Pordenone Design Week on line, dall'8 al 12 marzo 2021

Torna Pordenone Design Week, solo on line, dall'8 al 12 marzo 2021, un'iniziativa che coinvolge tutto il territorio

Pordenone Design Week  è organizzata dal Consorzio Universitario di Pordenone, dall'ISIA Roma Design - Corso decentrato di Pordenone e dall’Associazione Culturale Pordenone Design, con il sostegno esterno di Confindustria Alto Adriatico, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, BCC Pordenonese e Monsile, Fondazione Friuli. Guidata dall’architetto Giuseppe Marinelli, a partire da questa edizione si avvale della consulenza di un comitato scientifico formato da sociologi, filosofi, manager e mass mediologi, oltre che da designer, tra cui Marco Pietrosante, del gruppo I Food Designer.

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Immagini dalle edizioni passate di Pordenone Design Week

Anche con la formula on line, la Pordenone Design Week ribadisce il suo ruolo centrale nel dibattito sul design contemporaneo, e il suo impegno nell’analisi delle complesse sfide del futuro. La PDW, infatti, è una reale esperienza europea di “collaborative knowledge”, tra il sistema della formazione nel design e il sistema produttivo delle PMI del territorio dell’Alto Adriatico. Una sfida che porterà alla creazione di una “Città del Design”,  un Polo Internazionale che virtualmente già esiste e che, con il sostegno delle istituzioni, potrà diventare una realtà formativa stabile. Da lunedì 8 marzo, dunque, parte un’esperienza di design applicato e di progettazione collettiva online, a cui partecipano docenti, studenti, aziende e professionisti, da varie regioni italiane.

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Immagini dalle edizioni passate di Pordenone Design Week

Mostre virtuali e webinar alla Pordenone Design Week

Un fitto programma che prevede webinar, una mostra virtuale sulla sostenibilità, collaborazioni con enti del territorio quali Cinema Zero e il liceo Leopardi-Majorana, oltre a una decina di workshop, cui parteciperanno oltre trecento fra docenti e studenti di design del prodotto. Alla fine della settimana, il 12 marzo 2021, ci sarà la presentazione della proposta finale del progetto alle aziende, in conference call.

Ai workshop parteciperanno anche studenti selezionati dagli Istituti superiori del territorio (ISIS Sacile e Brugnera e Liceo Artistico “E. Galvani” di Cordenons) e una rappresentanza dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE).

A causa della pandemia, il format "Lezioni dalla vetrina" prevede la visione di alcuni filmati di design che illustrano le attività di ricerca di docenti e studenti dell ISIA Roma Design.

Scopri le designer di origine friulana al MuDeFri

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Lezioni in vetrina, nelle edizioni passate di Pordenone Design Week

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Il design di Valencia al Madrid Design Festival 2021

Valencia è protagonista al Madrid Design Festival 2021 con la mostra “Valencia Pavilion. The future is Design” 

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In occasione del Madrid Design Festival, in programma fino al 14 marzo 2021, MUT Design presenta una mostra digitale dal titolo “Valencia Pavilion. The future is Design”. La mostra, a cura di Estudio Savage, promuove il ruolo del design valenziano nell’industria e nell’artigianato contemporanei, esplorando i tratti distintivi del design mediterraneo del futuro.

Scopri la casa mediterranea secondo MUT Design, a imm cologne 2020

Il successo del design valenziano in mostra al Madrid Design Festival 2021

La mostra “Valencia Pavilion. The future is design” si tiene al Fernán Gómez Centro Cultural de la Villa, un centro teatrale e culturale di Madrid. L’installazione che la ospita, realizzata a mano dall’artista Manolo Garcìa, è formata da una serie di padiglioni circolari di legno alti 4 metri, rivestiti esternamente di tanti piccoli listelli, sempre in legno.

“Valencia Pavilion. The future is design” presenta le eccellenze del design valenziano, mostrando 50 progetti di aziende e designer di successo. Professionisti di grande ingegno che con le loro idee stanno rivoluzionando la società.

La mostra è divisa in 5 aree, ognuna delle quali esplora i seguenti temi: economia circolare, industria contemporanea e artigianato, design e arte, tecnologia ed economia trasformativa. I  progetti in esposizione esaltano l’evoluzione e la creatività del design valenziano nelle 5 categorie.

I protagonisti della mostra “Valencia Pavilion. The future is design”

Protagonisti della mostra sono i prodotti di aziende come Actiu, Andreu World, Capdell, Expormim, GAN Rugs, Lladró, LZF Lamps, Point, Porcelanosa, Punt e Vondom. Creativi di fama nazionale e internazionale come Masquespacio, Jaime Hayón, Inma Bermúdez, Nacho Carbonell, Juan Vidal, Anna Talens, Pepe Gimeno e Héctor Serrano. L’artista urbano ESCIF, l’artista visivo Felipe Pantone, l’illustratore África Pitarch; Rocío Gallardo e Jorge Ros, responsabili del brand di gioielli Simuero. L’illustratore Diego Mir, l’artista Ovidi Benet e il ceramista Ana Illueca.

