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Grunge, ceramica effetto cemento

Grunge, la nuova collezione di piastrelle in ceramica Cotto d’Este, ricorda la matericità del cemento nella decorazione di interni

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Cotto d’Este produce da oltre 25 anni rivestimenti e pavimenti in grès porcellanato d’alta gamma, ed è da sempre la prima scelta di architetti e progettisti in cerca di finiture raffinate e di qualità. Grunge è la nuova collezione di piastrelle in grès porcellanato effetto cemento, realizzata per definire spazi minimal e contemporanei.

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La collezione Grunge di Cotto d’Este riproduce la texture del cemento, per definire con personalità ed eleganza qualsiasi tipo di spazio

Il cemento, da sempre utilizzato nelle costruzioni industriali, con Grunge trova uno spazio più intimo e autentico nella decorazione di interni. Il cemento, infatti, ha una colorazione neutra e una texture versatile che si adatta a ogni tipo di ambiente, privato e pubblico, arredandolo con unicità ed eleganza.

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La collezione di piastrelle in ceramica Grunge reinterpreta la materia autentica e primitiva del cemento combinando qualità, bellezza e innovazione. Le piastrelle sono in grès porcellanato laminato con fibra di vetro, molto resistente, con uno spessore ultrasottile, di soli 6,5 mm. Ideata in quattro colorazioni, grigio chiaro Cloud, grigio scuro Storm, tortora Taupe e color salvia Musk, è disponibile nei formati 120X260 cm e 120X120cm. Grunge, inoltre, riesce a replicare la rugosità del cemento vibrato attraverso una trama irregolare di movimenti grafici indefiniti, ricreando un effetto visivo opaco e ultra compatto.

Le piastrelle in grès porcellanato Grunge sono sostenibili e antibatteriche

Le piastrelle in ceramica Grunge sono sostenibili e antibatteriche. Realizzate utilizzando la tecnologia Protect, che elimina fino al 99,9% dei batteri, questo materiale garantisce pavimenti e rivestimenti sicuri per ambienti più sani. La tecnologia agli ioni d’argento, integrata direttamente nell’impasto delle lastre in fase di cottura, infatti, permette una costante protezione antibatterica, che dura nel tempo.

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Altre immagini di Grunge, le piastrelle in grès porcellanato effetto cemento di Cotto d’Este


Da Franke, Mythos, i nuovi forni e piani a induzione

Forni e piani cottura a induzione dal design essenziale, per chi ama la bellezza in cucina, la collezione Mythos di Franke

La collezione Mythos di Franke esprime passione per la cucina e passione per il design, riunite in una serie di elettrodomestici dalle prestazioni eccezionali e dall’immagine sofisticata. Forni e piani a induzione di ultima generazione si completano con le vasche in acciaio inox, i miscelatori con o senza doccetta, la cappa dalla forma geometrica intrigante, e i piani cottura a gas in cristallo nero, per chi preferisce ancora cucinare con la fiamma.

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I nuovi forni Mythos: design high-tech e multifunzione

La nuova serie di forni Mythos aiuta chi apprezza la buona cucina, e soddisfa la vista di chi ama circondarsi di cose belle. Tutti i modelli sono in cristallo nero incorniciato e illuminato da sottili profili in acciaio inox, bruniti nella versione Mythos Black Steel, per un effetto tono su tono.

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Tra le caratteristiche che saltano subito all’occhio, il display TFT full touch a colori da 3.5’’, per seguire la cottura e la programmazione. La tecnologia CookAssist, la cottura combinata a vapore e la pulizia pirolitica, compongono la dotazione del forno per piatti da alta cucina. La maxi cavità da 73 litri è di colore grigio, per garantire la perfetta visibilità all’interno del forno. La capienza permette di cucinare sia più livelli, e la porta è dotata di sistema Smooth2close, che regola apertura e chiusura.

Scopri lo showroom Franke a Milano

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La funzione Multicooking offre la possibilità di cucinare un menù completo infornando fino a quattro piatti contemporaneamente; la cottura assistita Cookassist, con molte ricette preimpostate, permette invece di realizzare con facilità qualsiasi ricetta. Inoltre, sono disponibili diverse cotture particolari, per preparare pane o per pasticceria.

