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Il Giappone di Maurizio Lai nel ristorante IYO Aalto

A Milano, nel cuore di Porta Nuova, Maurizio Lai progetta il ristorante giapponese IYO Aalto e interpreta un Giappone inedito

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Il noce canaletto riveste tutte le superfici dello spazio destinato al ristorante gastronomico e il soffitto si impreziosisce con lamine di vetro float

La nuova area di Porta Nuova, a Milano, si arricchisce di giorno in giorno di nuovi nomi per vie e piazze, come la recente Piazza Alvar Aalto, e naturalmente di nuove attività. Un’apertura recente è quella del ristorante IYO Aalto, un progetto di Maurizio Lai, architetto, scenografo e designer, distribuito in uno spazio di 320 metri quadrati .

L’enorme cantina a parete è costituita da una struttura in acciaio lucido con ante in vetro riflettente

Lo spazio si caratterizza  per la presenza costante di piccoli segni creati sulle superfici, come i piccoli intarsi in ottone annegati nelle doghe in legno dei pavimenti o le viti a vista degli arredi. Noce canaletto e porfido sono i materiali che definiscono tutti gli ambienti. Le pareti delimitano le aree, senza divisioni rigide, e gli arredi, tutti su disegno, sono realizzati in collaborazione con Poliform Contract.

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La cucina, racchiusa in una teca vetrata, è un gioiello di avanguardia tecnologica

Il ristorante è diviso in due ambienti distinti. Il ‘sushi banco’ riproduce per pochi la magia e il rigore del modello edomae sushi di Tokyo, mentre il ristorante gastronomico offre cibo della tradizione giapponese, rivisitato in chiave contemporanea.

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Pareti mobili scorrevoli in noce canaletto fungono da brise-soleil e lasciano filtrare la luce esterna

IYO Aalto è il secondo ristorante di Claudio Liu, il patron di IYO Taste Experience. IYO Taste Experience, una stella Michelin, è ormai una presenza consolidata a Milano, nella zona di via Paolo Sarpi, una certezza nella ristorazione giapponese. [Txt Laura Galimberti-Foto Andrea Martiradonna]

Una scansione modulare in vetro contribuisce alla permeabilità degli ambienti, custodendo antiche botti di sakè

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Thonet e le sedie in paglia di Vienna nel XXI secolo

Thonet a imm cologne 2020: riedizioni e nuovi prodotti, seguendo la lezione di Michael Thonet

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Stand Thonet a imm cologne 2020, progettato da Sebastian Herkner e ispirato alla paglia di Vienna

Tradizionalmente, Thonet è associata alla paglia di Vienna, che dalla metà dell’Ottocento caratterizza le sedie da bistrot. Così Sebastian Herkner ha progettato, per imm cologne 2020, uno stand ispirato alla paglia di Vienna, con grandi pannelli divisori con strutture in legno. I pannelli, semitrasparenti grazie ai fori della paglia di Vienna, delimitavano le varie aree, distribuite tra novità, riedizioni di classici e Thonet Cafè.

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Cafè Thonet a imm cologne 2020

Thonet e le sedie contemporanee

Tra i nuovi prodotti, 520 è una nuova sedia imbottita, progettata da Marco Dessì. È una sedia da tavolo, semplice ed elegante, caratterizzata dalla curvatura dello schienale, con sedile e schienale imbottiti, per un maggiore comfort. Le possibili combinazioni di materiali diversi, rendono la sedia perfetta sia per la sala da pranzo che per la sale riunioni. Una versione contemporanea delle classiche sedie Thonet.

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Sedie 520, di Marco Dessì per Thonet

La sedia 118, presentata nel 2018, nel 2020 si arricchisce del modello da bar. Sebastian Herkner ha progettato una sedia ispirata alla Thonet 214, oggi archetipo della sedia da bistrot, che riduce al minimo i componenti. Il telaio della sedia 118 è formato da un unico pezzo di legno curvato, con la seduta in canna d’India intrecciata. Le sedie/sgabelli da bar hanno la seduta imbottita, per un maggior comfort.