Scopri gli interni di Masquespacio nella Sastreria di Valencia

La mostra prosegue con gli imballaggi biodegradabili di ADBioplastics. Decafé, Xufa Proceso e Naifactory, imprese che riutilizzano caffè, noci chufa da horchata e noccioli di oliva, per la creazione di nuovi prodotti. Continuando poi con Closca e Jeanología, impresa specializzata nella produzione di jeans a basso impatto ambientale. Free Design Bank, che propone di rilanciare l’economia nelle comunità in via di sviluppo con la progettazione di nuovi prodotti locali. Néctar Estudio e la sua applicazione per combattere il bullismo nelle scuole, e l’azienda tessile Equipo DRT che utilizza tessuti riciclati.

“Pavilion Valencia. The future is Design” presenta il progetto Azalea del Politecnico di Valencia, una ricerca sulla manifattura totalmente sostenibile. I lavori di Jorge Herrera Studio per i sistemi d’illuminazione Flos,  e le facciate in grafene del brand Graphneglass. Gli occhiali Eyesynth per non vedenti di Studio Alegre Design che convertono lo spazio in vibrazioni, facilitando la localizzazione degli oggetti vicini e l’identificazione della profondità degli spazi. Le ceramiche Museum Surfaces e i capi sostenibili dell’azienda di moda Sepiia, che non si macchiano, sgualciscono ne prendono odore.

“Pavilion Valencia. The future is Design” la mostra itinerante di MUT Design

Inoltre, “Pavillion Valencia. The future is Design” è una mostra itinerante che viaggerà nelle città più importanti del mondo, includendo in futuro nuovi progetti all’avanguardia.

 

Alcuni dei progetti e delle tematiche oggetto della mostra anticipano il grande evento che avrà luogo nel 2022. Dopo Torino, Seoul, Helsinki, Città del Capo, Taipei, Città del Messico e Lille, infatti, Valencia è Capitale Mondiale del Design 2022, nominata dalla World Design Organization (WDO). Per la città spagnola, un’opportunità imperdibile di promozione del design locale e nazionale, attraverso un ricco programma di eventi e convegni.


Il tessuto che purifica l'aria e migliora il sonno

Dormire in un ambiente più sano e pulito? Si può, grazie al tessuto tecnologico integrato nelle testata del letto

Un nuova partnership, tra theBREATH® e Cassina, permette di purificare l’ambiente in cui si dorme, grazie al semplice uso di un tessuto. Integrato nella testata del letto, il tessuto theBreath® rende l’aria della stanza da letto più sana e pulita. Inoltre, theBreath® viene prodotto a emissioni zero, e purifica l’aria con un processo passivo, dunque senza impiego di energia.

Il letto Bio-mbo, di Patricia Urquiola per Cassina, ha la testiera rivestita in tessuto theBreath®, che purifica l'aria

La trama di theBreath® è, infatti, formata da tre sottili strati che lavorano in sinergia in un circolo virtuoso. I due strati esterni sono in materiale idrorepellente con proprietà batteriostatica, antivirale e fungicida, traspiranti e stampabili. Lo strato intermedio, invece, integra una cartuccia in fibra carbonica assorbente che attira, trattiene e disgrega le molecole inquinanti e i cattivi odori presenti nell’aria.

Scopri Musselblomma, il tessuto di Ikea ricavato dai rifiuti del mare

Dettaglio della trama del tessuto theBreath®

Cassina ha impiegato la tecnologia del tessuto idrorepellente theBreath® per le testate dei letti di alcuni modelli, che creano così ambienti più sani, in cui dormire. Il letto Bio-mbo, disegnato da Patricia Urquiola, ha una testiera imbottita con alette laterali, che circondano la zona dei cuscini e creano così una sensazione di ulteriore protezione attorno alla testa. La testiera imbottita è foderata in tessuto theBreath®, per migliorare l’aria, e la qualità del sonno.

Dettaglio della testiera del letto Bio-mbo, di Patricia Urquiola per Cassina, rivestita in tessuto theBreath®, che purifica l'aria

Acute, di Rodolfo Dordoni per Cassina, è un letto con testiera in legno, a filo letto o più larga, con cuscini imbottiti regolabili in altezza, come appoggio per la schiena. Nella versione in tessuto, i cuscini possono essere rivestiti con tessuto theBreath®, per una migliore qualità dell’aria.

Scopri il feltro per isolamento acustico ricavato da scarti e tessuti usati

La testiera del letto Acute, di Rodolfo Dordoni per Cassina, ha cuscini imbottiti per sostenere la schiena, disponibili anche con rivestimento in tessuto theBreath®

Il tessuto riciclato per isolamento acustico

Da Kvadrat, un feltro per isolamento acustico in tessuti riciclati, da abbigliamento usato o scarti di produzione

Nonostante l’attenzione per l’ambiente sia sempre più viva, attualmente solo il 25% del 95% dei tessili che potrebbero essere riciclati, lo sono. Molto più spesso, purtroppo, si procede semplicemente a smaltirli, senza recuperare nemmeno le parti che si potrebbero riutilizzare. L’azienda danese Really, che appartiene alla galassia Kvadrat,  offre diverse collezioni di materiali tessili, che si ottengono riciclando tessuti per abbigliamento, e scarti di Kvadrat.

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Acoustic Textile Felt FR è un feltro innovativo, perfetto per l’isolamento acustico di pareti e soffitti. Realizzato con il 70% di scarti di post-produzione di poliestere Trevira CS, e un legante di nuova concezione, il feltro Acoustic Textile Felt FR offre le proprietà ignifughe di Trevira CS e si basa su una fibra bicomponente naturale, che consente di riciclare di nuovo il materiale a fine vita.

