Hotel Punta Caliza: fra lo Yucatán e Venezia

Lo studio Macías Peredo di Guadalajara ha creato il resort a Isla Holbox, in Messico, ispirato ai Maya. Il progetto è alla Biennale di Architettura di Venezia 2018

Privo di auto e accessibile solo via mare, Isla Holbox è un villaggio di pescatori al largo della penisola dello Yucatán, all’interno della riserva naturale di Yum Balam. Un angolo di paradiso famoso soprattutto per concedere ai turisti la rara opportunità di nuotare con gli squali balena.

La piscina fulcro del resort

È qui che sorge l’Hotel Punta Caliza a meno di 100 metri dalle acque color smeraldo del Golfo del Messico. Composto da 12 camere da letto, si ispira all’architettura Maya della penisola dello Yucatán, sia nella costruzione che nel design. Ad esempio per i pavimenti e le pareti è stata usata la ‘piedra caliza’ realizzata con un antico stucco Maya dal colore bianco, utilizzato per sigillare le cisterne d’acqua.

Il tutto ovviamente rivisto in chiave moderna e più geometrica rispetto alle storiche strutture Maya. Un esempio delle scelte dello studio di Salvador Macías e Magui Peredo, noti per mantenere un forte legame con l’artigianato e la cultura tradizionali, è la posizione di una piscina triangolare nel fulcro della proprietà, che richiama i tipici cortili dei villaggi Maya.

Per quanto riguarda gli interni spicca la scelta del cedro rosso come materiale principale per i rivestimenti, la cui visione rende dal primo momento le suite calde e accoglienti. Ogni camera dispone di una piscina privata che si collega al canale principale, trasformando il resort in una piccola Venezia messicana, un paragone tutt’altro che fuori luogo considerando che l’Hotel Punta Caliza è stato chiamato, tra gli altri, a rappresentare il Messico, al Padiglione nazionale, alla Biennale di architettura di Venezia 2018.

[Giuseppe D’Orsi]


Luxury life e yachts italian style

Sanlorenzo, Baglietto e Pininfarina per Princess Yachts solcano l’estate 2018 con nuovi modelli straordinari per scafi e interni

Yachts dagli scafi progettati su misura, seguendo le richieste degli armatori; interni rifiniti sartorialmente espressione di un lusso raffinato interpretato dalle più autorevoli firme del design mondiale; dimensioni studiate ad hoc per favorire gli spazi conviviali, tutto collabora a fare degli yachts di ultima generazione uno dei punti di forza della nautica italiana.

 

Main Salon disegnato da Antonio Citterio per lo yacht Sanlorenzo SD 112

Sanlorenzo, Baglietto, perfino Pininfarina con il colosso britannico Princess Yachts, offrono nuove forme esperienziali nel trasporto di lusso nautico.

La cabina dell’armatore su progetto di Piero Lissoni per lo yacht SX88 Sanlorenzo

Sanlorenzo, uno dei maggiori costruttori al mondo per yachts sopra i 24 metri, è il primo cantiere eco sostenibile del settore. Dordoni Architetti, Antonio Citterio, Patricia Viel Interiors, Piero Lissoni sono stati chiamati per dare il ‘calore di casa’ ad imbarcazioni lunghe fino a 80 metri, dilatando lo spazio interno con l’abbattimento delle barriere, scegliendo arredi delle più prestigiose aziende italiane.

Andiamo, mega yacht Baglietto

Grandi volumi e ampia vivibilità sono le caratteristiche delle nuove ‘barche’ lunghe 48 metri costruite da Baglietto, mega yacht a scafo dislocante in acciaio e alluminio. Area abitabile di 350 mq, di cui 140 dedicati alla convivialità all’aria aperta, piscina a sfioro con prendisole, interni con ampie finestrature a tutta altezza, cucina dedicata all’alta ristorazione… anche le lunghe navigazioni transatlantiche diventano gite sul mare.

Uno dei saloni del mega yacht Andiamo di Baglietto; in primo piano, poltrone Flexform

Lo scafo e gli esterni del 48 metri Andiamo portano la firma di Francesco Paszkowski; gli interni con divani custom made, materiali preziosi come l’onice e l’ebano lucido, scala a chiocciola in cuoio e acciaio, docce e bagno turco sono stati opera di Paszkowski e Margherita Casprini.