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Sedia/sgabello da bar 118, di Sebastian Herkner

Nuove versioni dei modelli storici

Per la sezione riedizioni di modelli storici, lo Studio Besau Marguerre ha progettato nuove versioni del tavolino MR 515, originariamente disegnato da Ludwig Mies Van Der Rohe attorno al 1928. La prima versione aveva struttura in tubolare d’acciaio e piano in vetro trasparente. Oggi lo Studio Besau Marguerre presenta nuove versioni, con gambe in acciaio tinto nero e piani in frassino chiaro, o vetro tinto grigio scuro. La versione 2020 è anche in due dimensioni, e con due piani d’appoggio.

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Tavolino MR 515, progetto di Ludwig Mies Van der Rohe, 1928, rivisitazione 2019 di Studio Besau Marguerre

Leggi anche “Trend: gli arredi in paglia di Vienna”


La Cantina Ceretto: arte e tradizione vinicola

Architettura high-tech, design contemporaneo e arte dominano nella Cantina Ceretto, che negli ultimi 20 anni ha riportato alla vita grandi porzioni di territorio nelle Langhe

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L’Acino di Cantina Ceretto

Cantina Ceretto: L’Acino

L’Acino, progettato dagli architetti piemontesi Luca e Marina Deabate, amplia l’antica cascina della Tenuta Monsordo Bernardina Alba. Centro nevralgico dell’Azienda Vitivinicola Ceretto, l’Acino è un nuovo spazio contemporaneo dedicato a degustazioni enogastronomiche, incontri,  eventi  artistici, culturali e di promozione del territorio.

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L’Acino di Cantina Ceretto

Con un’architettura audace e tecnologica, L’Acino si affaccia sulle splendide colline delle Langhe e si erge come una grande bolla ovale, appoggiata su una piattaforma di rovere. Realizzata in EFTE, totalmente trasparente, è sospesa tra i filari dei vigneti e ricorda un grosso “acino d’uva”.

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Il Cubo, anch’esso progettato dagli architetti piemontesi Luca e Marina Deabate, amplia l’antica cascina della Tenuta Bricco Rocche Castiglione Falletto, di proprietà dell’Azienda Vitivinicola Ceretto. Totalmente in vetro trasparente e senza intelaiature, per non ostacolare la vista del paesaggio circostante, il Cubo è una scatola inclinata e immersa nei filari dei vigneti. 

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Il Cubo della Cantina Ceretto

La Cappella del Barolo

Ancora parte della Cantina Ceretto, la Cappella del Barolo, a Morra di Cuneo. Si tratta di un’ex-cappella, mai consacrata e utilizzata fin dai primi del ‘900 come riparo per i lavoratori delle vigne in caso di maltempo. L’Azienda Vitivinicola Ceretto l’ha comprata negli anni Settanta, per trasformarla in uno degli edifici più visitati del territorio.  Oggi la Cappella del Barolo domina il paesaggio, grazie all’intervento artistico di Sol LeWitt e David Tremlett. [Text Arianna Callocchia-Foto Ceretto Azienda Vitivinicola]

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Costruire bene per vivere meglio: Klimahouse 2020

Costruire bene per vivere meglio: a Klimahouse 2020 tecnologie e materiali per architettura ed edilizia sostenibili

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Klimahouse 2019

“Costruire bene. Vivere bene” è il claim dell’edizione 2020 di Klimahouse, la rassegna annuale dedicata all’edilizia sostenibile, che torna dal 22 al 25 gennaio 2020 a Bolzano.

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Klimahouse 2019

L’edizione 2020, la quindicesima, prevede uno spazio espositivo di 25 mila mq, con 450 espositori. Gli stand fieristici saranno affiancati dal Klimahouse Congress 2020, un convegno internazionale sull’edilizia sostenibile organizzato dall’Agenzia CasaClima. L’architettura oggi è al centro di un acceso dibattito, che vede il benessere delle persone sempre più importante nel mondo costruito.