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Il feltro per isolamento acustico Acoustic Textile Felt FR ha un aspetto che esprime le sue origini da fibre di scarto di post-produzione. Infatti, l’estetica mette in evidenza i molti tessuti riciclati che si usano nel processo di fabbricazione. La superficie dalla struttura sostenuta, dunque, sottolinea la ricchezza delle fibre del tessuto, che esaltano le diverse tonalità.

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Il materiale è disponibile in due colori: una tonalità chiara, Polyester Sand, e una tonalità scura, Polyester Ash, per poter soddisfare diverse esigenze di architettura di interni.

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#Designoeson: un anno dopo la prima emergenza

Un anno dopo la prima emergenza, un bilancio del 2020 dalle aziende dell'arredamento

A un anno di distanza dal primo lockdown, siamo tornati a intervistare le aziende, per vedere insieme a loro come sia andato il 2020, e cosa si aspettano per il 2021 e gli anni futuri. Abbiamo parlato anche di Salone del Mobile.Milano, della sua mancanza, e della prossima edizione, programmata dal 5 al 10 settembre 2021. Ecco cosa ci hanno risposto.

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Salone del Mobile.Milano 2019, foto Andrea Mariani, courtesy Salone del Mobile

Un bilancio 2020 tutto sommato positivo

Alla prime domanda, com’è andato il 2020 e come si prospetta il 2021, in generale le risposte sono state positive. Il 2020 si è chiuso meno peggio del previsto e il 2021, pur con le difficoltà della situazione, si sta prospettando tutto sommato positivo.

Roberto Gavazzi, amministratore delegato di Boffi | De Padova

Roberto Gavazzi, Amministratore Delegato di Boffi | De Padova, ci ha detto che “Il 2020 è stato un anno certamente complesso, ma tutto sommato, alla fine è andato meglio di quanto ci si aspettasse. È stato un bel banco di prova per testare la tenuta delle nuove tecnologie come unici strumenti di comunicazione, e abbiamo capito che si riesce a lavorare anche in condizioni difficili. Ci è stato di molto aiuto che la gente sia stata costretta a stare a casa, praticamente in tutto il mondo: l’arredamento ha riacquistato una notevole importanza, ed è stato penalizzato molto meno di altri settori. Tra i mercati che hanno tenuto meglio, sicuramente l’Asia, che continua a crescere a doppia cifra, e anche il mercato europeo non  è andato così male. Il mercato interno è quello che ha sofferto di più. Il 2021 sembra partito bene, ma dipenderà molto dall’evoluzione della situazione in generale.”    Leggi qui l'intervista 2020

Daniele Mazzon, direttore generale di Cristina Rubinetterie

Un 2020 spumeggiante per Cristina Rubinetterie, che ha approfittato del 2020 per rinnovare completamente l’immagine, dal rebranding al nuovo catalogo, al nuovo sito. Spiega Daniele Mazzon, Direttore Generale, “Oltre all’investimento sull’immagine, nel 2020 abbiamo lanciato tre nuovi prodotti, East Side e Tabula, disegnati dallo studio angelettiruzza design, e Cross Road, nata dal Cristina Design Lab. Tra le altre cose, la serie East Side by angelettiruzza design ha vinto l'Archiproducts Design Awards 2020. Per il 2021, gli obiettivi di Cristina Rubinetterie sono di accrescere la presenza e la visibilità di Cristina Rubinetterie sia sui mercati nazionali che su quelli internazionali, lanciare nuovi prodotti per soddisfare le richieste dei nostri clienti lavorando anche sulle personalizzazioni, e cominciare ad esplorare il business del contract.”  Leggi qui l'intervista 2020

Massimiliano Messina, amministratore delegato di Flou

Massimiliano Messina, Amministratore Delegato di Flou, ha spiegato che il 2020 è andato “Complessivamente bene, considerato tutto quello che è successo dal febbraio 2020 ad oggi. Abbiamo chiuso l’anno con più ordini di quelli che siamo riusciti ad evadere… Quindi abbiamo iniziato il 2021 con una prospettiva interessante. Penso che il 2021 sarà un anno di “rinascita”; le difficoltà ci accompagneranno sicuramente per tutto il 2021 e anche oltre, ma con un progressivo miglioramento; la pandemia probabilmente ci lascerà un’attenzione maggiore alla propria casa e agli ambienti domestici. Il 2020 e il lockdown ci hanno incoraggiato ad avere un’attenzione maggiore per la casa e l’ambiente domestico, in generale.”  Leggi qui l'intervista 2020

Silvia Gallotti, amministratore delegato di Gallotti & Radice

Anche per Silvia Gallotti, amministratore delegato di Gallotti & Radice, “Complessivamente, il 2020 non è stato un brutto anno. Da un momento di “crisi” dovuto alla pandemia abbiamo saputo cogliere l’opportunità di sfruttare gli strumenti digitali e accorciare così le distanze con tutti i nostri clienti in tutto il mondo, e anche per il 2021, continueremo sulla strada del potenziamento della digitalizzazione. L’esperienza che abbiamo vissuto, sia a livello personale che lavorativo, ci ha profondamente cambiati, ma fortunatamente la casa ha riacquistato importanza, e con essa l’arredamento. Così, ciò che adesso serve è continuare sulla strada intrapresa, e sviluppare una strategia a lungo termine, che punta sull’omnicanalità.”  Leggi qui l'intervista 2020