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Infine, i due modelli Full Steam FMY 99 HS XS e FMY 99 HS BK sono perfetti per gli amanti delle pietanze sane. La cottura a vapore permette di cucinare carne, pesce e verdure preservando le qualità nutrizionali degli alimenti e mantenendo intatto il loro sapore.

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Le funzioni dei forni Mythos di Franke sono utili anche per la pulizia: i forni Full Steam si puliscono sfruttando la funzione vapore, con la semplice aggiunta d’acqua. Tutti gli altri forni, invece, eseguono la pulizia con la pirolisi.

Piani a induzione Mythos: tecnologici e semplici

La collezione Mythos di Franke comprende due modelli di piani cottura a induzione, in due diverse dimensioni. I piani hanno 8 zone di cottura, con doppio display LCD touch control, la zona Flex Pro e zona French Plaque. L’estetica è essenziale e rigorosa, per cucine contemporanee dal mood metropolitano.

Scopri il piano cappa Mythos-2 Gether di Franke

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Il doppio display LCD con slider centrale accompagna nella realizzazione dei piatti, permettendo di scegliere facilmente, con touch successivi, la zona di cottura da utilizzare e la potenza da impostare, da 1 a 18. Il piano si spegne automaticamente a cottura ultimata, avvertendo con un segnale acustico che il tempo è esaurito e la ricetta ultimata.

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Grazie alla zona Flex Pro, è possibile utilizzare il piano come se fosse un’unica zona di cottura, e con l’opzione French Plaque, si possono sfruttare potenze diverse semplicemente spostando le pentole dalla zona anteriore a quella posteriore. Inoltre, il nuovo piano a induzione Mythos permette di limitare la potenza massima (a 2,5 kW, 4,0kW, 6,0kW o 7,4 kW), per adattarla al proprio contatore ed evitare sovraccarichi.

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Ultimo, ma non da ultimo, con la funzione Cookassist, il piano aiuta a scegliere la cottura perfetta per oltre 63 ricette automatiche.

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#Designgoeson: il Salone del Mobile.Milano rinviato dal 5 al 10 settembre 2021

#Designgoeson: il Salone del Mobile di Milano si terrà dal 5 al 10 settembre 2021. Ecco perché il Salone del Mobile non si può sostituire, ed ecco perché, in realtà, alcune cose stanno già cambiando

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Mostra Living Nature, Salone del Mobile 2018

Il peggioramento dell’emergenza sanitaria Covid-19, che sta interessando quasi tutti i Paesi del mondo, ha condotto alla scelta di rimandare il Salone del Mobile al 2021. I vertici del Salone del Mobile hanno cercato di mantenere le date di giugno, fissate nel mese di febbraio, ma le condizioni decisamente peggiorate non hanno lasciato altra scelta che il rinvio.

Inizialmente annunciato dal 13 al 18 aprile 2021, il Salone del Mobile del 60esimo anniversario, si terrà dal 5 al 10 settembre 2021. Il Salone 2021 ospiterà, oltre al Salone Internazionale del Mobile, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0, S.Project e il SaloneSatellite. Nel 2021 saranno inoltre presenti tutte le biennali. Oltre a Euroluce, già prevista nel 2021, saranno presenti, dunque, EuroCucina, con il suo evento collaterale FTK – Technology for the Kitchen e il Salone Internazionale del Bagno.

Scopri anche il Salone del Mobile 2019 

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Festa di chiusura del Salone del Mobile 2019

Salone del Mobile di Milano: una storia che dura da 60 anni

Non è mai facile definire cosa sia il Salone del Mobile di Milano. Nato nel 1961 come fiera di arredamento, per promuovere anche l’export, il Salone del Mobile ha puntato fin dall’inizio sugli aspetti culturali dell’esposizione. Già nel 1965, un ampio spazio espositivo era dedicato a mostre senza fine commerciale, per far conoscere il valore del design. E fin dagli anni Settanta, le aziende hanno investito molto negli allestimenti, creando così una cultura del progetto di allestimento, come architettura temporanea.