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La nuova casa di Rubner: Sophia, a Klimahouse 2020

Klimahouse 2020 diventa quindi un appuntamento fondamentale, per vedere le proposte più recenti in tema di architettura ed edilizia sostenibile. Inoltre, Klimahouse organizza i Klimahouse Tours, visite guidate organizzate da Fiera Bolzano con la Fondazione Architettura Alto Adige, alla scoperta dell’architettura sostenibile altoatesina.

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Filoterra, fancoil invisibili e silenziosi di Innova, a Klimahouse 2020

Anche la città di Bolzano partecipa attivamente all’evento, con Klimahouse x Bolzano. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con partner privati e istituzionali, quali il Comune di Bolzano, la Libera Università di Bolzano, le Associazioni di categoria hds, hgv, Confesercenti, BZHEARTBEAT, nonché l’Azienda di Soggiorno.

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Fakro serramenti a Klimahaouse 2020

Klimahouse x Bolzano

Numerosi ristoranti, alberghi, bar, bistro e negozi del centro città, dal 22 al 25 gennaio proporranno menù a km0, o di filiera corta, e si impegneranno a non usare posate, bottiglie o sacchetti in plastica. Inoltre, le attività che aderiscono al progetto sono riconoscibili dagli allestimenti delle vetrine, sul tema “For a better Future – Save our Planet”.

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Terracoat, cappotto prefabbricato per isolamento termico con mattoni faccia a vista, a Klimahouse 2020

Infine, presso la Libera Università di Bolzano si terrà “Onda Z@Klimahouse2020”, un hackathon sul cambiamento climatico della durata di due giorni, che coinvolgerà oltre 60 studenti e studentesse tra i 14 e i 21 anni, provenienti da tutta Italia.

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Greenkiss, nasce una nuova start up di eco design

Hubert de Malherbe, Thierry Lemaire e Paolo Castelli a Maison & Objet 2020 con Greenkiss, un nuovo brand di arredamento luxury ed eco-friendly

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Vao, divano a tre posti rivestito in lana bouclé con struttura e gambe in frassino tinto noce, da filiera ecosostenibile

Greenkiss è un nuovo brand 100% Made in Italy, che debutta all’edizione 2020 di Maison&Objet, dal 17 al 21 gennaio. Tre designer e creativi di peso hanno dato vita a nuove collezioni di arredamento, che esprimono un nuovo concetto di luxury, più essenziale e sostenibile. Hubert de Malherbe ha progettato moltissimi spazi nei settori retail e hospitality; Thierry Lemaire, è un architetto e designer; e infine Paolo Castelli è il direttore creativo e CEO dell’omonima azienda bolognese.

GREENKISS®
Theo, sedia a sei gambe in legno di frassino con finitura naturale

La collezione che si identifica con il nuovo marchio, disegnata a 6 mani, comprende tavoli, poltrone, sedute e lampade, ispirati al design italiano e francese degli anni ’50 e ’70. Una filiera etica e controllata permette di produrre in modo più sostenibile, grazie a materiali rigenerati o di recupero, di origine certificata, e tecniche di lavorazione più rispettose dell’ambiente.

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Egg, tavolo da pranzo con struttura in metallo e top in pietra e cemento impastati, caratterizzato dalla presenza di macrofossili

Greenkiss: il made in Italy sostenibile

Cura dei dettagli e tecniche artigianali danno vita a prodotti in equilibrio fra tradizione e innovazione. I valori del Made in Italy sono così rielaborati, in un’ottica più “green” e sostenibile.