Performance sports yacht R35 di Pininfarina per Princess

Decisamente di altre dimensioni, ma non per questo meno importante, l’R35 ha gli esterni progettati da Pininfarina, che ha concentrato lo sguardo sull’aerodinamica e realizzato linee pure, eleganti, ideali per la velocità e la performance. Non solo, attento come sempre alla funzionalità, Pininfarina ha introdotto prese d’aria nello scafo, per raccogliere aria per i motori ed espellerla eliminando il vortice di coda.

 

Dalla prestigiosa collaborazione tra Princess Yachts, leader britannico nella produzione di imbarcazioni a motore, e Pininfarina, notissimo centro di industrial design e engineering con una lunga tradizione nella progettazione di mezzi di trasporto d’eccellenza, sono scaturite eleganza e tecnologia, bellezza rivoluzionaria e pura emozione. [Text Giulia Bruno]


A show for the industry, by the industry

Si trasferisce a South Bank – hub londinese culturale e creativo – il festival di design acclamato dalla critica, il programma è di altissima qualità con mostre, installazioni, pop-up store, talk e workshop

designjunction  (20-23 settembre 2018) è pronta a trasferirsi a South Bank, importante hub culturale londinese, mettendo in mostra il meglio del design mondiale in occasione dell’annuale London Design Festival (15-23 settembre).

designjunction, giunta all’ottava edizione, ha ormai una reputazione consolidata per la sua capacità di trasformare alcuni dei luoghi più dinamici e ambiziosi di Londra in vere e proprie design destination, riuscendo ad attirare ben 28.000 visitatori nel 2017.

 

In collaborazione con Coin Street Community Builders (CSCB) – un’impresa sociale locale – designjunction presenterà una carrellata stellare di marchi britannici e internazionali, consolidati ed emergenti, in tre luoghi cruciali: il sito di Doon Street (arredamento, illuminazione e store), Riverside Walkway (installazioni all’aperto) e Oxo Tower Wharf (mostre ed eventi esperienziali), tutti di proprietà e gestiti da Coin Street Community Builders (CSCB).

[Text Annamaria Maffina]


Biennale di Venezia 2018: Olanda

‘Work, Body, Leisure’ tre parole guida per le installazioni dell’Olanda  in Biennale sui mutamenti dell’umanità nell’era dell’automazione

'Locker Room' [Photo Daria Scagliola]

L’Olanda partecipa alla 16.Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (aperta fino al 25 novembre 2018) con ‘Work, Body, Leisure‘, un progetto commissionato dal Het Nieuwe Instituut di Rotterdam e curata da Marina Otero Verzier, in risposta alle tecnologie emergenti dell’automazione con proposte innovative per una progettazione architettonica creativa e responsabile.

Padiglione Olanda, Giardini, Biennale 2018 [Photo Italo Rondinella, Courtesy La Biennale di Venezia]

L’esposizione si articola in più installazioni realizzate da un team multidisciplinare di architetti, artisti, designer, musicisti, storici e teorici invitati dalla curatrice a presentare le loro proposte sui temi dello sviluppo urbano, del lavoro automatizzato e del tempo libero. La Locker Room’, stanza completamente arredata da armadietti di colore arancione, dà il benvenuto ai visitatori e li invita a scoprire alcune situazioni della vita quotidiana che sembrano familiari ma che in realtà evidenziano i continui cambiamenti nell’etica e nelle condizioni di lavoro attuali. Il tono arancio dominante, più che il colore nazionale dei Paesi Bassi, evoca il ritmo pressante dei fastfood.

'Work, Body, Leisure', Padiglione Olanda [Photo Daria Scagliola]

Con l’installazione #BED, Bed-In, ad esempio, Beatriz Colomina reinterpreta il letto e lo utilizza come un nuovo spazio di lavoro dell’epoca dei social media. Marten Kuijpers e Victor Muñoz Sanz esplorano con #OFFICE, Automated Landscapes, l’architettura a Rotterdam nell’era dell’automazione. Con #SIMULATION, Safety Measures, Simone C. Niquille presenta uno studio sull’ergonomia e l’interazione uomo/macchina svelando i parametri usati dai software di progettazione per modellare spazi, oggetti e corpi.

