Salone del Mobile.Milano Moscow

Dal 10 al 13 ottobre il 'modello Milano' del Salone del Mobile torna a Mosca per la quattordicesima volta

Per la 14a edizione (10 - 13 ottobre 2018, presso Crocus Expo-2) il Salone del Mobile.Milano (con il Salone Satellite) torna a Mosca con un nuovo nome: Salone del Mobile.Milano Moscow. Si consolidano il processo di internazionalizzazione intrapreso e la volontà di presidiare un mercato importante, l’impegno è quello di trasferire l'esperienza e la capacità innovativa di Milano e del suo Salone in una capitale come Mosca, portando a Crocus Expo-2 le proposte del settore arredo-casa presentate lo scorso aprile al Salone del Mobile.Milano, vetrina di ciò che sarà tendenza, di nuovi talenti e luogo dove si consolidano posizioni e strategie.

Saranno oltre 250 le aziende italiane presenti nei padiglioni 7 e 8 con l’importante intento di collocarsi sul mercato russo e su quello dei Paesi delle ex Repubbliche sovietiche sempre più interessato al prodotto di qualità, dal pezzo classico a quello di design e al luxury. Il Salone milanese-moscovita è onnicomprensivo come merceologie tra mobili e complementi, cucina, illuminazione, ufficio, arredobagno e tessili.

Un appuntamento importante per il Made in Italy dato che la Russia mantiene una notevole rilevanza strategica: nel 2017 l’Italia continua ad essere il secondo fornitore di arredamento del mercato russo. Sono attesi 30 mila visitatori e ICE www.ice.it (Agenzia per la Promozione all'estero e l'Internazionalizzazione delle imprese italiane) porterà alla manifestazione una delegazione di 140 operatori tra buyer, distributori, architetti e interior designer dalla Federazione Russa, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan e Uzbekistan.

Le Master Classes del 2018 saranno moderate da Olga Kosyreva e tenute da Ferruccio Laviani, Fabio Novembre e Mario Bellini.

 


Al via oggi Milano Moda Donna P/E 2019 -

Nel video ‘Be Ready’, ecco come una top model si prepara ad affrontare la Settimana della Moda Primavera-Estate 2019 con le sue 165 collezioni

‘La modella ucraina Nastya Timos nel fashion movie ‘Be Ready for Milano Moda Donna’

L’edizione Primavera-Estate 2019 di Milano Moda Donna si tiene dal 18 al 24 settembre 2018 e prevede 60 sfilate, 80 presentazioni e oltre 40 eventi in calendario, per un totale di 165 collezioni presenti. Per la prima volta sfilano i brand, Agnona, Fila, A.F Vandervost, ACT N.1, Ultràchic e Chika Kisada.

Collezione inedita quella di Tiziano Guardini, vincitore del premio “Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer” al Green Carpet Fashion Awards Italia 2017, accanto a felici rientri come Byblos, Iceberg e Philipp Plein.

Presso il Fashion Hub di Milano Moda Donna, fra i giovani talenti sostenuti da Camera della Moda, i 12 finalisti dell’International Woolmark Prize 2018/19, progetto creato da The Woolmark Company sulla bellezza e la versatilità della fibra naturale lana Merino.

La Fashion Week coinvolgerà l’intera la città di Milano anche attraverso le installazioni del progetto ‘Milano XL’ nei centri nevralgici del percorso della moda.

‘Be Ready for Milano Moda Donna’

Alcuni eventi potranno essere seguiti durante l’intera settimana live su milanomodadonna.it con streaming sfilate, video e fotogallery; attraverso l’App di CNMI e sui profili social Instagram, Facebook, Twitter, oppure sul maxischermo in Corso Vittorio Emanuele all’angolo con piazza San Babila.

UN FASHION MOVIE DIETRO LE QUINTE

La casa di produzione milanese The Blink Fish edita un fashion film per la Camera Nazionale della Moda Italiana creato come celebrazione della Settimana della Moda Milanese settembre 2018.