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Selima, consolle in frassino tinto noce con finitura a poro aperto che permette di mantenere l’aspetto naturale del legno

La collezione Greenkiss è esposta nella hall 7 di Maison & Objet 2020, in una posizione privilegiata, a fianco della mostra dedicata a Michael Anastassiades, “Designer of the Year 2020“. La collezione è visibile anche negli showroom cittadini di Paolo Castelli in rue de Turenne 132 e di Hubert de Malherbe in rue de Rome 64. [Text Laura Galimberti]

Scopri Michael Anastassiades, Designer of the Year 2020 a Maison & Objet 2020, clicca qui

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Picasso, lampada con base asimmetrica realizzata in ceramica artigianale di Faenza con elemento a uovo in selenite. Paralume in canapa nepalese


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World Design Rankings: il meglio del design e dell’architettura nel mondo

Promosso da A' Design Award & Competition, il World Design Rankings è una classifica, consultabile online, sui Paesi con più Design Award assegnati nel corso degli anni

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A’ Design Award & Competition è uno dei concorsi annuali di design più importanti e conosciuti al mondo, con una giuria internazionale di oltre 200 esperti di settore. Sulla base dei progetti premiati ogni anno, il World Design Rankings stila una classifica mondiale dei Paesi con il maggior numero di A' Design Award.

Scopri qui le categorie all’interno della competizione A' Design Award&Competition e perché è importante vincere un ‘A Design Award   

World Design Rankings, Designer Rankings, Design Classification, Popular Designers, Design Insights sono le classifiche stilate da A' Design Award & Competition

World Design Rankings, Designer Rankings, Design Classification, Popular Designer e Design Insights, sono tutte classifiche promosse da A' Design Award & Competition per fornire a economisti, giornalisti ed esperti di settore una visione globale e dettagliata dei Paesi più premiati con un A' Design Award. Grazie a queste classifiche è possibile scoprire i designer e gli studi migliori al mondo, le categorie di settore più popolari e influenti nell’industria del design, i punti di forza di un paese rispetto a un altro, le categorie in cui risulta essere più competitivo e di successo, e quelle in cui lo è di meno.

World Design Rankings: gli aggiornamenti 2019/2020

Il World Design Rankings mostra i Paesi che hanno vinto più A' Design Award nel corso degli anni, nonché i talenti nazionali e i settori in cui un Paese eccelle, oltre ai settori in cui è necessario investire maggiormente.

Scopri qui la classifica aggiornata di World Design Rankings 

L’edizione A' Design Award & Competition 2019/2020 vede la Cina prima in classifica, con 67 Platinum Design Award vinti a livello globale. Gli altri nove Paesi classificati dopo la Cina, tra i 106 in gara, sono Stati Uniti, Giappone, Italia, Gran Bretagna, Hong Kong, Turchia, Taiwan, Germania e Australia. Quest’anno, inoltre, si sono aggiunti alla competizione sei nuove nazioni: Macedonia, Maldive, Laos, Swaziland, Kenya e Armenia.

Di seguito alcuni dei vincitori, che hanno contribuito con i loro premi a posizionare il loro Paese tra i primi dieci in classifica

Cina, Kris Lin

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Kris Lin ha conquistato ben 58 A' Design Award nella sua carriera. Tra i progetti vincitori, il centro commerciale Light Waterfall a Wuhan, in Cina, premiato con un Platinum Design Award nel 2018.

Stati Uniti, PepsiCo Design and Innovation

a-design-award-&-competition-world-design-rankingsLeader mondiale nel settore food and beverage e produttore di marchi famosi come Gatorade, Tropicana e Pepsi-Cola, la società PepsiCo Design and Innovation ha guadagnato grazie ai suoi progetti innovativi e alle sue idee sempre più eco-friendly ben 67 premi. Nel 2018, il premio è andato al progetto Pepsi Black x Star Wars LTO China Brand Packaging. Semplice, nera e iconica la serie Pepsi Black Limited Edition, celebra la collaborazione tra Pepsi e il film “Star Wars: The Last Jedi”.

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Giappone, Katsumi Tamura

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Originario di Tokyo, e specializzato in graphic design, Katsumi Tamura ha conquistato negli anni 45 A' Design Award, tra cui uno nel 2018 per il Calendar 2018 Puzzle.

Italia, Emanuele Pangrazi

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Emanuele Pangrazi proviene da Terni ed è specializzato in industrial design. Tra i suoi progetti la So Fifties Bathroom Collection, ha vinto nel 2016 un Silver Design Award. L'intera linea di lavabi e sanitari è ispirata allo Streamline, una filosofia progettuale nata agli inizi del Novecento, caratterizzata da linee aerodinamiche.