'Work, Body, Leisure', Padiglione Olanda [Photo Daria Scagliola]

In sintesi: ‘Work, Body, Leisure’ presenta come l’uomo, i suoi oggetti e i suoi spazi vengono plasmati nell’era dell’automazione e come questi cambiamenti possano influenzare e modificare l’approccio progettuale degli ambienti in cui vive e lavora. [Text Arianna Callocchia]

'Work, Body, Leisure', al Padiglione Olanda l'arancione claustrofobico dominante lascia spazio anche al bianco e alla luce naturale [Photo Daria Scagliola]

Alla calzatura 'Furoshiki The Wrapping Sole' il Compasso d’Oro 2018

La scarpa ‘fasciante’ dalle alte performance di Vibram® è ispirata all’arte giapponese ‘furoshiki’ e ha vinto il prestigioso premio per il suo design innovativo

Una delle innovazioni più riuscite dell’eclettica azienda Vibram® , è Furoshiki The Wrapping Sole’   ha vinto l’ADI Compasso d’Oro International Award http://www.adi-design.org/compasso-d-oro-award.html, uno fra i prestigiosi premi ottenuti nel campo del design internazionale.

La calzatura fasciante, ispirata all’antica arte giapponese ‘furoshikidi confezionare i doni con il tessuto, avvolge il piede tramite una suola ergonomica e fasce di tessuto elasticizzato, flessibile e sensibile a varie allacciature, fasciature e necessità di camminata.

 

La sua ‘suola avvolgente’ è versatile e funzionale, adatta a testare varie superfici in sicurezza e comodità, ideale per viaggiare, per varie attività nel tempo libero e per la vita di tutti i giorni. Realizzata in tessitura ispirata all’oriente, al deserto, in denim, nel classico nero, con possibilità di colori unisex. Con suola certificata Vibram® ad alte prestazioni, una vera e propria rivoluzione progettuale, semplice ma originale. [Txt Barbara Tassara]


#Youngtalents: Atelier ARI

‘Pluglight’ dello studio Aterlier ARI, è una lampada a sospensione che permette a più utenti insieme di caricare i propri dispositivi

Atelier ARI è uno studio di design con sede a Rotterdam fondato nel 2014. “Il nostro lavoro ha come caratteristica principale un design ben definito, combinato a un tocco di originalità e passione per artigianalità ed estetica. Le idee nascono fuori dal contesto, hanno tre dimensioni, giocano con l’esperienza di un oggetto e quanto lo circonda”.

‘Pluglight’ è una lampada a sospensione che permette a più utenti insieme di caricare i propri dispositivi. Realizzata con un blocco acrilico trasparente e lucido e un tubo di luce diffuso che incorpora tutti i componenti tecnici, il dispositivo è dotato di una presa di corrente. Un design che punta a estetica e funzione: il cubo acrilico trasparente dà vita a bellissimi e inattesi riflessi della lampada e quanto la circonda, riempiendo la stanza di una luce calda e morbida. Il design essenziale di cerchio e quadrato si ispira a una comune presa di corrente.


Biennale di Venezia 2018: Austria

L’installazione dell’Austria ‘Thoughts Form Matter’ aderisce in pieno al tema Free Space centrale alla Biennale di Architettura 2018

'Thoughts Form Matter', Padiglione Austria 2018 [Photo Marc Lins]

L’Austria partecipa alla 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (aperta fino al 25  novembre 2018) con l’esposizione ‘Thoughts Form Matter, al Padiglione nazionale a Giardini di Castello, curata da Verena Konrad, direttrice dell’Istituto di Architettura del Voralberg, insieme al team di lavoro formato dagli architetti Sagmeister & Walsh, Henke Schreieck e LAAC.

Thoughts Form Matter”, Padiglione Austria 2018

‘Thoughts Form Matter’ porta i visitatori a riflettere sull’importanza degli spazi pubblici nelle città contemporanee e a riconoscere il ruolo dell’architettura come mezzo per progettare degli spazi liberi da qualsiasi tipo di vincolo.

Thoughts Form Matter”, Padiglione Austria 2018

Concetti quali ‘deviazione‘, ‘atmosfera‘ e ‘bellezza‘ si materializzano in tre grandi installazioni, diverse per materiali, forme e dimensioni, che interagiscono dinamicamente tra loro compenetrandosi e dialogando con lo spazio architettonico, interno ed esterno, del padiglione.