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Stand Boffi De Padova a S.Project, Salone del Mobile.Milano 2019

Milano Design Week e il Fuorisalone

Nel corso degli anni, il Salone del Mobile è cresciuto fino a diventare il principale evento al mondo di lifestyle, grazie anche al Fuorisalone, l’insieme di eventi collaterali che si svolgono a Milano durante il Salone. È nata così la Milano Design Week, un evento che ogni anno attira a Milano oltre 400 mila persone. 400 mila persone che dormono, mangiano, si muovono, e complessivamente coinvolgono oltre 23 mila imprese locali nelle loro attività quotidiane. Salone, Fuorisalone, Milano Design Week sono dunque diventati complementari alla città di Milano, parte dell’offerta culturale e turistica annuale della città. I padiglioni di Rho Fieramilano, inoltre, sono ben collegati non solo con il centro di Milano, ma anche con Torino e Bologna, grazie ai treni ad alta velocità.

Scopri anche DDN Futura, il Fuorisalone di DDN 

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Festa di chiusura del Salone del Mobile 2019

Si può sostituire il Salone del Mobile? No, ecco perché

Nonostante da più voci si stia sollecitando la costruzione di una piattaforma digitale, che in qualche modo sostituisca il Salone del Mobile, appare chiaro che difficilmente qualsiasi tipo di comunicazione virtuale potrà sostituire il Salone del Mobile.Milano. Sia per il suo grande legame con la città di Milano, che ogni anno ospita circa 400 mila persone, sia per la “fisicità” che caratterizza il prodotto di arredamento, soprattutto un prodotto di qualità come l’arredamento italiano.

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Festa di chiusura del Salone del Mobile 2019

Gli imprenditori intervistati da Designiffusion.com nella rubrica #Designgoeson, sono in generale concordi su alcuni punti fermi. Tra questi, un caposaldo è che l’unica cosa che può sostituire il Salone del Mobile di Milano 2020 è il Salone del Mobile di Milano 2021. Un altro punto di fondamentale importanza, è che sarà necessario investire molto in comunicazione, nel futuro prossimo, approfittando di tutti gli strumenti messi a disposizione delle nuove tecnologie.

Leggi le interviste di #Designgoeson

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SaloneSatellite 2019

Gli scenari che si configurano, dunque, sembrano condurre a un futuro leggermente diverso. Se ancora per diverso tempo sarà difficile pensare di sostituire completamente le fiere, è altrettanto vero che l’esperienza dell’isolamento ha costretto tutti a fare i conti con il lavoro a distanza. Scoprendo che diverse funzioni di tipo commerciale, amministrativo, di comunicazione, si possono svolgere tranquillamente dalla propria casa. E questo probabilmente porterà a molti cambiamenti, che non saranno certo percepibili subito, ma che alla lunga influiranno anche sul modo di comunicare.

Leggi anche Eurocucina 2018 

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La cucina Shape, di Poliform, a Eurocucina 2018

Scopri anche DDN Phutura, il Fuorisalone di DDN
Leggi le interviste di #Designgoeson


Café della Stampa Cersaie - DDN con Ludovica + Roberto Palomba

I nuovi standard dell’abitare post Covid: Ludovica+Roberto Palomba ne parlano con Francesca Russo, di Design Diffusion World

L'appuntamento del 3 dicembre 2020 con il Café della Stampa digitale, organizzato da Cersaie, è con gli architetti e designer Ludovica e Roberto Palomba, che parleranno dei nuovi modi di abitare. 

Dopo la pandemia: come cambiano le case

Il lockdown ha cambiato la nostra realtà e anche il nostro modo di vivere la casa. Come sta evolvendo, oggi, il concetto di abitazione?

Il lockdown dovuto all'emergenza sanitaria Covid-19, ci ha fatto riflettere sui vari modi di abitare, che sono in continuo cambiamento. Guardando agli standard delle abitazioni e ai vari modi di vivere la casa, ci siamo resi conto che il modello dei moduli familiari è ormai desueto. Oggi la società è molto cambiata, e il  modulo di base non è più la famiglia in senso tradizionale, la società contemporanea è organizzata intorno alla persona e alle sue relazioni. Relazioni che danno origine a nuovi tipi di aggregazioni e convivenze, oltre naturalmente all'aumento consistente dei single. 