Alberto Lualdi, amministratore delegato di Lualdi

Positivo l’anno anche per Alberto Lualdi, amministratore delegato di Lualdi, che ha commentato: “Nonostante i timori derivanti dall’incertezza che il lockdown ha causato, siamo pienamente soddisfatti della chiusura del 2020. Dopo i rallentamenti del primo semestre, i cantieri sono ripartiti, e anche il settore retail sta gradualmente assistendo ad una progressiva ripresa. L’inizio del 2021 si sta rivelando molto effervescente, e nel complesso siamo molto ottimisti, fiduciosi che la ripresa dei cantieri si rifletterà positivamente anche sul retail. La nuova scommessa sarà sul terreno della personalizzazione e del servizio.”  Leggi qui l'intervista 2020

Giovanni Del Vecchio, amministratore delegato di Giorgetti

Molto impegnativo e proficuo è stato il 2020, anche per Giorgetti. Giovanni Del Vecchio, Amministratore Delegato, ha spiegato che: “Il 2020 è stato un anno di sfide che ha rimesso in discussione molti paradigmi, per noi e più in generale per il nostro settore. Ma non ci siamo mai fermati, e il mondo del progetto ha addirittura accelerato; solo il retail ha subìto qualche rallentamento. L’Asia ha sofferto soprattutto nel primo semestre, ma ha registrato una fortissima accelerazione nella seconda parte dell’anno. Nel corso del 2020 abbiamo aperto un nuovo store monomarca a Londra, la nuova sede Giorgetti a The Centrale a New York, i nuovi Store a New Delhi e Johannesburg, e abbiamo rinnovato completamente il nostro Atelier a Milano. Il 2021 non si prospetta molto diverso dal 2020, dal punto di vista della possibilità di fare fiere ed eventi in presenza, e per questo stiamo affinando quanto il 2020 ci ha insegnato dal punto di vista del bilanciamento tra fisico e digitale. Il futuro va indubbiamente nella direzione di un equilibrio tra questi due aspetti, anche se clienti, professionisti e partner devono comunque avere la possibilità di toccare con mano i prodotti, i materiali raffinati, i progetti.”  Leggi qui l'intervista 2020

Paolo Castelli, amministratore delegato di Paolo Castelli SpA

Discretamente ottimista anche Paolo Castelli, amministratore delegato di Paolo Castelli spa. “Avendo diversi canali di business, per fare un confronto con il passato, mi focalizzo sulla singola unit prodotto, che ha mantenuto lo stesso venduto e lo stesso fatturato del 2019. Dunque, non c’è stata crescita, ma al tempo stesso siamo soddisfatti di non avere perso la sfida che ci attendeva, e che non ancora ci attende. Nel frattempo, nel 2020 abbiamo presentato 4 collezioni, (Inspiration, Greenkiss, Oggetti d’Autore, Seventyonepercent), che rappresentano il nostro investimento per il futuro."  Leggi qui l'intervista 2020

Nicola Coropulis, amministratore delegato del Gruppo Poltrona Frau

Soddisfatto anche Nicola Coropulis, Amministratore delegato di Poltrona Frau. “Nonostante le sfide poste dall’emergenza sanitaria ed economica e un primo semestre fortemente condizionato dall’improvvisa deflagrazione della pandemia, il business residenziale nel secondo semestre ha recuperato molto bene, permettendoci di chiudere l’anno a un livello appena inferiore al 2019. Un risultato sicuramente dovuto a una rinnovata attenzione all’arredo domestico seguita al lockdown. Al contrario, il business della nostra Divisione Custom Interiors, legato agli arredi di spazi pubblici ha subito ritardi e rinvii e, in alcuni casi, anche cancellazioni di progetti. Per il 2021 e il futuro in generale, la ritrovata centralità degli spazi domestici potrà agire come elemento di stimolo al consumo di mobili, il cui acquisto seguirà senz’altro modalità nuove, in cui il fisico e il digitale saranno sempre più interconnessi e in cui l’interazione diretta dei Brand con i propri clienti diventerà sempre più importante.”  Leggi qui l'intervista 2020

Maurizio Santambrogio, amministratore delegato di Res

Maurizio Santambrogio di Res, è più che soddisfatto dei risultati del 2020. “A dispetto dei primi mesi dell’anno, che non promettevano niente di buono, nella seconda parte dell’anno abbiamo concluso diversi progetti molto interessanti, per cui il bilancio, tutto sommato, pur non essendo positivo, non è nemmeno negativo come avrebbe potuto essere. Sull’economia in generale, a mio parere, ha pesato molto il lockdown totale di marzo e aprile, in cui era proprio tutto fermo. Con la ripresa di un minimo di mobilità, invece, siamo riusciti a riperdere a lavorare, e firmare contratti per avori importanti, anche all’estero. Per il prossimo futuro, ci aspettiamo che proseguano i progetti in corso, ma la situazione è davvero un po’ incerta, è difficile fare previsioni.” Leggi qui l'intervista 2020