Thoughts Form Matter”, Padiglione Austria 2018

Tra i progetti esposti viene presentato anche ‘Great Amber – Concert Hall Liepaja, un complesso multifunzionale realizzato in Lettonia e progettato dallo studio di architettura Volker Gienke di Graz, vincitore del premio internazionale ‘Glass in Architecture‘, conferito a Mosca il 19 aprile 2018. [Text Arianna Callocchia – Photo  Martin Mischkulnig]


Alla fiera di Colonia ‘Spoga + Gafa’: tutto per l’outdoor

A inizio settembre a Colonia sono di scena in fiera gli arredi e le cucine da esterno, con un focus tendenze e naturalmente con piante, attrezzi e accessori per il comfort all’aria aperta

Stand dell’azienda italiana Nardi  a Spoga + Gafa 2017

Dal 2 al 4 settembre 2018 apre i battenti a Colonia, nei padiglioni di Koelnmesse, Spoga + Gafa la fiera più importante al mondo per il gardening, che comprende arredo outdoor, attrezzi da giardino, tutto il necessario per il barbecue e tutto ciò che serve per vivere all’aperto. Per l’edizione 2018, sono attesi circa 2.100 espositori, provenienti da oltre 60 Paesi, su di una superficie aumentata di 5.000 mq sull’edizione 2017, con una percentuale dell’84% di espositori esteri.

Spoga + Gafa occupa una superficie di 121 mila mq, l’area più estesa è ‘Garden Living’, che offre una gamma molto ampia di arredi per il giardino, accessori, attrezzature per lo sport e per i giochi, per il camping e il tempo libero in generale; al centro del padiglione 10.2 sarà allestita anche un’area dedicata all’arredamento outdoor della fascia premium.

 

Le altre due aree importanti sono ‘Grade BBQ’, con un’offerta di prim’ordine dedicata al grill all’aperto; qui, nell’area Outdoor Küchen Welt, troverà posto una vastissima gamma di cucine per esterni, e l’esposizione sarà arricchita da cooking show per dimostrazioni live. Il settore

 

Panoramica dell’area cucine outdoor Outdoor Kuchen Welt 2017

Garden creation and care’ sarà il polmone verde di Spoga + Gafa. Oltre a macchine, attrezzi, utensili da giardino e a tutti gli accessori necessari per la realizzazione e la cura di giardini e terrazze, qui saranno esposte anche piante vere, con indicazioni per la loro cura.

 

Come di consueto, dove si parla di arredamento e di cucina, la presenza italiana sarà ben nutrita, con circa 70 espositori, distribuiti tra i vari settori merceologici. Di grande interesse per l’arredamento sarà anche il ‘Trendshow’, con le Isole dei trend, dove saranno esposti i prodotti più interessanti dal punto di vista delle tendenze: innovazione, ergonomia, sostenibilità dei materiali. Il Trendshow sarà riproposto anche a Imm Cologne 2019.  [Text Roberta Mutti]

Stand dell’azienda indonesiana Tanjaya a Spoga + Gafa 2017

12 novità di super design per arredare outdoor

L’outdoor cresce di importanza per privati e contract: la nostra top selection (dal Salone del Mobile.Milano 2018) comprende brand esordienti per gli esterni

A BORDO PISCINA

E’ l’outdoor del relax e dell’abbronzatura! Kartell ha affidato a Philippe Starck la sua linea pool dal nome azzeccato ‘Sun Tan Collection‘ (foto 1), il designer-star ha scelto di rivisitare lo stile standard, perfino nei rigati, aggiungendo però colori e leggerezza. Inoltre sono pezzi impilabili, resistentissimi e estremamente funzionali: sedia da regista, Art Director; seduta da bagnino, con poggiapiedi, Baywatch; lettino sole&comfort con tavolino integrato, Nap Angel.

Un lettino prendisole dalle linee essenziali e schienale regolabile, poi è Ponente (foto 2) design Martinelli Venezia Studio per Slide, ispirato ai ponti sfida con spessore slim i mobili in polietilene. Per un relax alla grande c’è addirittura il daybed con baldacchino, con struttura in alluminio, singolo o doppio Oasi 7 (foto 3) di Greenwood.

DIVANI PER SALOTTI OPEN AIR

Open air si arredano veri e propri living, con divani imbottiti impensabili fino a pochi anni fa; naturalmente tutti in materiali e rivestimenti resistenti agli agenti esterni come i raggi UV.