Il trailer ‘Be Ready for Milano Moda Donna’, diretto da Giacomo Boeri e Matteo Grimaldi, prodotto da Antonio Guarrella, ha come protagonista la modella ucraina Nastya Timos seguita nel suo allenamento per prepararsi all’evento, fra fitness, prova vestiti e selfie di verifica.

Gli abiti e gli accessori sul set sono di Arthur Arbesser, Gabriele Colangelo, GCDS, Giannico, Lucio Vanotti, Marco de Vincenzo, Paula Cademartori, Sara Battaglia, Stella Jean e Vivetta. [Text Barbara Tassara]


#Youngtalents: JOYNOUT

Fondato nel 2012 da Assaf Israel e con sedi a Tel Aviv e Milano, lo studio Joynout crea prodotti e concept originali destinati al settore contract e agli spazi pubblici

Assaf Israel

Nel processo di design i creativi dello studio sono guidati da valori quali innovazione e qualità, mettendo al centro l’utente e la sua esperienza. “Amiamo collaborare con altri brillanti creativi e con aziende che, come noi, riconoscono l’importanza delle relazioni umane, ispirando benessere attraverso oggetti di design”. In un mondo che incoraggia la virtualità, Joynout mira a cambiare le percezioni e le idee comuni, portando nuove tendenze ai luoghi concreti che appartengono a tutti noi.

Daydream al Fuorisalone

Al Salone del Mobile Joynout ha lanciato Daydream, una seduta che ricorda una scultura, ispirata alla lemniscata (ovvero l’otto rovesciato, simbolo di infinito), che offre all’utente nuove e inattese modalità di sedere, rilassarsi, interagire.

Daydream

Disponibile in dieci colori, Daydream è un prodotto di qualità interamente fatto in Italia con materiali duraturi. La seduta è composta da due pannelli tra loro identici rivestiti, fissati l’uno all’altro, che danno vita a un oggetto che non ha né una fine né un inizio. La scocca è in legno, i tessuti di rivestimento Kvadrat e il poggiatesta removibile è di facile pulizia e manutenzione.

Daydream

Creato come reazione alla tendenza di oggi di muoversi sempre in avanti, Daydream incoraggia l’utente a svincolarsi dalle distrazioni trovando il proprio posto nello spazio. Se condivisa tra due persone, Daydream agevola l’interazione creando una sinergia tra gli utenti.

[Annamaria Maffina]/www.joynout.com


Panasonic esplora gli stati emotivi attraverso il design

Panasonic spegne 100 candeline e con la London Design Biennale, fino al 23/09/2018, analizza come design e tecnologia possono arricchire le nostre vite

La London Design Biennale, che durerà tre settimane alla Somerset House, rappresenta uno dei momenti di più rapida crescita del design a livello mondiale, e quest’anno segna il rinnovato impegno di Panasonic per lo sviluppo di prodotti che migliorano la nostra esperienza di vita quotidiana.

Durante la Biennale, Panasonic espone Kasa, una collezione di luci intelligenti dalle forme rotonde, che utilizzano “sensori di vibrazione” capaci di percepire il nostro stato emotivo e si illuminano solo quando siamo calmi e gentili. L’intera linea è sviluppata in collaborazione con gli artigiani di Kyoto (Giappone), ed esplora le capacità dei prodotti e del design in generale, di influenzare i nostri stati d’animo e di come l’innovazione del prossimo secolo influirà sulla nostra quotidianità.

Takehiro Ikeda, direttore creativo di Panasonic Design & Director di Panasonic Flux, ha commentato:

Emotional States è un tema naturale per una Biennale di Design, poiché il design è in tutto ciò che ci circonda, dalle nostre case, agli ambienti in cui trascorriamo le nostre giornate, persino i vestiti che indossiamo e i prodotti di cui usufruiamo, hanno tutti un immenso potere di influenzare il nostro stato d’animo. E poiché la tecnologia sta diventando sempre più inclusiva nella nostra vita quotidiana, non c’è momento migliore di questo, per esplorare l’impatto che può avere sulle emozioni umane.