Fabiana Scavolini, amministratore delegato di Scavolini

Esprime un certo ottimismo anche Fabiana Scavolini, Amministratore delegato di Scavolini.Come tutti gli altri settori, anche quello dell’arredamento ha risentito delle conseguenze della pandemia, anche se meno di altri. Per noi, gli ultimi mesi dell’anno si sono rivelati positivi. Abbiamo avuto nuovi ordini, e un fatturato che ha in parte recuperato le perdite che si erano avute nei mesi di lockdown. Ora, si pone la sfida della ripresa. Nonostante la fragilità del contesto, l’attuale vivacità dei mercati internazionali ci fa guardare al futuro con fiducia e positività. Nei prossimi anni tutti i settori, non solo quello dell’arredamento, dovranno sicuramente affrontare una revisione dei tradizionali modelli di relazione con il consumatore, in cui la capacità di integrare on e off line ricoprirà un ruolo centrale.”  Leggi qui l'intervista 2020

Filippo Santambrogio, amministratore delegato di Viva Porte

Anno tutto sommato non così negativo anche per Filippo Santambrogio, amministratore delegato di Viva Porte. “Il 2020 è stato un anno particolare, in cui le aziende hanno dovuto riorganizzare la loro struttura commerciale. D’altro canto, i consumatori hanno rivolto una nuova attenzione alla propria casa. Il risultato, pur nello scenario di un’emergenza mondiale, alla fine è stato positivo, anche grazie ai nuovi prodotti. Per il futuro, dobbiamo puntare sempre di più sullo sviluppo internazionale, con una presenza consolidata sui singoli mercati. Infatti, in un mondo interconnesso, le opportunità possono nascere in qualsiasi momento.”  Leggi qui l'intervista 2020

Matteo Moretti, direttore generale di Vistosi

Matteo Moretti, direttore generale di Vistosi, conferma che l’azienda “Ha chiuso il 2020 in linea con i gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Inoltre, abbiamo iniziato il 2021 positivamente, e per i prossimi mesi abbiamo in programma importanti novità di prodotto, e diversi progetti e attività.”  Leggi qui l'intervista 2020

Alessandro Buccella, amministratore delegato di Vibieffe

Anche Alessandro Buccella, amministratore delegato di Vibieffe, conferma che il 2020, alla fine, non è andato male come avrebbe potuto. Il 2020 è iniziato con una situazione di emergenza sanitaria, che ci ha lasciato inizialmente un po’ spiazzati. Una prima soluzione che abbiamo trovato, è stata nella produzione di contenuti e materiali digitali. Poi, durante l’anno, abbiamo proposto i nuovi modelli che erano pronti mese per mese, cercando di mantenere vivo il contatto con i clienti. E poi abbiamo coinvolto anche il personale, per farlo sentire parte di una squadra. Adesso, ci auguriamo che la pressione della pandemia si allenti man mano, e che nel 2021 si possa tenere il Salone del Mobile. Siamo riusciti a lavorare anche senza, ma il Salone è il palcoscenico di Milano per eccellenza.”

In mancanza del Salone del Mobile, quali strumenti sono stati privilegiati?

A questa domanda, la risposta è stata pressoché unanime: la comunicazione digitale ha dato un grossissimo aiuto. In generale, le video conferenze hanno sostituito gli incontri di persona. Qualcuno ha prestato assistenza al montaggio in collegamento da remoto, altri hanno firmato contratti risparmiandosi lunghi viaggi, e pensano che lo faranno anche in futuro. Tutte le aziende hanno approfittato della situazione di emergenza per potenziare la loro rete digitale, molti hanno prodotto video aziendali per presentare i prodotti ai clienti. Tutti, senza nessuna eccezione, confermano che il Salone del Mobile non si può sostituire, e che l’arredamento è un prodotto particolare, in cui il contatto fisico non si può eliminare. Al tempo stesso, tutte le aziende interpellate confermano che quest’acceleramento non previsto verso il digitale, nel tempo consentirà di esprimere un nuovo potenziale.

Il design e il Salone del Mobile.Milano, quale futuro

E veniamo dunque al grande protagonista: il Salone del Mobile, anzi, il Salone del Mobile.Milano. Alla domanda: “Avete sentito la mancanza del Salone del Mobile?”, la risposta è stata unanime: “Sì”. C’è bisogno del Salone del Mobile? Un coro unanime di sì, di nuovo. Molti dubbi, invece, nascono, quando si parla della della data del prossimo Salone del Mobile.Milano. Al momento, le date dal 5 al 10 settembre sono confermate, ma la situazione è davvero troppo incerta per capire adesso cosa succederà, anche solo tra due mesi. Ci sono molte incognite, dalla campagna vaccinale all’evoluzione della pandemia nel mondo.

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Festa di chiusura del Salone del Mobile 2019, foto Alessandro Russotti, courtesy Salone del Mobile

Tuttavia, si può tentare di fissare qualche dubbio condiviso. Il primo, naturalmente, riguarda la possibilità di viaggiare liberamente, dunque di avere il pubblico dall’estero. Diversi produttori avanzano perplessità sulla quantità di pubblico che potrebbe visitare il Salone del Mobile a Milano, causa pandemia, chiusura delle frontiere, carenza di voli aerei, semplice paura. Quantità che potrebbe non essere sufficiente a giustificare l’investimento.

Altri invece, rimangono perplessi davanti all’idea di avere un Salone del Mobile a settembre, e un altro ad aprile, solo sei mesi dopo. Che significherebbe un grande investimento in allestimento, novità di prodotto, soggiorno a Milano, sostanzialmente raddoppiato in un tempo troppo ravvicinato.