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Anche lo smart working oggi è diventato una realtà, cambiando le abitudini di tutti, e la fruizione delle nostre case. Oltre a questo, si porrà il problema di tutti gli edifici per uffici che si svuoteranno, e che forse si riconvertiranno in abitazioni, come è successo cone i vecchi edifici industriali. Nel momento in cui noi, come architetti, ci troviamo a riconsiderare il benessere delle persone, dobbiamo pensare anche alla flessibilità che oggi dobbiamo dare alle abitazioni.

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La casa, oggi, non rappresenta più un luogo in cui si passa, si dorme, si entra e si esce, ma si trasforma in un luogo in cui stare. In questo contesto, il bagno e la cucina, parti fondamentali delle nostre case ed elementi nodali della definizione degli spazi, costituiranno il fulcro del progetto. La cucina, per esempio, sta diventando sempre meno il luogo della famiglia, aprendosi cosi a forme di cucina diffusa, cosi come il bagno è diventato nel tempo luogo del benessere personale. È dunque necessario riflettere e ripensare il mondo dell'abitare. 

Café della Stampa - 3 dicembre 2020 h. 14:00
Ludovica+Roberto Palomba in conversazione con Francesca Russo 

Link per registrarsi:

http://bit.ly/CaféDellaStampa_DD_n


Shadowbox, una casa in bianco

Shadowbox, una casa monocromatica, ha vinto il primo premio nella categoria Interiors Residential agli AZ Awards 2020

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Lo studio canadese Johnson Chou Inc ha vinto il primo premio nella categoria Interiors: Residential 2020 agli AZ Awards 2020, con il progetto Shadowbox. L’AZ Awards è un concorso internazionale di architettura e design istituito nel 2011 dalla rivista AZURE, che esamina ogni anno migliaia di progetti finiti o ancora da realizzare di professionisti o talenti provenienti da tutto il mondo, premiando poi i migliori in termini di eccellenza e innovazione.

Gli interni monocolore di Shadowbox riproducono luci e ombre di figure statiche e in movimento, che mutano in relazione allo scorrere del tempo

La casa Shadowbox, progettata dallo studio Johnson Chou Inc, si trova a Upper Beaches, in una delle zone più trafficate di Toronto. La particolarità di questa casa è la sua monocromaticità: pavimenti, pareti, ripiani, rivestimenti e mobili sono tutti di colore bianco. Una scelta stilistica che mette in luce, attraverso un gioco continuo di luci e ombre, la forma mutevole delle cose in relazione allo scorrere del tempo. Ogni spazio bianco della casa diventa una tela bianca che proietta figure statiche, di elementi architettonici, e figure in movimento, di elementi naturali, presenti dentro e fuori la casa. Alcune rimangono proiettate per più tempo, altre, invece, mutano di continuo, o scompaiono del tutto, a seconda della loro natura.

Scopri Casa Mi, la villa con vista sul lago di Zurigo, progettata dallo studio Daluz González Architekten

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Shadowbox, una casa a più dimensioni

Shadowbox è inoltre caratterizzata da spazi in continuo movimento: le persone hanno una percezione diversa dello spazio a seconda dell’ambiente in cui si trovano. I piani su cui sorge la casa sono infatti a singola, doppia e tripla altezza, con ponti e spazi open space che collegano i vari ambienti.

Il seminterrato, a tripla altezza, ospita il soggiorno con la biblioteca, due camere da letto, il bagno e il ripostiglio. L’altezza del soffitto, le lunghe finestre rettangolari e l’open space con la scala che porta al piano superiore, rendono l’ambiente arieggiato e pieno di luce. Al piano terra, in doppia altezza, si trovano invece la cucina con la sala da pranzo e un bagno con pareti e ripiani in marmo. Dalla cucina si accede a un cortile interno dove si trovano un albero di acero giapponese, un spazio dedicato al fuoco, e una piscina. Al piano terra, inoltre, un terrazzo affaccia sul seminterrato, creando un ulteriore elemento di passaggio tra i due ambienti.

