo. Nabi Interior Design è il palcoscenico di quattro artisti campani che interpretano la città napoletana per lasciare un segno di apertura culturale e sociale della città. A partire dalla bottega dei fratelli Scuotto: Emanuele racconta la tradizione partenopea e la fragilità e la paura nel futuro attraverso la terracotta; MoraleS, ovvero Salvatore Scuotto, riesce a fare esplodere la propria contemporaneità grazie a figure con fattezze da fumetti.

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Una delle opere raffigurante un fumetto di Salvatore Scuotto alias MoraleS

Il terzo attore di questo palcoscenico, che fino al 6 gennaio 2020 si potrà visitare al Nabi di Via Chiatamone (Napoli), è Pasquale Manzo, scultore che ha reinterpretato figure storiche come Pulcinella o San Gennaro allungandole con attenzione, sospendendole tra ieri e oggi, tra vita e morte.

Pasquale Manzo e la sua interpretazione di Pulcinella

E grazie all’ultimo artista, Marcello Silvestre, è stato possibile esporre con un software in 3D il forte legame che esiste tra la città e un napoletano. [Text Spencer Foil]

La simbiosi in 3D di Marcello Silvestre

Un “Think Corner” nel centro di Helsinki

A Helsinki un edificio degli anni ’70 si trasforma in un centro polifunzionale contemporaneo

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Un ex-edificio amministrativo dell’Università di Helsinki viene trasformato in un “Think Corner”, una “fabbrica del pensiero“, che offre a studenti, insegnanti, imprenditori e professionisti un nuovo spazio pubblico per conferenze, riunioni, dibattiti ed eventi. Il progetto, firmato dallo studio finlandese JKMM Architects, recupera e trasforma l’edificio originario, costruito nel 1977 dall’architetto Toivo Korhonen, conferendo al lotto urbano esistente un tocco di contemporaneità.

Scopri qui la prima sauna pubblica finlandese affacciata sul Mar Baltico

Qui il St. George Hotel a Helsinki, da sede della Finnish Literature Society a boutique hotel 

E qui la Kamppi Chapel o cappella del silenzio, sempre ad Helsinki

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L’ingresso è caratterizzato da un’ampia parete vetrata  e da una scalinata rivestita in legno, che invita il pubblico ad entrare creando uno stretto legame tra esterno e interno. All’interno i visitatori sono accolti da una grande sala a doppia altezza rivestita in cemento grezzo, e illuminata dall’alto da ampi lucernari trapezoidali, completamente rivestiti in legno.

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Tutti i piani, sia quelli dedicati ad ospitare eventi sia quelli dedicati agli uffici e ai servizi di “Think Corner” sono collegati da un’ampia scala in legno che fa da protagonista e unisce tutti gli ambienti. Uno spazio pubblico dedicato al pensiero che si aggiunge alle numerose nuove architetture di Helsinki. [Txt Arianna Callocchia – Foto Tuomas Uusheimo/JKMM Architects]

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