Daniele Lago: partecipare al Salone del Mobile è un gesto di solidarietà

Al momento, dunque, è impossibile prevedere cosa succederà, relativamente al Salone del Mobile.Milano. Concludiamo dunque con un messaggio di ottimismo e speranza, che arriva da Daniele Lago, amministratore delegato di Lago. “Il Salone del Mobile è fondamentale per il nostro sistema. Come Lago, noi abbiamo calcolato che sarebbe comunque più conveniente partecipare al Salone che organizzare un evento in azienda, invitando i nostri migliori clienti. Non solo: ritengo che in questo momento partecipare, e dunque sostenere il Salone del Mobile, sarebbe un bel gesto di solidarietà che potrebbero fare tutti coloro che sono in grado di farlo. Ricordiamoci, infatti, che l’indotto degli allestitori ha sofferto ben più del nostro settore. Confermo dunque che, come Lago, noi parteciperemmo al Salone del Mobile, anche se fosse in settembre, e poi di nuovo in aprile. In generale, poi, io sono ottimista, e penso che tra la campagna vaccinale e l’evoluzione della pandemia, a settembre si potrà tenere la settimana del design, magari non con i numeri del 2019 ma comunque numeri rilevanti. E penso che sarebbe un gesto simbolico di rinascita per tornare a una sorta di normalità al più presto.” 


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Open Architecture presenta il Bibliotheater di Shanghai

Open Architecture ha progettato a Shanghai il Pinghe Bibliotheater, che comprende una biblioteca e un teatro

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Lo studio Open Architecture, con sede a New York e Pechino, ha progettato, all’interno del campus della scuola internazionale Qingpu Pinghe di Shanghai, il Pinghe Bibliotheater. Si tratta di un centro culturale per promuovere la lettura e numerose attività artistiche e culturali, che comprende due teatri, una biblioteca e un bar.

La scuola internazionale Qingpu Pinghe di Shanghai e il nuovo concetto di School as a Village

A Shanghai, Open Architecture ha progettato anche la scuola internazionale Qinpu Pinghe. Un campus di 58 mila metri quadrati con 13 edifici, tra cui anche il Pinghe Bibliotheater, che ospita 2.000 studenti, di età compresa tra i 3 e 18 anni.

Un nuovo concetto di scuola che si realizza non più all’interno di un’unica grande struttura, ma all’interno di più edifici, di dimensioni più contenute. La scuola diventa così un autentico villaggio dedicato all’istruzione. Un campus realizzato da più architetture di forme e funzioni distinte, che esplorano le diverse dimensioni del design urbano contemporaneo, stimolando la creatività e l’apprendimento degli studenti.

Pinghe Bibliotheater è un centro che promuove la cultura

Il Pinghe Bibliotheater, all’interno del campus della scuola internazionale Qingpu Pinghe di Shanghai, si sviluppa su di una superficie di 5.372 metri quadrati e ospita due teatri, uno da 500 posti e l’altro da 150, una biblioteca, un bar, e una terrazza con giardino pensile.

La pianta dell’edificio ha la forma di un triangolo con gli angoli arrotondati. Il volume della struttura, invece, ricorda una balena, il mammifero più grande e affascinante che ci sia. Come la balena, anche il Bibliotheater è avvolto da un’aura di mistero, che attira le persone e le invoglia a entrare, per esplorare gli spazi.

Scopri la BeneBaby International Academy, la scuola per bambini a Futian, Shenzhen, progettata dallo studio VMDPE Design

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Gli spazi del Bibliotheater, tra luce e buio, silenzio e suono

La facciata blu dell’edificio è caratterizzata da piccole finestre rotonde che si susseguono in ordine sparso, e che ricordano gli oblò dei transatlantici. All’interno del Bibliotheater gli spazi sono stati organizzati per soddisfare le esigenze di luce e isolamento acustico di ogni ambiente, a seconda delle diverse destinazioni funzionali.

Al piano terra dell’edificio si trovano i due teatri con i vari spazi dedicati, il bar e la lobby della biblioteca. L’edificio dispone di due entrate: quella principale che dà sulla lobby della libreria, e un’altra, laterale, che dà sulla lobby del teatro da 500 posti. Entrambi i teatri sono caratterizzati da sistemi di luce artificiale e pannelli di isolamento acustico.

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L’area centrale della biblioteca si trova al secondo piano. Qui le pareti sono contornate da scaffali di libri. Al centro si trova una struttura circolare di tre elementi, illuminata dall’alto da un grande lucernario, che ha una doppia funzione. All’esterno è una libreria con mensole in metallo, all’interno, invece, ospita tre gradoni di legno, su cui gli studenti possono sedersi a leggere. Una serie di finestre circolari tra le scaffalature a parete, inondano gli spazi di luce naturale.

La biblioteca sorge sopra il teatro principale, che ha il soffitto in pendenza, motivo per cui nella biblioteca si trovano diverse zone di lettura disposte su più livelli. Dalla biblioteca si può inoltre accedere ad una terrazza con giardino pensile e a diversi spazi per la lettura all’aperto.