Al primo piano, ad altezza singola, si trovano infine le due camere da letto con i rispettivi bagni, collegate l’una all’altra da un ponte che attraversa alto il piano terra. La camera principale ha il bagno integrato, uno spazio open space in cui vasca, doccia, lavabo e sanitari si trasformano in oggetti d’arredo scultorei, separati dal letto matrimoniale da una lunga tenda semi trasparente, da aprire e chiudere a piacere.

Scopri Casa Mi, la villa con vista sul lago di Zurigo, progettata dallo studio Daluz González Architekten

A seguire, altre immagini di Shadowbox, la casa monocolore vincitrice agli AZ Awards 2020


Torna Design Shanghai, dal 26 al 29 novembre 2020

Dopo due rinvii, dovuti all’emergenza sanitaria, torna l’edizione 2020 di Design Shanghai, dal 26 al 29 novembre 2020

In Cina, torna la terza fiera dell'arredamento in presenza dopo il Covid. Con la settima edizione, Design Shanghai debutta in una nuova location, lo Shanghai World Expo Exhibition and Exhibition Center. La rassegna di Shanghai abbandona dunque il vecchio centro espositivo, che ormai era diventato insufficiente a contenere la quantità di visitatori. La nuova sede offre uno spazio più ampio, nuovo, e molto ben collegato con i trasporti pubblici.

La superficie espositiva della nuova sede aumenta del 40%, rispetto allo Shanghai Exhibition Center, ed è una superficie necessaria, sia per gli espositori, sia per i visitatori, che ormai hanno superato i 70 mila. All’edizione 2020 di Design Shanghai, partecipano oltre 400 espositori, di cui una quota consistente è costituita da aziende italiane.

Collezione Confident, di Gianluigi Landoni per Vibieffe, che partecipa a Design Shanghai 2020

Design Shanghai: The Forum e Talents

Oltre alla tradizionale rassegna fieristica, nel corso degli anni Design Shanghai ha messo a punto un programma di seminari, The Forum, con figure di spicco del mondo del design, provenienti da tutto il mondo. I partecipanti dell’edizione 2020 sono Li Xiang di X-Living, Jamy Yang di YANG HOUSE, Steven Smit dello studio MVRDV e Lyla Wu e Neuni Group, che saranno in presenza. Chi Wing Lo, Philippe Starck, Kelly Hoppen, Barber Osgerby e lo Studio Lotus, invece, parteciperanno in video.

Sedia Belt, di Favaretto & Partners per Lightspace, a Design Shanghai 2020

Il programma 2020 prevede anche diverse installazioni e mostre speciali, con la partecipazione di molti designer da oltreoceano, tra cui Tom Dixon, Marcel Wanders con Moooi Works, Lee Broom, e designer cinesi, quali Mario Tsai Studio, Yang Design.

Tavolo della collezione Inedita, disegnata da Matteo Cibic per Delvis, a Design Shanghai 2020

Per la prima volta, si tiene la mostra “Talents”, una sezione speciale dedicata ai giovani talenti dalla Cina. Curata da Frank Chou, designer vincitore del SaloneSatellite.Shanghai 2016, la mostra promuove i giovani talenti cinesi, per aiutarli nello sviluppo della loro attività. I partecipanti all’edizione 2020 sono KAE Studio, Huang Zixin, Doris Wang di Dorisofia Studio, Wang Yunhan di Cosi Design Studio, Anne Zhou, Cui Zhihua, Chen Danqi, Zhou Changwei e Wu Hai.

Lampade ricavate da fondi di caffè dello Studio Kae, di Shanghai, esposte nell'area Talents

Il ricco programma di eventi dell’edizione 2020, consacra definitivamente Design Shanghai come uno degli eventi più importanti dedicati al design di tutta l’Asia.