In esposizione alla Somerset House fino al 23 settembre 2018, la Biennale ospita 40 paesi diversi. Un evento imperdibile per chi vuol essere al passo con la tecnologia e lo smart living. [Giuseppe D’Orsi]


Helsinki: il nuovo museo d'arte Amos Rex

Amos Rex è un avveniristico polo culturale per l'arte contemporanea (con ristorante e cinema): un motivo in più per andare a Helsinki

Il museo 'sotterraneo' Amos Rex, vista della piazza Lasipalatsi [Photo © Mika Huisman/JKMM Architects]

Amos Rex è stato inaugurato il 30 agosto 2018 nella capitale finlandese dopo ben cinque anni di lavori e un progetto da 50 milioni di euro, finanziato interamente da privati. Accompagna l'inaugurazione l'installazione digitale “Massless” del collettivo giapponese teamLab, che resterà aperta fino al 6 gennaio 2019.

Amos Rex, mostra 'Massless' [Immagine: © teamLab/JKMM Architects]

Il progetto, firmato dallo studio finlandese JKMM Architects Ltd, recupera e amplia l’ edificioLasipalatsi degli Anni ’30 e si sviluppa sotto l’omonima piazza modernista con circa 2.200 mq di spazi espositivi sormontati da ampi soffitti a volta e grandi lucernari che, con un dinamico gioco di volumi conici e forme curve, ridefiniscono il layout urbano dell’aerea. All’interno dell’Amos Rex viene inoltre incorporato lo storico Bio Rex Cinema con una sala da 590 posti.

Amos Rex Cinema Bio Rex, Helsinki

L’Amos Rex è sicuramente uno degli edifici più importanti costruiti negli ultimi anni nel quartiere culturale della capitale finlandese,dove sono stati già realizzati precedentemente il Kiasma Museum of Contemporary Art, l’Helsinki Music Centre, la Finlandia Hall, il National Museum of Finland, il Finnish Museum of Natural History, l’ Ateneum Museum, l’Helsinki Art Museum (HAM) e dove, entro la fine del 2018, è prevista anche l’inaugurazione della nuova Oodi, Helsinki Central Library.

Amos Rex, particolare dei lucernari della sala espositiva, [Photo © Mika Huisman/JKMM Architects]

Amos Rex è stato costruito attraverso una joint venture tra la città di Helsinki e la Föreningen Konstsamfundet, una fondazione artistica creata come lascito del filantropo Amos Anderson (1878-1961), editore, investitore finanziario e mecenate conosciuto in Italia per aver promosso nell’anno 1938 la costituzione della Fondazione Institutum Romanum Finlandiae, con sede nella cinquecentesca Villa Lante al Gianicolo a Roma, di proprietà dello Stato finlandese dal 1950.

La fondazione Föreningen Konstsamfundet gestisce dal 1965 l'Amos Anderson Art Museum e, dopo aver fornito tutti i finanziamenti per il nuovo Amos Rex, lo gestirà come istituzione privata. [Text Arianna Callocchia]


Al Materia Design Festival creatività mediterranea

Materia Design Festival, a Catanzaro dal 20 al 23 settembre 2018, punto d'incontro nel Sud Italia tra designer internazionali, tradizioni e materiali locali

'Ficarazza' design Domenico Gioia, opera artigianale di Marzia De Rosa

Materia Independent Design Festival (www.materialfestival.com) è arrivato alla sua terza edizione, con una sfida ambiziosa: diventare il più importante festival di design dell'Italia del Sud. Se l'anno prima ha attirato più di 8.000 persone, nel 2018 (dal 20 al 23 settembre) se ne attendono ancora di più.

'Filofono' laboratorio artigiano Ennio Gentile

Nel più schietto spirito glocal, il festival mira a creare connessioni tra l'artigianato locale e la capacità di innovazione del design, facendo appello a progettisti internazionali con radici in Calabria, italiani in generale e stranieri. Le ricadute positive già si registrano sul territorio.