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Biblioteca e teatro: due esperienze culturali e di crescita differenti

Gli architetti Li Hu e Hunag Wenjing, di Open Architecture, hanno scelto di riunire sotto lo stesso edificio una biblioteca e un teatro, perché trovano di fondamentale importanza che la lettura e l’arte espressiva siano coltivate ed esercitate anche in ambiente scolastico. La biblioteca e il teatro sono due luoghi distinti, che hanno ispirato nella realizzazione del progetto tipi di design differenti. Il Bibliotheater è infatti caratterizzato da spazi che invitano alla solitudine e altri alla socializzazione, spazi che necessitano la luce naturale, e altri sistemi di luci sceniche e artificiali.

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I genitori degli alunni della scuola internazionale Qinpu Pinghe possono aspettare i loro figli che terminino le lezioni al Pinghe Bibliotheater, leggendo un libro in biblioteca o al bar. Il Pinghe Bibliotheater è anche a disposizione dei cittadini, indipendentemente dagli spazi del campus.

Scopri la Grand Opera House di Snøhetta, un altro spazio che promuove la socializzazione e la cultura a Shanghai

 


Il nuovo allestimento "Vertica" nello showroom Duka

Dukaversum, la sala espositiva progettata da Bea Mitterhofer e Luis Rabensteiner, Presidente di Duka, all’interno della nuova sede aziendale, rinnova lo spazio "Vertica"

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Lo showroom esperienziale innovativo, Dukaversum, “mette in scena” le quattro sezioni in cui si articola il catalogo Duka: Quadra, Vertica, Aura e Arreda. Un’esposizione che offre un panorama completo di tutta la produzione Duka, che comprende cabine e box doccia, caratterizzate da soluzioni tecnologiche e design rigoroso.

Scopri le cabine doccia Gallery 3000 Duka

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I quattro ambienti, dunque, raccontano tutto il know how di Duka, attraverso diverse interpretazioni dei prodotti, nelle loro varie declinazioni.

Così come cambiano e si evolvono le tendenze dell’abitare, Duka ha voluto dare una nuova interpretazione allo spazio “Vertica". Qui, protagoniste sono le cabine doccia caratterizzate dalla presenza dei soli profili verticali.

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Pura R 5000, Princess 4000, Multi-S 4000 e Gallery 3000, alcune delle cabine che si trovano nella sezione “Vertica”, offrono soluzioni moderne e intelligenti, che nascono dal perfetto equilibrio tra bellezza e funzionalità.

Scopri le cabine doccia Gallery 3000 Duka

Il nuovo allestimento, dall’inconfondibile fascino metropolitano, sottolinea come le cabine doccia della sezione “Vertica” si adattino con disinvoltura allo spazio bagno contemporaneo, di qualsiasi stile. I profili verticali in alluminio donano slancio alle cabine doccia, grazie a un’immagine elegante e di grande stabilità.

Con il progetto Dukaversum, Duka ha ricevuto la menzione speciale come ‘Brand experience of the year’ del German Brand Award 2019, prestigioso riconoscimento che ha anche visto Duka affermarsi come azienda vincitrice nella categoria ‘Architecture & Buildings’, grazie all’efficienza tecnologica e produttiva della sua nuova sede.

 

Guarda il video e immergiti nel mondo Dukaversum


Soliscape, il nuovo sistema di illuminazione di UNStudio per Delta Light

UNStudio ha progettato per Delta Light Soliscape, un sistema per l’illuminazione degli spazi di lavoro e degli spazi pubblici che regola anche l’acustica

Soliscape, una parola che riassume “sound and light scape”, è un sistema che regola l'illuminazione e l'inquinamento acustico. Cuore del sistema è un meccanismo di autoapprendimento, basato su una rete di sensori. I sensori acquisiscono e analizzano i dati comportamentali e ambientali in tempo reale, sia il tipo di attività che si svolge nello spazio, sia alcuni parametri ambientali, come per esempio la quantità di luce naturale. Una volta raccolti i dati, un applicativo li analizza e regola sia le sorgenti luminose, sia la riduzione del rumore di fondo.

Scopri lo showroom Delta Light in zona Tortona a Milano 

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Il sistema impiega componenti LED con la tecnologia brevettata Melanopic Light Technology®. La tecnologia esclusiva di Delta Light consente la diffusione costante di luce bianca naturale, controllando l’emissione delle frequenze blu, e favorendo così la produzione di melatonina secondo il naturale ritmo circadiano. Assecondare il ritmo circadiano riduce il senso di affaticamento dato dall'illuminazione artificiale, e aumenta così il benessere delle persone che devono lavorare per  ore nello stesso spazio.

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Il sistema di illuminazione Soliscape, di Delta Light e UNStudio è un progetto sostenibile

Dal lato della riduzione dell’inquinamento acustico, Soliscape riduce il suono negli ambienti grazie a pannelli fonoassorbenti di ultima generazione. I pannelli sono al 60% in PET riciclato da bottiglie, hanno una forma circolare e sono disponibili in vari colori. Il sistema, poi, usa binari di illuminazione dalla forma sinuosa, adattabile a varie esigenze di architettura e interior design.

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Dettaglio del sistema di illuminazione Soliscape

Soliscape è personalizzabile, ed è adatto sia agli ambienti di lavoro, sia a spazi pubblici, come hotel, strutture ricettive e negozi. Luce e rumore diventano così componenti del benessere quotidiano, autoregolabili a seconda delle condizioni ambientali: la perfetta sintesi di tecnologia e benessere per la gestione dello spazio. Soliscape si affaccia dunque sul mercato italiano come sistema di illuminazione integrato, per umanizzare gli spazi nel segno del benessere.