Stand dell'azienda cinese Ugan Concept, progettata da Zhang Lei, a Design Shanghai 2020

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Il vetro di AGC Glass per il Lakhta Center di San Pietroburgo

AGC Glass firma le vetrate del Lakhta Center di San Pietroburgo, il grattacielo più alto d’Europa che sarà inaugurato entro la fine del 2020

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Il Lakhta Center è un grattacielo alto 462 metri, ed è l’edificio più alto d’Europa, e il dodicesimo più alto del mondo. Situato nel distretto nordoccidentale di Primorsinky, una zona in forte espansione di San Pietroburgo, il Lakhta Center è destinato a diventare la nuova sede della compagnia energetica russa Gazprom. Il progetto, ideato dall’architetto Tony Kettle, e seguito dallo studio GORPROJECT, verrà probabilmente inaugurato entro la fine del 2020. L’edificio ospiterà uffici e numerose aree pubbliche per l’intrattenimento, come un centro sportivo, un planetario, un centro conferenze, un ristorante panoramico e 15.000 mq di spazio espositivo.

Il vetro di AGC Glass Europe protagonista al Lakhta Center di San Pietroburgo

La facciata del Lakhta Center è stata realizzata con 16.595 lastre in doppio vetro AGC Glass Europe. Ogni lastra è in vetro a controllo solare ipasol Bright White e in vetro selettivo temperato Stopray Vision-72T. All’interno della lastra, invece, è applicato il vetro Planibel Linea Azzurra.

Scopri il grattacielo tropicale realizzato dallo studio Whoa, a Singapore

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I vetri AGC Glass Europe per il benessere all’interno degli edifici

Il vetro Ipasol Bright White, grazie alla sua bassa riflessione luminosa, è particolarmente indicato per le applicazioni da esterno. Disponibile in diversi formati e dimensioni, è personalizzabile per esigenze e richieste di ogni tipo. L’alta trasmissione luminosa e il basso fattore solare, lo rendono un vetro altamente selettivo. La selettività di un vetro è la capacità di respingere le radiazioni termiche provenienti dall’esterno, senza ridurre la trasparenza ed il passaggio della luce.

Il vetro Stopray, invece, assicura all’interno degli edifici il massimo livello di luce naturale, con il minimo apporto di calore. Nello specifico, Stopray Vision-72T ha un’eccellente selettività e un aspetto totalmente neutro. Questo modello è inoltre particolarmente versatile: può essere curvato, oppure combinato con altri prodotti AGC per garantire prestazioni ancora migliori. I vetri Ipasol e Stopray, inoltre, grazie al loro isolamento termico e al loro controllo solare, riducono i costi di condizionamento e riscaldamento, migliorando il bilancio energetico della struttura.

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Infine, applicato all’interno della lastra, Panibel Linea Azzurra della serie Planibel Clearlite è un vetro float unico nel suo genere. Generalmente applicato in vetri di forte spessore, Panibel Linea Azzurra si distingue per le elevate performance, la neutralità e l’aspetto originale, leggermente tendente all’azzurro. Questo tipo di vetro è ideale per la realizzazione di arredi, decorazioni, divisori e scale.

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A seguire altre immagini del Lakhta Center di San Pietroburgo

 


A Bologna, il Marconi Express, la prima monorotaia d'Italia per l'aeroporto

Inaugurato il 18 novembre 2020 il Marconi Express, la monorotaia che collega l’aeroporto di Bologna alla Stazione Centrale, un progetto dello studio Iosa Ghini Associati

Bologna è la prima città d’Italia a dotarsi di una monorotaia che collega direttamente l’aeroporto al centro. People Mover – questo il nome dell’infrastruttura del Marconi Express – è formato dalla monorotaia, dalle due stazioni di testa, Aeroporto e Stazione FS, e da una stazione intermedia. La stazione intermedia, Lazzaretto, ospita anche il deposito-officina, con il posto di comando centralizzato.

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Lo studio Iosa Ghini ha progettato la struttura architettonica di monorotaia e stazioni, integrando la tecnologia con il paesaggio della Pianura Padana. Il treno corre dalla stazione all’aeroporto, attraversando così una periferia urbana, che sfila verso la campagna. L’energia elettrica scorre nella rotaia, e questo è un elemento di rilievo per la leggerezza del disegno, in quanto evita la linea elettrica aerea. La ringhiera di protezione del treno e le pareti delle stazioni sono realizzate con una griglia in acciaio verniciato di bianco, che dona leggerezza e facilita l’inserimento nel paesaggio.