Gran Bretagna, Springetts Brand Design

Springetts Brand Design ha vinto in totale 17 premi. Nel 2018 ha ricevuto un Golden Design Award, nella categoria Design Packaging, con il progetto William’s Conserve Jam, un barattolo di marmellata che lo studio londinese ha realizzato per la famosa catena britannica di conserve Hartley’s.

Hong Kong, One Plus Partnership Limited

Questo studio di interior design di Hong Kong ha vinto in totale 30 premi. Nel 2018 ha ottenuto un Platinum Design Award per il progetto Shenzhen Raffles City Sales Office: un ufficio vendite situato nella città di Shenzhen che, grazie all'uso di diverse tonalità di verde, alberi artificiali e pietra naturale, ripropone la topografia naturale di una foresta.

Turchia, Hakan Gürsu

Hakan Gürsu è un industrial designer, che ha fondato lo studio di design DESIGNNOBIS Design/Innovation. Ha conquistato ben 77 premi nel corso degli anni, tra cui un Platinum Design Award nel 2014, nella categoria Home Appliances Design Award, per il progetto Steam Tea Maker, un bollitore a vapore per la preparazione del tè.

Taiwan, Daisuke Nagatomo e Minnie Jan

Il duo di designer Daisuke Nagatomo e Minnie Jan è stato premiato 16 volte. Tra i progetti vincitori, ad aggiudicarsi un Golden Design Award nel 2017 è stato il tavolino Morph, realizzato con cartone riciclabile e foglio di prisma E-ink. E-ink, utilizzato nel piano, è una carta realizzata con una macchina a controllo numerico CNC, modellata in digitale.

Germania, Robert Nippoldt

Il designer Robert Nippoldt ha conquistato in totale due Platinum Design Award.  Durante gli A' Design Award&Competition 2018/2019, ha vinto con il progetto  “Night Falls on the Berlin of the Roaring Twenties“, un libro che descrive la Berlino degli anni Venti, in uno dei suoi periodi di massimo splendore.

Australia, Simon Colabufalo

Simon Colabufalo è un industrial designer di Melbourne, premiato in totale cinque volte. Nel 2014 ha vinto un Platinum Design Award con Eva Fruit Tree, un originale porta frutta.

Per partecipare agli A' Design Award 2019/2020 clicca qui. C’è tempo fino al 28 febbraio 2020 per registrare i propri progetti. 

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[Text Carlotta Russo]


Cardboard café, un locale trendy ed ecosostenbile a Mumbai

Cardboard café a Mumbai definisce un nuovo modo di progettare interni, ecocompatibili grazie all'uso del cartone, un materiale riciclabile e biodegradabile

Nel vivace distretto commerciale Bandra Kurla Complex, uno dei centri più sofisticati di Mumbai, si trova il Cardboard café, progettato dallo studio indiano Nudes, fondato da Nuru Karim. Gli interni del locale sono realizzati quasi completamente in cartone: dalle pareti alle sedute, dai tavoli ai paralumi delle lampade, tutti gli arredi sono ricavati da grandi pezzi di cartone ondulato, quasi come sculture. Il cartone, oltre d essere biodegradabile e versatile, ha notevoli proprietà isolanti e insonorizzanti.

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Il risultato è un ‘paesaggio’ interno di geometrie fluttuanti, leggero ma al tempo stesso resistente agli agenti principali.

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Il cartone è stato lavorato con vari procedimenti, per resistere all'usura di un locale pubblico. I piani dei tavoli, per esempio, sono impregnati con un’apposita cera che impedisce l'assorbimento di liquidi e facilita la manutenzione. Un altro accorgimento, è stato arricchire ogni pannello del locale con il 50% circa di aria, per renderlo leggero e duraturo nel tempo. Le forme curve e scanalate degli arredi sono formate da più strati di cartone, tagliati con differenti angolature per creare la forma desiderata.