Dal 20 febbraio Soliscape viene presentato presso il Delta Light Studio, lo showroom milanese, in via Bugatti 15.


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Una casa di piccole dimensioni per una maxi famiglia

A Vanves, in Francia, atelier, Nomadic Architecture Studio ha progettato Michelet, una casa di piccole dimensioni per una famiglia di 5 persone

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Lo studio atelier, Nomadic Architecture Studio ha progettato nel centro di Vanves, in Francia, un'abitazione di 50 mq, organizzata per poter ospitare una famiglia di 5 persone.

Aumentano le vendite di immobili piccoli nei centri delle grandi città

I centri delle grandi aree metropolitane offrono innumerevoli servizi di prima necessità, luoghi di intrattenimento e mezzi di trasporto. Non a caso è proprio in centro che i prezzi degli immobili tendono ad aumentare considerevolmente, e a raggiungere cifre da capogiro che variano a seconda della metrature. In genere, dunque, le persone quindi che vogliono vivere in centro con budget devono scegliere case di piccole dimensioni, che hanno prezzi più accessibili.

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Negli ultimi anni, infatti, sono aumentate le persone che cercano appartamenti in centro, di piccole dimensioni e dotati di ogni comfort. Proprio per questo motivo, sempre più spesso si richiede ad architetti e interior designer di ottimizzare spazi ridotti all’osso, scegliendo arredi e finiture che rendano questi piccoli spazi, funzionali e belli nonostante la dimensione molto contenuta.

Guarda il webinar con Aldo Cibic e Philipp Selva, con una collezione di arredi belli e funzionali per spazi piccoli, La Petite Maison

Atelier, Nomadic Architecture Studio e il progetto di casa Michelet

L'appartamento nel centro di Vanves, ha una superficie di soli 50 mq, in cui lo studio è riuscito tutte le funzioni necessarie alla vita di una famiglia di 5 persone.

La forma quadrata della casa ha permesso di realizzare senza troppe difficoltà tutte le modifiche volute dai nuovi proprietari. L’altezza del soffitto a 3 metri, inoltre, ha permesso di poter utilizzare gli spazi anche in verticale. Il doppio affaccio dell'appartamento garantisce un’illuminazione naturale e costante degli spazi. L’unico elemento della struttura preesistente mantenuto allo stato originale è un muro portante, che divide la casa a metà in larghezza, per un totale di 7 metri. Il muro ha tre aperture, che permettono di passare liberamente da un lato all'altro della casa.

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Michelet, una casa trasformabile di piccole dimensioni

Michelet, la casa a Vanves di atelier, Nomadic Architecture Studio, ha diviso il suo progetto in tre fasi. Il desiderio dei proprietari, infatti, era di avere una casa facilmente trasformabile, e in linea con le esigenze di un nucleo familiare in continua evoluzione, destinato a diventare sempre più piccolo.

La zona giorno della casa è molto ampia e comprende cucina e sala da pranzo da un lato, e soggiorno dall'altro. La zona notte, invece, sfrutta  maggiormente gli spazi in altezza, ed è caratterizzata da alcove alte 1 metro.

Gli spazi sono stati progettati per poter essere modificati e ospitare nuovi ambienti. Quando i due figli maggiori se ne andranno di casa, per esempio, la camera da letto dei genitori verrà rimossa in modo tale da poter allargare il soggiorno. E tra una decina d’anni, quando anche l’ultimo dei figli lascerà casa, le due camere da letto rimanenti si uniranno per formarne una molto grande destinata ai genitori.

Michelet, gioco di luci e materiali

atelier, Nomadic Architects Studio ha impiegato lo stesso materiale per realizzare sia le finiture che i rivestimenti della casa. Porte, finestre, ripiani, pavimenti ed elementi d’arredo, come il tavolo o il mobile del bagno, sono tutti in legno di pino chiaro. Un colore che dona luce agli spazi, e rende gli ambienti omogenei.

Scopri la collezione La Petite Maison, design per spazi piccoli, di Aldo Cibic per Philipp Selva, in questo webinar

Foto Tim Van de Velde


La nuova poltrona Hood di Zanette

Francesc Rifè ha progettato Hood, una poltrona comoda e avvolgente ispirata agli anni Cinquanta

Il segno distintivo della poltrona Hood, novità 2021 di Zanette, è il profilo in legno curvato che definisce braccioli e schienale. La forma avvolgente della struttura in legno abbraccia infatti i voluminosi cuscini, rivestiti in pelle o tessuto, ricordando la geometria degli arredi degli anni Cinquanta.

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Dall’aspetto ergonomico e compatto, la poltrona Hood di Zanette vive perfettamente da sola in un ingresso o in un angolo lettura, oppure in una camera da letto, o a fianco di un divano, in un soggiorno, o ancora in spazi collettivi, come sale d’attesa o lounge, in hotel o altri ambienti pubblici.

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La struttura in rovere è disponibile in diverse finiture, e il rivestimento può essere in pelle, ecopelle  o tessuto, anche personalizzabile. Il rivestimento in tessuto è sfoderabile, per la massima praticità.

Scopri gli arredi in legno massello

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