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L’ispirazione per la forma delle pile di sostegno viene dagli archi tipici di Bologna, mentre le stazioni ricordano idealmente le abitazioni tradizionali della Pianura Padana. Il ponte sull’autostrada (la A14), anch’esso progettato dallo studio Iosa Ghini, è forse la parte di progetto più impegnativa. La luce massima dell’impalcato è 95 metri, nel punto in cui scavalca l’autostrada a 12 corsie con 4 corsie di emergenza, ed è progettato per un’altezza massima di 250 metri.

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Un’opera contemporanea e sostenibile

Il tracciato è lungo 5.095 metri, su di una monorotaia che poggia su 125 pile di altezza variabile tra 5,2 e 18 mt, con luci variabili fra 30 e 40 metri. La struttura portante ha uno spessore di soli 130 cm, una dimensione sottolinea la leggerezza complessiva dell’opera, rispetto al paesaggio. Il Marconi Express è completamente automatizzato, e funziona con la tensione elettrica della rete filoviaria cittadina (750 V). Pannelli fotovoltaici integrati nella struttura generano circa il 35% dell’energia necessaria al funzionamento del treno. La griglia di acciaio che delimita le stazioni assicura ventilazione e illuminazione naturale, con conseguente risparmio di energia.

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Il Marconi Express ha tre carrozze, che consentono di trasportare fino a 560 passeggeri all’ora per direzione. In caso di aumento di traffico, può avere fino a 4 carrozze, per aumentare ulteriormente la capacità. Il percorso della monorotaia prevede una passerella di sicurezza con vie di fuga ogni 500 metri.

Credits:

Concept e progetto architettonico
Iosa Ghini Associati

Coordinamento generale del progetto
MATE Soc.Coop.va-STS Spa

Strutture stazione e sottostrutture viadotti
Studio Bruni-Gandolfi

Impalcati metallici
Studio Matildi + Partners

Tecnologia di trasporto
Intamin e Inautec

Studio del traffico
Steer

Altre immagini del Marconi Express, con la struttura People Mover 


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Shift, architettura green a Parigi

Arte Charpentier Architects ha trasformato gli uffici di Unibail-Rodamco-Westfield in un’architettura green

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Lo studio francese Arte Charpentier Architects ha riqualificato l’edificio che ospita gli uffici di Unibail-Rodamco-Westfield, trasformando la struttura in un’architettura green con nuovi spazi di lavoro condivisi. Il complesso edilizio, denominato Shift, si trova al confine tra il comune di Issy-les-Moulineaux e il XV° arrondissement di Parigi, una delle zone più eleganti della città.

I nuovi uffici di Unibail-Rodamco-Westfield di Parigi: spazi coworking con vista panoramica, che “fluttuano” nell’aria

Il progetto di riqualificazione di Arte Charpentier Architects ha creato una nuova tipologia di ufficio. I nuovi spazi favoriscono il coworking e le relazioni, e sono in continuo dialogo con la città e la natura circostante.

Le facciate dell’edificio, che prima erano in cemento, ora sono in vetro, per un’illuminazione più naturale degli interni. Le superfici vetrate consentono anche una visuale nitida e costante dell’esterno, per un maggior benessere. Le lunghe alette verticali che circondano le facciate, conferiscono alla struttura un effetto tridimensionale. Al centro dell’edificio, si trovano i nuovi spazi di coworking che, posizionati su terrazze a differenti altezze, sembrano fluttuare nell’aria. Un atrio interno che percorre la struttura da est a ovest, invece, collega il XV° arrondissement di Parigi al quartiere di Issy-les-Moulineaux, diventando punto d’incontro tra le due città.

Scopri #STAYGREEN, un nuovo concept per eco-hotel

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Al piano terra dell’edificio, che si sviluppa su una superficie di 5.000 mq, si trovano la reception, il Welcome Bar, l’auditorium, con 200 posti a sedere, spazi per il lavoro, e un ristorante con menù tematici sempre diversi. Le alette verticali che ricoprono per intero l’esterno dell’edificio, all’interno sono in legno di faggio e decorano l’atrio.