Il tutto si svolge nel centro storico di Catanzaro (Italy) nel Complesso monumentale del San Giovanni, l’Ex Stac e il Museo Marca. Curatore per l'edizione 2018 è Sergio Fabio Rotella, nativo di Catanzaro con studio a Milano e Pechino, autore di progetti di architettura e design in Italia e all'estero. Mentre il tema conduttore è 'PASTmeetsFUTURE' con la mission di progettare prodotti radicati nella tradizione ma ripensati con occhio al futuro, per valorizzare il contesto del Sud. 'Made in Calabria' e 'Souvenir Calabria' sono nello specifico le iniziative che hanno portato a collaborare designer internazionali e aziende del territorio calabrese.

Poltroncina e libreria Ioniki, design Setsu e Shinobu Ito con Menniti & Mercuri

Le sedici sperimentazioni avviate sono il binomio dei giapponesi Setsu e Shinobu Ito (vincitori Compasso d'Oro) con Menniti & Mercuri; l’israeliano Ronen Joseph con l’azienda Domenico Cuglieri; l’argentino Gerardo Mari e Porta Cosfer con Clypeum; lo stesso Sergio Fabio Rotella con Cotto Cusimano; Antonio Aricò e Saverio Zaminga con Nirù; Marco De Masi e i ceramisti di Squillace IdeArt, il Tornio e Deco Art; Imma Matera e Tommaso Lucarini con l’Azienda Salvatori; Domenico Garofalo, Massimo Sirelli e Studio F con Hera;
Luca Maci e Arte Marmo Calabrò; Domenico Gioia con l’artigiano Marzia De Rosa; Gerardo Mari e Fabbriche Musicali Calabresi; Gerardo Mari e Gruppo Pedullà.

'Cocciu d'amuri' di Danilo Randazzo

 

Madia Monterosso, design Ronen Joseph, produzione Domenico Cugliari

Materia Design Festival sarà poi teatro di attività formative e ludiche: esposizioni di giovani designer provenienti da tutta Italia, aziende locali e showroom, aperiTalk con alcuni dei designer elencati prima e con l’esperto di eco design ed economia circolare Giorgio Caporaso, Workshop con Domenico Gioia sul packaging; design experience con l’artista Massimo Sirelli con un focus sulla Calabria tra installazione partecipata e interattività. Le esposizioni Food Graphic, dedicata al packaging con selezione per il premio OneMorePack, e un'altra a cura di Mario Verre sulla contaminazione contemporanea dei mobili tradizionali del Mediterraneo. Non mancheranno eventi musicali serali.

Questo coinvolgente festival sperimentale è stato ideato e sviluppato da Officine AD, studio fondato dagli architetti catanzaresi Domenico Garofalo e Giuseppe Anania. [LB]

'Saportipico' di Flavia Aprilini

 

 

 

 

 


Soup Opera, il cibo diventa un codice di comunicazione per arte e creatività -

Soup Opera è un progetto che usa il cibo come codice comunicativo condiviso per raccontare l’universo dell’arte e della creatività


Homo Faber: l'alto artigianato d'Europa a Venezia

Big event sui mestieri d’arte in Europa alla Fondazione Cini: 12 Maestri all’opera in omaggio ad antiche tradizioni e ai legami con design e moda

HomoFaber 2018 Venice ©CiniFoundation

Da oggi al 30 settembre 2018, gli oltre 4000mq della Fondazione Giorgio Cini nell’isola lagunare di San Giorgio Maggiore ospitano Homo Faber,  #HomoFaber2018, la più grande mostra-evento sul ‘saper fare’ europeo. Dalla moda alla scrittura, dall’intaglio su legno al restauro di barche a vela alla creazione di carte speciali, Homo Faber racconta i più rappresentativi mestieri tradizionali legati al mondo del lusso, per testimoniare il rispetto e l’importanza dell’industria nei confronti dei maestri artigiani.