E’ il caso di Lusit Lounge (foto 4) di Royal Botania design Kris Van Puyvelde & Frank Boschman, divano componibile angolare (con tavolino), dalla struttura a largo intreccio. O anche dell’extra light Loom Outdoor (foto 5), design David Lopez Quincoces per Potocco, sofà da giardino o portico con inserti in cordino che si regge su sottili gambe in metallo. Infine del divanetto/panchina impilabile Net (foto 6) di Nardi, in polipropilene fiberglass rinforzo invisibile in metallo e cuscino optional, soluzione perfetta per il contract.

IN RIVA AL MARE

Il design arriva sulla sabbia con il nuovo brand Diabla by Gandiablasco, che intende lo stile di vita all’aperto da spagnoli con decenni di esperienza nel design e ha lanciato sedie, tavolini, poltrone, poltroncine, divanetto e una chaise-longue sinuosa e tutta d’un pezzo: ‘356 (foto 7) in 100% polietilene riciclabile. Il brand Made in Italy Pedrali propone invece la linea di sedute non convenzionali Island (foto 8) adatte anche per spazi di attesa e relax delle terme e spa.

ACCOMODARSI ALL’ARIA APERTA

Per giardini, portici e terrazzi è trendy la sedia a dondolo Knit (foto 9) design Patrick Norguet per Ethimo, in legno con trama intrecciata in corda sintetica. In metallo le novità sono inoltre: la sedia Piuma (foto 10) di Riflessi, design RiflessiLab, in barre di metallo con cuscino memory opzionale; impilabile e con braccioli la sedia Summer (foto 11) di Scab Design è coordinabile con tavoli di diverse altezze.fa. Fa da sé il trio di chaiselongue, in tre larghezze Ventiquattrore.h24 (foto 12), design Alberto Basaglia Natalia Rota Nodari per Diemmebi, marchio noto per gli arredi per collettività. [Text Lucia Bocchi]


Biennale di Venezia 2018: Danimarca

'Possible Spaces': il nuovo BLOX di Copenaghen e altri 4 progetti evidenziano quanto in Danimarca l'architettura sia multidisciplinare e sostenibile

La Danimarca partecipa alla Biennale  (aperta fino al 25  novembre 2018) con l’installazione 'Possible Spaces al padiglione danese curata da Natalie Mossin e commissionata da Kent Martinussen, Ceo del DAC  (Danish Architecture Center) di Copenaghen.

Padiglione Danimarca, 2018[(Photo Rasmus Hjortshøj, Courtesy DAC]
La curatrice Natalie Mossin ha scelto di presentare, in risposta al tema Freespace, una selezione di progetti danesi che dimostrano come l’innovazione non è fine a se stessa ma è uno strumento per passare dall’idea di cambiamento all’attuazione di nuove soluzioni sostenibili.

BLOX [Photo Rasmus Hjortshøj, 2018 Courtesy BLOX]
In mostra, dunque, il BLOX, un nuovo edificio multidisciplinare per l’architettura, il design e lo sviluppo sostenibile, progettato da OMA e finanziato dall’associazione filantropica Realdania, che, inaugurato proprio quest’anno a Copenaghen, ospita nei suoi spazi il DAC, il BLOXHUB e diverse organizzazioni creative.

'Possible Spaces”' Padiglione Danimarca, 2018 [Photo Rasmus Hjortshøj, Courtesy DAC]
Gli altri quattro progetti, presentati nel Padiglione della Danimarca, sono il Nyt Svinkløv Badehotel di Praksis Arkitektur, il Virgin Hyperloop One di BIG, il Material Based Method K2 di CITA e il Albertslund Syd di Vandkunsten. Tutti i progetti percorrono nuove strade per rispondere alle sfide della società, della mobilità e dell’edilizia, dimostrando come possiamo avvicinarci a uno sviluppo sostenibile attraverso la collaborazione tra professionisti di diversi settori. Opere che evidenziano alcuni punti di forza della tradizione architettonica danese, cioè una collaborazione pluridisciplinare e una forte attenzione alla sostenibilità. [Text: Arianna Callocchia]

'Possible Spaces', Padiglione Danimarca, 2018 [Photo Italo Rondinella, Courtesy La Biennale di Venezia]