Shift, architettura green che promuove l’agricoltura urbana

Shift è un esempio di architettura green, caratterizzato da 1.800 mq di spazi all’aperto, tra terrazze private, logge e balconi immersi nel verde. Il tetto, trasformato in un terrazzo di 2.600 mq, offre spazi in cui poter lavorare all’aperto, un ristorante per pranzare durante la pausa lavoro, e oltre 1.000 mq di agricoltura urbana gestita dall’ONG Sous les fraises, che ha lo scopo di educare e sensibilizzare i dipendenti su temi ecologici.

Leggi anche “A Tokyo, un grattacielo per uffici progettato da Nendo, con aria e luce naturale”

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L’ ambizioso progetto di riqualificazione urbana, guidato da Arte Charpentier Architectes per Unibail-Rodamco-Westfield, ha attirato anche il gruppo di Nestlé France. La compagnia francese di Nestlè ha infatti deciso di aprire all’interno dell’edificio il primo Centro di Competenza Nutrizionale francese.

A seguire altre immagini di Shift, il complesso edilizio riqualificato da Arte Charpentier Architetcs a Parigi


Il Salone del Mobile annuncia la scomparsa di Manlio Armellini

Manlio Armellini, anima del Salone del Mobile di Milano, ha lasciato una grande eredità

È mancato ieri Manlio Armellini, segretario generale, e in seguito amministratore delegato, di Cosmit (l’ente che organizzava il Salone del Mobile di Milano). Dal 1965 al 2009, Manlio Armellini fu l’anima del Salone del Mobile, e l’artefice della sua trasformazione da fiera del mobile a evento di lifestyle internazionale. Sotto la sua guida, il Salone del Mobile è passato dai 97.000 metri quadrati del 1974 ai 207.577 metri quadrati di superficie di oggi. E i visitatori professionali hanno realizzato un vero boom, aumentando da 67.000 a 315.353, di cui la metà esteri. Infine, allo stesso tempo, l’industria dell’arredamento italiana è diventata un simbolo del made in Italy nel mondo.

Già nel 1965, Manlio Armellini ebbe l’idea di organizzare iniziative culturali collaterali alla fiera. Aprì così la strada alla trasformazione del Salone del Mobile in un evento culturale di più ampia portata, cresciuto a dismisura nel corso del tempo. Già dalla fine degli anni Sessanta, il Salone attira pubblico da tutto il mondo, e ha fatto di Milano il centro del mondo del design. Per quest’attività, di “promozione del design italiano”, Armellini è stato premiato nel 1987 con il Compasso d’Oro. Per la sua lunghissima attività nel settore del design, arredamento e mobile, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, ed era Cavaliere di Gran Croce all’Ordine e al Merito della Repubblica Italiana.

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Salone del Mobile.Milano 2019, foto Andrea Mariani

Scopri tutti i premiati al Compasso d'Oro 2020

Manlio Armellini e il Salone del Mobile di MiIano

Nato nel 1961 a un'idea di alcuni imprenditori, il Salone del Mobile è stato, fin dall'inizio, un ottimo veicolo per l’export dell’arredamento made in Italy, un'industria in grande espansione. La prima edizione vide la partecipazione di 328 espositori, su di un’area espositiva di 11.180 mq, e 12 mila visitatori. L’ultima edizione, quella del 2019, ha visto una superficie espositiva di oltre 200 mila mq, circa 2.300 espositori, e oltre 370 mila visitatori da tutto il mondo. Non tralasciando i circa mille eventi del Fuorisalone, che fanno di Milano il centro del mondo durante la Milano Design Week.

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Opening del Salone del Mobile.Milano 2019, foto Diego Ravier

Nel 2020, a causa dell’emergenza sanitaria, il Salone del Mobile.Milano è stato prima posticipato al mese di giugno, e in seguito cancellato, e rimandato al 2021. Alla data del 17 novembre 2020, le date di aprile, 13-18, rimangono ancora confermate. Tuttavia, la situazione della pandemia di Covid-19 è ancora in evoluzione, quindi è estremamente complicato fare previsioni corrette. Ciò che succederà dipenderà da moltissima fattori.

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Foto Alessandro Russotti