Il rubino incastonato nel pennino di una stilografica Mont Blanc ©Mont Blanc

Competenza, passione e talento svelano il volto umano degli oggetti di lusso, intesi nel loro significato originario di portatori dei valori, della cultura e dell’antico sapere di chi li ha foggiati con le proprie mani. Venti tecniche artigianali sono illustrate da altrettanti Maestri d’arte che rivelano al pubblico come nascono gli iconici prodotti delle più note Maison o dei brand di nicchia.

La barca a vela Eilean (Officine Panerai) in restauro ad opera del team del Cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio

Le 16 tappe tematiche sono state curate da altrettante personalità di spicco, tra cui Michele De Lucchi, Judith Clark, Jean Blanchaert, Stefano Boeri, India Mahdavi, che hanno scelto come location gallerie, chiostri, biblioteche, perfino la piscina Gandini, di norma chiusa al pubblico.

Peter Bellerby Globemaster [©Cydney Cosette Courtesy of Julian Love]

Partners fondamentali, Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Fondation Bettencourt Schueller, Fondazione Giorgio Cini, e Triennale Design Museum, hanno collaborato all’organizzazione della mostra, presentata dalla svizzera Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, , che si dedica a preservare i mestieri d’arte, rinforzandone i legami col design. [Text Giulia Bruno]

L’ingresso alla più grande mostra mai realizzata presso la Fondazione Cini è libero, previa prenotazione su www.homofaberevent.com, tutti i giorni dal 14 al 30 settembre 2018


Artemide: nuovo Competence Centre a Zurigo

Nel nuovo showroom monomarca di Artemide a Zurigo si sperimentano le innovazioni del brand per l'illuminazione residenziale, l'architettura e l'outdoor


Nella centrale Albulastrasse a Zurigo, Artemide ha inaugurato a fine giugno 2018, uno spazio che è riduttivo definire showroom, è infatti l'Artemide Light Competence Centre. Di pari passo con la continua ricerca tecnologica e la filosofia 'The Human Light' che sottende l'operare di Artemide (www.artemide.com), non si presenta come statica esposizione, comprende invece una work station, un ufficio e una conference room con soluzioni illuminotecniche avanzate e ottimali.


Inoltre i visitatori, professionisti e clienti finali, possono spingersi alla frontiera del contemporaneo con 'Light Over Time' , Lot propone infinite varianti di illuminazione che possono essere controllate in modo dinamico e intuitivo usando speciali software.

Artemide recentemente premiata con il suo VIII° Compasso d'Oro per Discovery (serie di lampade che dall'ottica traggono effetti 'magici') ha visto anche riconosciuta la figura del suo fondatore, ingegnere Ernesto Gismondi con un meritatissimo Compasso d'Oro alla carriera, per aver illuminato con instancabile energia e progettualità l'evoluzione del design in Italia. [Photo Marcel Nüesch]

 

 

 

 


Look Brooks Brothers per il rientro al lavoro

Brooks Brothers, il più antico brand americano, tra eleganza e un twist moderno ha vestito i Presidenti USA ed è pronto per l'autunno 2018 dei businessmen

Con due secoli di storia della moda e del costume, Brooks Brothers ha vestito quasi tutti i Presidenti degli Stati Uniti e festeggia nel 2018 il suo doppio anniversario. 

Da sempre emblema di tradizione e al tempo stesso di innovazione, è stata la prima azienda a offrire abiti confezionati, a inventare la camicia con il colletto button-down (1896), la camicia non-stiro, a diffondere tessuti come il madras e il seersucker.

A partire dall’apertura nella città di New York nel lontano 1818, da parte di Henry Sands Brooks, di una piccola merceria familiare, la crescita del marchio non si è mai arrestata fino a divenire un brand globale che mescola il vestire formale alla comodità funzionale.

Eleganza classica e senza tempo, con un tocco moderno, distribuita da oltre 280 negozi negli Stati Uniti – fra cui lo storico primo retail shop all'angolo tra Catherine Street e Cherry Street a New York - e più di 700 punti vendita in 45 Paesi del mondo. [Text Barbara Tassara – Photo courtesy of Brooks Brothers]