L’idea alla base di Cardboard café è una riflessione più approfondita circa il ruolo del design, dei materiali e delle tecnologie per un futuro sostenibile, proteggendo le risorse a disposizione anche attraverso un progetto intelligente. [Text Annamaria Maffina]

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Crosby Studios e il cerchio blu

Un monolocale a Mosca che esprime la filosofia progettuale di Harry Nuriev

Harry Nuriev è l’architetto fondatore di Crosby Studios, con cui ha progettato un piccolo monolocale a Mosca. L’appartamento è destinato ad affitti brevi o ad eventi speciali. Inoltre, l’appartamento serve come esposizione, per mostrare a un pubblico selezionato le sue capacità progettuali.

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Il monolocale misura 57 metri quadrati, divisi in due zone. Un’area contiene letto e soggiorno, l’altra le zone di servizio, come cucina, bagno e lavanderia. Lo spazio è dominato dal colore blu, in una particolare variante che ricorre in tutti progetti dello studio Crosby. Lo studio Crosby ha adottato questo particolare punto di blu come cifra progettuale, ed è un colore che ricorre spesso nei suoi interni.

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La struttura del letto, anch’essa progettata da Nuriev, si ispira all’edificio della Phillips Exeter Academy Library, un noto progetto di Louis Kahn, che si trova nel New Hampshire. Costituita da un cubo forato da quattro grandi cerchi, è in legno tinto nello speciale blu, come il tavolo e gli sgabelli, blu oppure con motivi tratti dalle ceramiche Gzhel, sempre bianchi e blu.

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Un materiale per tutte le stagioni

I motivi bianchi e blu, ispirati alle ceramiche Gzhel, sono presenti anche sull’unica parete divisoria dello spazio, che separa la zona di servizio dall’area giorno e notte.

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Il monolocale dello Studio Crosby è un esempio di un utilizzo interessante di un materiale molto semplice, il pannello di nobilitato. Oltre ad essere rispettoso dell’ambiente, il pannello di nobilitato si presta a molte finiture, texture e colori, e consente così di armonizzare un intero ambiente, per rendere un progetto fluido ed elegante. [Txt Roberta Mutti – foto dal sito Crosby Studios]

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Altre immagini del monolocale di Crosby Studios a Mosca


imm cologne 2020

Lunedì 13 gennaio 2020 apre i battenti la prima fiera dell’anno, imm cologne

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Das Haus 2019

Torna dal 13 al 19 gennaio l’edizione 2020 di imm cologne, la rassegna tedesca dell’arredamento che apre ufficialmente la stagione. Ecco una guida alle più importanti novità di questa edizione.

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Stand Ligne Roset a imm cologne 2019

Dall’edizione 2020, imm cologne si sta concentrando su una nuova sfida, il programma di innovazione imm cologne 2030. Il nuovo piano riorganizza le aree tematiche, e cerca di instaurare un nuovo rapporto con i buyer, tendendo conto anche delle diverse esigenze di consumo di oggi.

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Stand Gallotti & Radice a imm cologne 2019

Un Home Hub per la scena domestica

Home Hub è il nuovo concept, fresco di debutto. Dopo il successo dell’area Pure, introdotta per mettere in evidenza la fascia high-end design, il nuovo Home Hub riunisce tutte le proposte per la casa suddivise in tre zone, Home Sleep, Home Scenes e Home Settings.

Home Sleep, al padiglione 9, presenta tutte le novità dedicata al sonno. Qui è possibile vedere tutte le novità relative a materassi, sistemi letto, letti boxspring, materassi ad acqua, arricchiti da biancheria da letto e accessori decorativi.

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Stand Giorgetti a imm cologne 2019

L’area Home Scenes ospita oltre 1.000 idee di stile contemporaneo per l’arredamento. Le aziende del segmento Home Scenes sono distribuite nei padiglioni 5.2, 6, 10.1 e 10.2, raggruppate in “grandi palcoscenici”, con i prodotti protagonisti di scenografie domestiche. Infine, Home Settings, nei padiglioni 4.1, 5.1, 5.1, 5.2, 7 e 8, esprime il segmento di offerta dedicato ai giovani che arredano la casa per la prima volta, e agli arredi trasformabili per spazi piccoli.

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Stand Antonio Lupi 2019

Anche nel 2020, la sezione Pure ospita i migliori brand del design contemporaneo internazionale. Atmosfere Pure e Pure Edizioni ospitano allestimenti molto suggestivi, che comprendono anche prodotti per arredo bagno illuminazione. Qui si trova anche Das Haus, la casa ideale, quest’anno progettata dallo studio spagnolo MUT, di Valencia.

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Lo Studio MUT con il progetto di Das Haus

Infine, la mostra “Let’s be smart – Smart Village”, apre una nuova prospettiva sul mondo digitale. La mostra presenta quattro ambienti di vita: Smart HomeSmart Residence, Smart Loft e Tiny Home. Attraverso queste scene di vita, la mostra cerca di tracciare le connessioni tra mondo abitativo e mondo digitale.

Lo stand Calligaris 2019

Imm cologne è una delle fiere più importanti del mondo per l’arredamento; l’edizione 2019 ha visto la partecipazione di oltre 150 mila visitatori, con il 52% di operatori provenienti dall’estero, da 145 diversi Paesi, e oltre il 70% di espositori provenienti dall’estero.

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Visita l’hotel 25 Hours The Circle, a Colonia


In arrivo la prima edizione del Design Week-end di Courmayeur

A febbraio la prima edizione del Design Week-end di Courmayeur aprirà le porte della località valdostana al design e all'architettura, con un ricco programma di installazioni, workshop e seminari

Dal 6 al 9 febbraio 2020, il Comune di Courmayeur presenterà la prima edizione del Design Week-end di Courmayeur. Progettisti, designer ed esperti di settore, italiani e internazionali, condivideranno nelle varie vetrine degli shop, e nelle lounge degli hotel del paesino, le novità e i trend del momento presenti nel design e in architettura. In una cornice del tutto naturale, tra neve, montagne e piste da sci, verrà dato ampio spazio alla creatività di studenti e professionisti. Non mancheranno inoltre installazioni, workshop e seminari su numerose tematiche professionali e culturali di rilievo, oltre che la presentazione di nuove idee progettuali per spazi lavoro e luoghi di benessere, in grado di soddisfare le esigenze dell'uomo moderno nell'evoluzione sociale in atto.

Design Week-end di Courmayeur: cosa ci aspetta

Numerosi gli eventi in programma all'interno di questa prima edizione di Design Week-end Courmayeur, tra cui uno spazio di co-working con computer, plotter e stampanti HP Italia, per sperimentare il concetto di SMART-working; una mostra antologica di modellini dal tema UFF…icio, realizzata dalla Scuola del Design del Politecnico di Milano, per indagare i cambiamenti in corso nei luoghi di lavoro contemporanei; la gara di sci “skiCAD”, pronta a mettere alla prova le capacità sportive di progettisti italiani e stranieri.

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E ancora…

Una collettiva di giovani artisti e designer, all’Espace Grivel di Courmayeur, presenterà opere e progetti illuminati dalle soluzioni di Delta Light; seminari, talk e interviste si alterneranno tra lo spazio di co-working e la sala congressi, tra i partecipanti anche Bob Mac Neel-Rhinoceros, Wacom, Dropbox e Adobe. Infine, grazie alla collaborazione con Skyway Monte Bianco, Michele De Lucchi terrà una conferenza in vetta al Monte Bianco sul tema delle “Earth Stations”.

Design Week-end di Courmayeur: restare sempre sintonizzati…anche mentre si scia!

Conferenze e seminari saranno trasmessi in diretta sui profili social di Design Week-end per permettere a tutti di parteciparvi anche da remoto. Il progetto Courmayeur Design Weekend è ideato è coordinato da Paola Silva Coronel in collaborazione con Courmayeur Mont Blanc.

[Text Carlotta Russo]

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